Leggere tutti: libri e simboli per una didattica inclusiva

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Leggere tutti: libri e simboli per una didattica inclusiva

Oltre a rispettare le diverse lingue madri possiamo “leggere” e “interpretare” la realtà attraverso mezzi comunicativi diversi, senza il timore di utilizzare strumenti solitamente destinati ai bambini diversamente abili. Di Angela Maltoni

angela maltoni lettura gruppo caa bambini

Anni di insegnamento in zone culturalmente e socialmente disagiate mi hanno portato a considerare l’inclusione in modo diverso. Per creare una scuola inclusiva, al di là dell’accoglienza – primo passo verso l’accettazione dell’altro e del diverso –, credo che si debba necessariamente partire dalle piccole cose quotidiane. La facilitazione linguistica e la segnaletica plurilingue, ad esempio, possono già essere un primo passo, anche se occorre ogni giorno permeare la didattica con un approccio aperto alle diversità e alle differenze. L’aula, soprattutto, diventa uno strumento fondamentale per far sentire ogni bambino a proprio agio, italiano o arrivato da lontano, normodotato o etichettato da qualche sigla. Talvolta basta dare un nome agli oggetti, predisponendo su ognuno dei cartellini.

Quest’anno, in prima, oltre alle normali scritte, rigorosamente in stampato maiuscolo, ho aggiunto anche l’immagine in CAA (comunicazione aumentata alternativa) per una comprensione condivisa e più agevole per tutti. Anche le storie lette quotidianamente sono spesso facilitate dal punto di vista linguistico o tradotte nelle lingue dei neo arrivati. Contagiata dall’esperienza di una collega della scuola dell’infanzia del ponente ligure, Anna Maria Mazza, ho iniziato a presentare a tutti i bambini, e non solo a chi ne ha reale necessità, alcuni libri in CAA. Una piccola sperimentazione che mi ha però permesso di osservare come tutti, piano piano, abbiano iniziato a riflettere sul significato dei simboli paragonandoli tra loro e dandone, talvolta, anche un’interpretazione personale. Come spesso accade, ho trovato il supporto di alcuni libri che presentano fiabe tradotte nel sistema di simboli PCS: tra questi, sia il classico Cappuccetto Rosso della collana Pesci Parlanti che Lindo Porcello di Eric Battut, editi da Uovonero.

Un’altra serie di libri che solitamente utilizzo, soprattutto perché bilingui, è quella della collana Storie Sconfinate di Carthusia, dove l’impaginazione a fisarmonica e le grandi immagini facilitano la comprensione e aiutano a calarsi più facilmente nella storia. Successivamente a queste letture, con bambini più grandi creiamo le nostre storie ricalcandone la veste grafica e traducendo i testi nelle diverse lingue d’origine.

 

Molteplici modi di leggere

Ci sono libri speciali anche per introdurre il tema della disabilità, o semplicemente per affrontare una tematica come i cinque sensi e riflettere su come i non vedenti approcciano la lettura. Uno di questi è Il libro nero dei colori, di Menena Cottion e Rosana Faria per Gallucci, con il testo in caratteri braille. Un altro libro molto interessante, di recente pubblicazione, è Il tesoro del labirinto incantato, scritto da Elena Paccagnella e illustrato da Nicoletta Bertelle per Camelozampa Edizioni. In questo caso, al testo in stampato maiuscolo se ne affianca uno semplificato e ad alta leggibilità in maiuscolo, con la traduzione in simboli PCS e in scrittura braille accompagnata da belle e semplici illustrazioni. Insomma, un concentrato di stimoli diversi utilizzabile con tutti i bambini – nessuno escluso – in modo creativo. 

 

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