Stereotipi e differenze di genere in una classe delle elementari

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Stereotipi e differenze di genere in una classe delle elementari

Come i bambini percepiscono le differenze di genere? Un'esperienza e un video (di Pina Caporaso e Daniele Lazzara) che la documenta.

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Bomba Libera Tutti – Stereotipi e differenze di genere in una classe delle elementari è un documentario focalizzato in particolare sulla mia classe, l'attuale V A della scuola elementare Galileo Galilei di Pistoia, a cui abbiamo proposto delle attività che permettessero di far emergere il modo in cui i bambini e le bambine riflettono sull'identità di genere.

L'obiettivo era sia quello di far emergere gli stereotipi, per poterli riconoscere e criticare, sia capire come i più piccoli percepiscono la continua offerta di modelli maschili e femminili e se si riconoscono in ciò che viene loro proposto.

Letture

In primo luogo abbiamo letto due narrazioni che hanno come protagonisti gli animali, tratte dal volume Rosaconfetto e altre storie, ripubblicato da Motta Junior.

La prima, Arturo e Clementina, tratta dell'importanza di relazioni affettive e di coppia rispettose dei desideri e delle inclinazioni del partner, in questo caso la tartaruga Clementina, che viene costantemente denigrata dal suo compagno, finché non decide di lasciarlo e di andarsene.

La seconda, Una fortunata catastrofe, racconta di una famiglia di topolini nella quale tutto il lavoro di cura grava sulla mamma, mentre il babbo si dedica al lavoro fuori casa e allo svago. Un tubo rotto costringe la famigliola a cambiare tana e, nel trasloco, la mamma e il papà sono indotti a modificare i ruoli che così rigidamente condizionavano le loro giornate.

Su queste storie i bambini e le bambine hanno espresso punti di vista molto interessanti. Di sicuro una condanna degli atteggiamenti maschilisti, facilmente individuabili nelle storie; una capacità di immedesimarsi o di riferire somiglianze e differenze nella propria vita quotidiana, che dimostrano quanto ancora ci sia da fare per l'importante – e ancora mancante - lavoro di condivisione della cura tra uomini e donne.

Schermi

Nella seconda parte i bambini commentano alcune pubblicità, scelte da loro, che propongono modelli maschili e femminili ben precisi. Anche qui, dimostrano una capacità talvolta inattesa di leggere le immagini nei loro aspetti più evidenti, ma anche di trovare significati nascosti, attraverso l'uso di colori, musiche, scelte “di regia” che smascherano un marketing chiaramente orientato alla riproduzione di stereotipi.

Interviste e rientro in classe

Nella terza parte affrontiamo il ruolo della scuola nell'educazione alla parità tra i generi e all'affettività. Abbiamo intervistato alcune insegnanti che nel nostro Istituto portano avanti da anni un lavoro sull'identità e, in particolare, sull'identità di genere. Dalle loro parole emerge la vitalità della scuola primaria italiana, nonostante i tagli e la cattiva pubblicità dei media; una scuola capace di lavorare per educare alla cittadinanza attiva e alla realizzazione più profonda degli individui e non solo di “istruire”.

Infine, ritorniamo alla classe, con una discussione su cosa non piace ai maschi e alle femmine dell'altro genere. Le bambine individuano nella scarsa espressione dei sentimenti e nell'aggressività i tratti più problematici dei maschi; i bambini sono invece insofferenti verso l'accondiscendenza e la sindrome da “prime della classe” delle bambine.

Stereotipi confermati, insomma, ma anche criticati, in un finale che vorrebbe lasciare spazio ad un futuro diverso ma tutto pienamente nelle nostre – e nelle loro – mani.

Il documentario

Il documentario che si presenta qui di seguito è stato insignito del Premio Immagini Amiche, assegnato dall'UDI - Unione Donne in Italia e dal Parlamento Europeo ad aziende, siti web, pubblicità, programmi televisivi, Comuni e scuole che veicolano immagini non stereotipate dell'identità femminile.

 

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Commenti

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  • avatar

    15:39, 28 Ottobre 2013
    Grazie, Isotta, per le tue parole.
    Sono l'insegnante che ha realizzato il documentario e posso dirti che, anche se ancora marginalmente, queste esperienze cominciano timidamente a comparire nelle scuole. Per esempio nel mio caso - un Istituto comprensivo di Pistoia - abbiamo dedicato un Funzione strumentale apposita alle differenze e stiamo provando ad innestare su tutto il curricolo (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) questo sguardo. E' l'inizio di un confronto molto proficuo, come insegnanti e più in generale come persone. Sia noi che i bambini e le bambine abbiamo tutto da guadagnarci nel farlo!
    Buon proseguimento,
    Pina Caporaso
  • avatar

    ivalentini

    18:42, 18 Ottobre 2013
    Bellissimo documentario. Complimenti alle insegnanti che hanno deciso di intraprendere una discussione così importante con i bambini. Dal video emerge quanto la TV e i media influenzino e rinforzino questa divisione di genere. E' ora di smetterla con questa violenza gratuita e subdola a cui tutti noi, ma soprattutto i bambini, siamo sottoposti quotidianamente. Tutte le scuole dovrebbero affrontare questi argomenti con gli alunni. Sono una laureanda in scienze della formazione primaria: questo mi ha dato un buono spunto per un probabile argomento di tesi, magari a conduzione sperimentale anche in una scuola d'infanzia. Un giorno anch'io con la mia classe, affronteremo temi simili. Isotta Valentini.