Il bilinguismo disegnato

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Il bilinguismo disegnato

Dalla rubrica "Progetto classe multiculturale" pubblicata sulla rivista "La Vita Scolastica", n. 5, 1 gennaio 2013.

Che idea hanno i bambini del bilinguismo? I bambini delle scuole di Treviso lo spiegano con un disegno.

cult_bilinguismo.jpg

Uno dei tratti che oggi più definisce l’eterogeneità delle classi e che connota le storie dei bambini che le frequentano è rappresentato dalla diversità linguistica. Vi sono infatti ragazzi che hanno acquisito nella prima infanzia una lingua materna diversa dall’italiano; altri che comunicano a casa in un idioma diverso da quello di scolarità; altri ancora che parlano con un genitore in una lingua e con l’altro in una diversa.

Anche le recenti Indicazioni per il curricolo riconoscono che la pluralità delle lingue ha fatto il suo ingresso nella scuola e la ritengono un’occasione per entrare in contatto con nuove parole, alfabeti, significati. Si legge infatti: “Una molteplicità di culture e lingue è entrata nella scuola […]. I bambini vivono spesso in ambienti plurilingui e, se opportunamente guidati, possono familiarizzare con una seconda lingua, in situazioni naturali, di dialogo, di vita quotidiana, diventando progressivamente consapevoli di suoni, tonalità, significati diversi […]. L’educazione plurilingue e interculturale rappresenta una risorsa funzionale alla valorizzazione delle diversità e al successo scolastico di tutti e di ognuno ed è presupposto per l’inclusione sociale e per la partecipazione democratica”. Qualunque siano le lingue in presenza, la situazione di bilinguismo è sempre una ricchezza e un’opportunità che deve essere conosciuta, riconosciuta e valorizzata.

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