Il coraggio delle ragazze

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Materiali e proposte di lavoro in classe sui temi della parità di genere e degli stereotipi sul maschile/femminile. Di Maria Frigo

bambina tramonto

Che cosa pensano a sette o a dieci anni i maschi delle femmine? Che rappresentazione hanno della differenza di genere? E quanto questa rappresentazione riflette gli stereotipi socialmente diffusi nelle loro comunità? Alessandra Ghimenti ha intervistato bambini e bambine in diverse località italiane per il suo documentario Ma il cielo è sempre più blu. Queste ad esempio le interviste realizzate in una scuola di Milano.

Alessia Dulbecco commenta il progetto e sottolinea l’influenza del contesto di riferimento rispetto alla percezione del maschile e del femminile e alla concezione della donna nell’immaginario dei bambini.

“Nel primo filmato i bambini coinvolti sono quelli di una scuola elementare in provincia di Lucca. Come si può intuire ascoltando le risposte il contesto di riferimento influenza una visione stereotipata dei sessi. Alla domanda “cosa vuoi essere da grande” molte bambine rispondono di voler diventare parrucchiere, showgirl o ballerine e la motivazione è – per tutte – la bellezza (“mi piace sistemare i capelli, mettere lo smalto…”). Alla domanda “come sono le femmine?” le bambine si descrivono come “più tranquille, più belle, non fanno mai la lotta, più brave, amano lo shopping…). È evidente dunque che le bambine hanno ricevuto – in maniera più o meno intenzionale – una forte educazione al ruolo femminile inteso nella sua versione maggiormente stereotipata. Un po’ diverse invece sono le risposte che si possono ascoltare nel secondo filmato, girato in una scuola elementare del centro di Milano. Alla domanda “cosa vuoi fare da grande” il numero di bambine che risponde “la modella” è infinitamente più basso. Molte vogliono fare la veterinaria, o la scrittrice, o l’avvocata o, ancora, la cavallerizza. Anche per i maschi le risposte sono simili: l’avvocato, l’ingegnere, il militare, l’architetto. È facile immaginare che i bambini, nati e cresciuti nel centro di Milano, vivano in un contesto in cui entrambi i genitori lavorano fuori di casa e in un clima di benessere diffuso. Alla domanda “c’è differenza tra maschi e femmine” o “c’è qualcosa che maschi/femmine non possono fare?” infatti, rispondono di no: tutti possono fare tutto.”

Pari lo impari a scuola

Per lavorare in classe su questi temi molti spunti ce li offre Pari lo impari a scuola, un interessante e ben documentato progetto sulla parità di genere svolto nelle scuole di Seregno, dalla scuola dell’infanzia sino alla secondaria di secondo grado.

Ecco la scansione tematica delle attività documentate.

  • Io sono - Riflessione su se stessi, sulla propria identità di genere e sulle proprie aspirazioni: come siamo e come vorremmo essere.
  • I ruoli in famiglia - Riflessioni sulla divisione dei compiti di cura e domestici in famiglia.
  • I mestieri - Riflessioni sulle professioni considerate da donna e professioni considerate da uomo, i condizionamenti che possono influire sulla scelta del lavoro, le discriminazioni di genere nei percorsi lavorativi.
  • La società - Gli stereotipi presenti nei media, nella letteratura, nelle fiabe; il ruolo delle donne nella storia e nella società, la violenza sulle donne da parte degli uomini.

Anche World social agenda, un progetto della Fondazione Fontana si richiama a un fondamentale obiettivo di sviluppo come la parità di genere e propone un dossier per gli studenti e gli insegnanti. Alla pagina Approfondimenti per i più piccoli troviamo utili indicazioni di materiali come libri, video e canzoni.

Per saperne di più

Da Sesamohttps://papermine.com/booklet/per-le-bambine-del-mondo-giunti-scuola/

Da La Vita Scolastica: Stereotipi e differenze

 

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Maria Frigo: 28 Febbraio 2019 In classe

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