Tutte le mie lingue: un bagaglio prezioso

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Materiali e attività didattiche per rendere visibile il plurilinguismo individuale. Di Maria Frigo

Bilinguismo Frigo

Tra i bambini e i ragazzi che per la legislazione italiana sono ancora “stranieri”, una buona parte è nata in Italia o ha frequentato sin dalle prime classi la scuola in italiano. Per molti di loro si pone il tema del plurilinguismo nascosto, cioè di una o più lingue, dei genitori o del paese di origine della famiglia, che non trovano spazio nel mondo scolastico e talvolta nemmeno molta considerazione in quello domestico. Una ricchezza linguistica che la scuola dovrebbe invece riconoscere e far emergere perché le lingue d’origine famigliari non siano viste come qualcosa da occultare sulla strada della omologazione. La lingua materna è invece un bagaglio culturale prezioso che arricchisce chi lo possiede e non impedisce lo sviluppo delle competenze linguistiche in italiano.

Per il riconoscimento e la valorizzazione del plurilinguismo individuale, segnaliamo alcune delle attività sperimentate nelle scuole di Milano e Pavia che hanno partecipato al progetto europeo IRIS - Identifying and Reconstructing Individual language Stories. Attraverso diversi suggerimenti operativi, si sollecita il racconto autobiografico delle lingue parlate o con le quali ognuno è in contatto. In relazione all’età degli alunni gli stimoli all’autobiografia linguistica possono essere differenti. Nel progetto IRIS sono stati proposti quattro strumenti:
- la mappa della comunicazione intrafamigliare;
- l’intervista reciproca;
- il bilinguismo disegnato;
- la silhouette e l’autobiografia linguistica.

Mappa della comunicazione famigliare

La mappa della comunicazione intrafamigliare, ideata da Graziella Favaro (2013), visualizza i flussi comunicativi nella famiglia, tra genitori e figli, e a volte viene ampliata anche con le indicazioni relative alla comunicazione con i nonni e altri parenti. Emerge con evidenza quanto e con chi le due o più lingue sono usate nella vita quotidiana. Nella sperimentazione condotta a Milano e Pavia in scuole primarie e secondarie, l’analisi delle mappe della comunicazione intrafamigliare mostra una grande varietà di situazioni linguistiche, spesso non riducibili al binomio italiano/lingua materna. Compaiono frequentemente inglese e francese come lingue ufficiali dei paesi ex colonie, accanto ai dialetti o alle varietà locale di lingue nazionali.

La mappa mostra anche di frequente una linea di demarcazione generazionale tra l’italiano e la lingua materna: la lingua d’origine è parlata tra i genitori e con i nonni, mentre tra fratelli si usa l’italiano anche nella comunicazione quotidiana.



(I. C. Ciresola, docente Maria Cristina Mecenero)

 

Intervista reciproca

L’intervista reciproca è una proposta da svolgersi in coppia, con un alunno che intervista il compagno e il successivo scambio dei ruoli intervistato/intervistatore. Oltre a domande sulle lingue conosciute e parlate, con l’intervista ci si propone di far emergere anche le idee che sulle due lingue hanno gli alunni, con domande come le seguenti: Secondo te, la lingua X è bella/brutta, facile/difficile, utile/inutile. Perché? Dalle risposte emergono informazioni interessanti rispetto alla percezione che delle lingue hanno gli alunni, per esempio che tipo di valutazione fanno sulla utilità o meno della lingua di origine famigliare, dell’italiano o di altre lingue. La lettura di queste informazioni permette ai docenti di essere consapevoli di cosa pensano i singoli alunni e di indirizzare meglio un’azione a sostegno del plurilinguismo e contro alcuni stereotipi svalutanti le lingue materne.

Bilinguismo disegnato

Il “bilinguismo disegnato” nasce da una proposta di Graziella Favaro (2013) rivolta a bambini della scuola dell’infanzia e primaria, praticata in questi anni in molte scuole italiane. Si chiede ai bambini di autorappresentarsi collocando sul proprio corpo le diverse lingue che conoscono o con le quali sono in contatto e di argomentare le scelte. I disegni rappresentano in modo ricco e immediato la percezione che ognuno ha del proprio plurilinguismo. Come si vede nelle immagini sotto riprodotte, gli alunni mostrano una grande consapevolezza dei legami tra lingua, storia personale, affetti e relazioni.



Ho messo l’italiano nelle mani perché è l’unica lingua che sono capace a scrivere. Il filippino nella pancia perché mi piace mangiare le cose di mia madre. (I. C. via Giacosa - Docente Selene Seghi)

       

Filippine: nel cuore perché sono di origine filippina, i miei genitori sono f ilippini, io considero che io abbia il loro cuore con me. Italia: nel cuore perché ho avuto comportamenti italiani e abitudini. Americano anche perché il nonno di mio padre è americano, non potrei dimenticare che io sono un po’ di origine americana.
Filippine ai capelli perché visto che i capelli crescono insieme io cresco insieme ai miei genitori. Italia ai capelli perché visto che i capelli crescono io sono cresciuto in Italia.
La faccia italiana perché con gli occhi ho visto la natura italiana crescendo invece con la bocca mangiando cibo italiano e odorando ogni cosa italiana.
La pancia italiana: sono nato in Italia e nei ospedali in Italia.
Parti basse filippine: perché ho fatto la circoncisione e per me è da così che si capisce che io sono veramente filippino.
Nelle gambe: - Italia perché sono ancora in cammino per sapere l’italiano. - America, inglese perché ho camminato e affaticato per studiare bene l’inglese. - Canadese: sono ancora in cammino per parlare bene il canadese.
Braccia: l’inglese e l’americano perché mi sono dato una mano per riuscire a parlarla, li ho usate e li ho affaticate.
(I. C. via Giacosa, Docente Selene Seghi)

 

Silhouette e autobiografia linguistica

La silhouette è una versione più “adulta” dell’attività precedente. La richiesta è di collocare su una sagoma le lingue parlate e conosciute e, a partire da questa rappresentazione visiva, scrivere la propria autobiografia linguistica. Oltre che agli alunni più grandi, l’attività è stata proposta anche nel percorso di formazione dei docenti che hanno potuto così provare in prima persona che cosa significasse raccontare il proprio vissuto in relazione alle diverse lingue della loro storia personale e quanto questa esperienza toccasse nel profondo l’identità personale.

 

Per approfondire

- Il bilinguismo disegnato. Articolo pubblicato su La vita scolastica

- Progetto IRIS. Nel sito del Centro COME la dispensa conclusiva che commenta l’esperienza del progetto e illustra i materiali. 

 

  

 

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Maria Frigo: 21 Gennaio 2020 In classe

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