Il bambino con difficoltà in sezione: le regole e i patti comportamentali

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Il bambino con difficoltà in sezione: le regole e i patti comportamentali

Suggerimenti di cura per aiutare ciascuno e il gruppo. Di Maurizia Butturini

marcella dondoli sguardo3

Sempre a seguito del nostro dialogo sulla pagina Facebook della rivista Scuola dell’infanzia, che potete rileggere a questo link per ritrovare domande e commenti, ecco altre riflessioni (a questo link la prima parte) che spero vi siano utili. Sono suggerimenti collegati al quotidiano e ad azioni che tutti possiamo mettere in atto. Ricordiamo che è essenziale cambiare lo sguardo sul bambino e vedere in ognuno non le mancanze ma le risorse e le potenzialità; inoltre affrontare ogni situazione insieme, nel dialogo e nella collaborazione tra docenti, con le famiglie e con eventuali esperti.

Suggerimenti di cura

Le regole: per me sono modi per stare bene insieme. La regola/consuetudine aiuta il bambino a crescere e a distinguere se stesso dagli altri, a contenere i propri istinti, quindi ad educarsi alla reciprocità nelle relazioni. Prenderci cura del bambino e del gruppo richiede, insieme, la risorsa dell’affetto e il rispetto delle regole. Saper dare dei limiti è uno dei compiti fondamentali di chi educa; lo scopo è far emergere dal bambino quello che già c’è, potenziarlo e insegnargli a gestirlo.
La conferma continua di determinate, poche e semplici consuetudini permette la nascita del pensiero; si forma un po’ alla volta nel bambino la sensazione del sé attraverso la conoscenza dei propri bisogni. Le regole o consuetudini non sono uno strumento di punizione o di costrizione, quanto uno spazio per la crescita autonoma, sana e libera, pertanto è necessario:

  • Essere capaci di prenderci cura, di contenere e sostenere il bambino, con affetto
  • Essere chiari e coerenti, anche autorevoli
  • Dare spazio al dialogo, alla condivisione delle scelte
  • Collocarci assieme davanti alla norma
  • Esprimerla sempre in modo positivo
  • Promuovere l’autonomia e la consapevolezza
  • Mantenere sempre la relazione, anche nei momenti difficili e di conflitto
  • Agire perché i bambini tirino fuori tutte le loro risorse, anche e soprattutto quelle che non conoscono

Ricordiamo che: “Soltanto in uno spazio di vita sufficientemente libero nel quale il bambino ha la possibilità di scegliere i suoi obiettivi, in armonia con i suoi bisogni, in cui al contempo egli esperimenta le difficoltà che obiettivamente si frappongono al loro conseguimento, può formarsi un chiaro livello di realtà e svilupparsi la capacità di prendere in modo responsabile delle decisioni”. Kurt Lewin


I patti comportamentali: sono veri e propri accordi che si stabiliscono tra adulti e bambini e che definiscono in modo chiaro i comportamenti che entrambi si impegnano a rispettare. Non è un ricatto (se fai questo io ti dò quest’altro). I patti, che facciamo personalmente e privatamente col singolo bambino, vanno definiti in modo chiaro, partendo magari da qualcosa che il bambino sa già fare e aggiungendo un comportamento nuovo ma che sia per lui possibile. Va chiarito bene cosa si richiede, come deve comportarsi il bambino e per quanto tempo. Si chiede esplicitamente al bambino di impegnarsi e di accettare l’accordo; si stabilisce che l’adulto in cambio potrà dare aiuto e come, e solitamente si concede poi al bambino di fare qualcosa che gli è molto gradito. È importante non esprimere al negativo i comportamenti ma al positivo; non cambiare l’accordo in itinere e scegliere come “premio” solo qualcosa che sia fattibile e realizzabile effettivamente.
Possiamo proporre dei patti e degli accordi anche al gruppo, con attenzione a favorire collaborazione e aiuto reciproco e non competizione.  

Per saperne di più

Rileggi la prima parte della riflessione a questo link 

Leggi il blog di Marcella Dondoli

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Commenti

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    srock

    8:40, 8 Maggio 2019
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