In classe, tutte le lingue del mondo

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In occasione del 21 febbraio, giornata della lingua madre, alcune attività per rendere visibile il plurilinguismo degli alunni. Di Maria Frigo

Torre Babele particolare

In molte scuole italiane febbraio è il mese delle lingue materne, con attività e iniziative che vogliono rendere visibile il variegato e ricco panorama nelle classi per quanto riguarda le lingue conosciute o con le quali gli alunni sono in contatto. E non si tratta solo del dominante inglese o di altre lingue considerate socialmente prestigiose. Dare valore a tutte le lingue, in particolare modo a quelle della migrazione, è un importantissimo messaggio di riconoscimento che può realizzarsi solo se gli insegnanti decidono di attivarsi a questo scopo. Ricordando il noto primo assioma della comunicazione di Paul Watzlawick, secondo il quale “non si può non comunicare”, se dalla scuola non giungono chiari segnali di riconoscimento della realtà linguistica in cui vivono gli alunni, è come se la scuola stessa confermasse una percezione purtroppo diffusa nella società: ci sono lingue di valore, desiderabili e apprezzate e altre lingue che sono invece poco importanti e non degne di attenzione. E lo stigma sulla lingua si riflette sulle persone.
Mostriamo dunque la ricchezza linguistica delle nostre classi e la bellezza di poter entrare in contatto, attraverso le lingue, con tanti modi di vedere il mondo.

Nel progetto europeo IRIS - Identifying and Reconstructing Individual language Stories del quale si è già parlato su Sesamo, i docenti di Milano e Pavia hanno sperimentato diverse attività che qui proponiamo.

Il mare delle lingue

Le lingue di ogni alunno partecipano alla rappresentazione visiva delle lingue della classe. Nel mare delle lingue, su un cartellone dipinto a rappresentare il mare, ogni alunno ha incollato la sagoma di un elemento, pesce, conchiglia, alga, ecc. sul quale aveva scritto i nomi delle proprie lingue.
In ognuna delle classi partecipanti al progetto, gli alunni hanno scelto con quale metafora visiva rappresentare tutte le lingue della classe. Oltre al mare di lingue abbiamo così il cielo, il giardino, la valigia, l’universo delle lingue

  

Istituto Comprensivo Ciresola, Milano; docente Selene Seghi
 


C’è anche chi ha scelto una rappresentazione che normalmente viene associata alla impossibilità di capirsi tra lingue diverse; abbiamo così una Torre di Babele, trasformata in un allegro spazio di dialogo e scambio, dove le sagome dei bambini della classe salutano, ognuno nelle tante lingue che conosce.


  

Istituto Comprensivo Ciresola, Milano; docenti Martina Crisanti, Maria Pia Fabbri

 

Alla scoperta delle lingue: le parole da sapere

Scoperto il plurilinguismo nella propria aula, la curiosità ha spinto verso nuove ricerche. È stato così naturale organizzare attività di approfondimento e conoscenza di altre lingue. Gli alunni hanno chiesto informazioni, lessico, pronunce e scritture ai parlanti nativi, rivolgendosi a chi di una certa lingua poteva essere considerato un testimone, sia stato esso un compagno di classe o un genitore. In una classe i bambini hanno discusso e concordato tra di loro le cinque parole importanti da sapere subito in una nuova lingua. Tra le più considerate le parole dei saluti e della cortesia, come ciao, scusa, grazie, come stai? e quelle per soddisfare bisogni basilari come acqua e fame, ma anche amico, ti amo e giochiamo?

 

Nel sito del Centro COME è disponibile la dispensa conclusiva che commenta l’esperienza e illustra i materiali. 

 

  

 

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Maria Frigo: 19 Febbraio 2020 In classe

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