Festeggiamo i diritti dei bambini

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I trent'anni della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza: libri, giochi e attività per parlare con i bambini di diritti e doveri. Di Angela Maltoni

diritti angela maltoni

Quest’anno ricorre il trentennale della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, una data importante per tutti i bambini ma anche un momento di riflessione per gli adulti che si trovano, per lavoro e non solo, a operare con l’infanzia.

 

Libri e giochi per parlare di diritti e doveri

Il più delle volte, come ho già accennato in precedenti articoli, non amo lavorare su un determinato argomento solo per festeggiarne la giornata. Da insegnante, penso che la didattica – oltre che particolarmente attenta ai bisogni dei bambini – dovrebbe essere permeata quotidianamente di temi importanti. Tuttavia le ricorrenze ci aiutano a ricordare e a non fare cadere nell’oblio tematiche che potrebbero passare in secondo piano.
Quest’anno, ad esempio, può essere interessante dedicare alcune settimane a cavallo del 20 novembre, per parlare e discutere con i bambini di cosa possa significare, dal loro punto di vista, avere dei diritti”, facendoli nel contempo riflettere anche sui loro piccoli “doveri”.

Per la classe prima

Già dalla classe prima penso sia utile sensibilizzarli su alcuni punti fondamentali della Convenzione, partendo dal diritto al nome. Questo lo si può fare giocando o leggendo qualche interessante libro, come ad esempio La bambina senza nome di Vivian Lamarque per Mursia, un testo un po’ datato ma molto carino; oppure Dov’è il regno senza nome? di Sandra Dema, illustrato da Manuela Trimboli per Notes Edizioni. Entrambi, attraverso storie semplici e a tratti umoristiche, aiutano i bambini a riflettere sull’importanza di possedere un nome.

  

Per la seconda e la terza

A partire dalla seconda, ho più volte affrontato l’argomento utilizzando I bambini nascono per essere felici. I diritti li fanno diventare grandi di Vanna Cercenà e illustrato da Gloria Francella per la collana le Carte in tavola di Fatatrac, che attraverso un gioco simile a un puzzle presenta i punti più importanti della Convenzione e ne spiega il significato attraverso brevi filastrocche.
Per bambini un po’ più grandi, ma già a partire dalla terza, della stessa collana e casa editrice – sponsorizzato da Amnesty International con uno sguardo rivolto anche ai diritti umani – di Janna Carioli e illustrato da Andrea Rivolta interessante è Il cammino dei Diritti, uscito anche come albo illustrato, che si compone di 20 tavole illustrate da un lato e con brevi poesie e una didascalia di spiegazione dall’altro.

Per i più grandi

Con i più grandi, per approfondire l’argomento può essere utile leggere la Convenzione. Attività non semplice e da calibrare a seconda dell’età dei bambini, che si può fare anche utilizzando testi già semplificati e resi maggiormente fruibili, come Léon e i diritti dei bambini di Annie Groovie per Giralangolo. Un testo che racconta con parole semplici 23 articoli fondamentali avvalendosi di illustrazioni di immediata comprensione.

 

 

Tra lingue e identità

Tra i diritti, mi pare importante quello di poter preservare la propria identità, compresa quella culturale e linguistica. In questo caso la scuola è chiamata a operare in modo che la lingua madre di ogni bambino possa essere valorizzata insieme alla sua cultura d’origine. Sono molti i modi per poterlo fare: in queste giornate in cui si celebra la Convenzione si può dare un po’ di spazio a giochi, cantilene e canzoncine in lingua. Per iniziare, un testo molto carino può essere Il mondo tra le dita. Giochi con le cordicelle edito da Editoriale Scienza.
Per finire, mi piace ricordare come “ogni bambino sia fatto di tanti bambini”, un po’ come dice Gianni Rodari nel bellissimo Uno e sette o come racconta con grande delicatezza Loris Malaguzzi nella sua poesia Invece il cento c’è.

 

  

 

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