Valutare le competenze linguistiche in italiano L2

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Se l’apprendimento dell’italiano L2 è tanto importante per gli alunni stranieri, non vi è dubbio che lo sia anche la sua valutazione, soprattutto in ingresso e in itinere. Perché allora non compare nei documenti ufficiali? Un vero paradosso!

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Il paradosso della non valutazione

Dal momento che siamo tutti concordi nel ritenere che sarebbe necessario un intervento mirato sull’apprendimento della L2 da parte dei tanti alunni di origine straniera, e che la valutazione sia parte imprescindibile di qualsiasi processo di apprendimento, è davvero singolare che si presti così poca attenzione alla valutazione della L2, tanto da essere assente in tutte le forme e momenti ufficiali di valutazione, pagelle o esami che siano.
Eppure la valenza della valutazione, all’interno del processo di apprendimento della L2, non ha un peso minore rispetto a quello delle altre discipline. Anzi.

L’importanza della valutazione d’ingresso

Nel caso degli alunni stranieri, il bisogno di verificare le competenze linguistiche in ingresso è particolarmente forte. Occorre infatti “conoscere” i reali livelli di partenza, ciò su cui possiamo contare per ipotizzare programmi e percorsi, distribuire e organizzare le ore di laboratorio o degli interventi dei facilitatori, laddove ci sono.
Nel caso di alunni neoarrivati o che iniziano la scuola secondaria, le verifiche d’ingresso dovrebbero permettere di avere sia un quadro generale della loro maturità cognitiva e degli apprendimenti sviluppati (eventualmente anche in altri paesi), sia di avere una misura reale delle competenze linguistico-comunicative in italiano, e anche in altre lingue, su cui basare un percorso di sviluppo della L2 che proceda dal noto al nuovo e non per astratte o occasionali proposte e passaggi, rischiando di progettare percorsi sospesi nel vuoto, senza reti di salvataggio. Ma anche il livello di competenza linguistica dei bambini di classe prima, anche se sono nati in Italia e hanno frequentato la scuola dell’infanzia, non è affatto scontato e si collega al possesso dei prerequisiti indispensabili per l’apprendimento della letto-scrittura, le cui eventuali lacune vanno rilevate in tempo utile per prevenire.

Nella realtà le valutazioni in ingresso sono in genere scarsamente sistematiche e ci si affida più spesso a impressioni soggettive, a elementi empatici legati prevalentemente alle prestazioni verbali, ponendo quindi in immediato svantaggio i bambini di origine straniera. La conseguenza è che bambini e ragazzi che si trovano solo in una situazione di
svantaggio linguistico possano essere etichettati come immaturi, privi dei requisiti fondamentali in tutte le diverse aree, e che si abbiano per loro basse aspettative, le quali poi peseranno negativamente sui risultati effettivi, anche per effetto della scarsa alterabilità dei giudizi iniziali.

Il valore formativo delle valutazioni intermedie

Le verifiche didatticamente più significative sono tuttavia quelle in itinere, destinate a verificare il percorso di apprendimento, a controllare insieme, alunni e insegnanti, l’andamento del processo didattico, a prendere consapevolezza degli obiettivi da raggiungere, dei nodi da sciogliere, degli sforzi da compiere.

In un’ottica formativa, la valutazione è per tutti gli alunni, inclusi quelli che si trovano in svantaggio, un importante momento di crescita. Essa infatti, oltre a fornire informazioni e indicazioni sull’apprendimento realizzato e da realizzare, costituisce un’occasione di confronto in cui imparare a valutare i propri risultati, l’adeguatezza delle strade percorse, i propri atteggiamenti verso l’esecuzione di compiti cognitivi, e quindi imparare a prendere consapevolezza del proprio processo di crescita e a porsi delle mete raggiungibili.

Tutti gli alunni dunque, attraverso verifiche frequenti e condivise, saranno sempre e comunque avvantaggiati da una presa di coscienza costante e puntuale del proprio percorso di apprendimento, ma tanto più lo saranno gli alunni stranieri, i cui livelli motivazionali e di autostima saranno sicuramente accresciuti dal vedere riconosciuti i propri sforzi nella conquista della L2, oggetto e strumento di apprendimento.
Teniamo inoltre presente che una verifica costante del processo di apprendimento in L2 è importante anche in forza della sua ricaduta positiva sulle didattica delle varie discipline. Avere infatti costantemente il polso della situazione linguistica degli alunni non italofoni, cogliendone le concrete difficoltà, permette di calibrare i materiali, le attività e le richieste sulla base degli effettivi livelli di competenza e non su astratti principi di facilitazione o di semplificazione testuale.

Per saperne di più

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