Storie ludiche per la Giornata della lingua madre

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Invitiamo i genitori e nonni a fare un racconto nella loro lingua nativa e a condividere giochi e tradizioni dell'infanzia. Di Antonella Sada 

giochi e racconti lingua madre sada

E adesso che cosa facciamo?” mi chiede sbalordita Virginia quando un pomeriggio decido di portare i bambini a far ricreazione in un cortile della scuola non attrezzato con giochi e materiali. Una spaziosa area verde con poca erba, tanta terra e alcuni alberi. La sua domanda mi solleva un dubbio e mi guardo intorno: mi rendo cosi conto che, a parte un gruppo di maschietti che corre all’impazzata, gli altri vagano apparentemente senza meta, mentre la bimba incalza: “qui mi annoio! Quando torniamo nel nostro giardino?” “Prova a inventare tu un gioco”, la esorto ma lei mi guarda sbigottita. Possibile che questi bambini non conoscano modi per intrattenersi che non richiedano giocattoli?

Alla riscoperta dei giochi senza tempo

Tornati in classe cerco di approfondire questo argomento e di capire quali giochi i bambini conoscano e quanto spesso si trovino a dover escogitare modi per passare il tempo senza oggetti preconfezionati. A parte il rincorrersi e il gioco del nascondino non emergono altre idee. Sembra proprio che non conoscano i giochi tradizionali, come i quattro cantoni, la campana, il gioco con l’elastico che sono invece molto utili per sviluppare capacità sociali ed emotive oltre che motorie. Saper rispettare i turni e le regole, tollerare la frustrazione della sconfitta ma anche sviluppare la coordinazione, l’agilità e l’intuizione di strategie d’azione, sono solo alcune delle abilità che si possono raggiungere con queste attività, che non richiedono spazi e materiali sofisticati né costosi. Di certo sono giochi che hanno radici nel passato ma che hanno ancora molto da insegnare. Nasce così l’idea di fare un piccolo sondaggio tra i genitori chiedendo alle mamme e ai papà di raccontare con parole o immagini la loro storia ludica. Recuperare e condividere questi passatempi diventa un modo per parlare delle proprie origini e tenerle vive. Scopriamo che i giochi della prima infanzia sono quelli che più si legano alle tradizioni della famiglia: si accompagnano spesso a canzoncine e filastrocche, anche dialettali, e sono tramandate da genitori e nonni perché risalgono a quell’epoca della vita in cui il gioco è ancora strettamente legato all’accudimento fisico. Ci sono giochi che si conservano immutati nel tempo e altri che, con alcune varianti, sono presenti anche in famiglie con provenienza geografica molto diversa. L’occasione migliore per condividere i frutti di questa ricerca ci viene dalla Giornata internazionale della lingua madre. Come ogni anno, nella settimana in cui cade questa ricorrenza, è nostra consuetudine invitare i genitori a scuola a proporre un racconto nella loro lingua nativa. Dare spazio e voce ad ogni idioma è infatti per noi il primo passo per riconoscere il valore e la ricchezza dell’eterogeneità culturale.

Nel prossimo post condivideremo i giochi che abbiamo raccolto dall'incontro con i genitori. 

Per saperne di più

Sulla festa della lingua madre si veda anche: Come un polpo in un garage”: quando la lingua madre si nasconde.

 


 

 

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