Il bambino con difficoltà in sezione: strategie per prevenire e aiutare

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Il bambino con difficoltà in sezione: strategie per prevenire e aiutare

Come aiutare ciascuno e il gruppo? Tra i suggerimenti di cura, soffermiamoci sul contesto e  sulle routine. Di Maurizia Butturini

mani bambino

A seguito del nostro dialogo sulla pagina Facebook della rivista Scuola dell’infanzia, che potete rileggere a questo link per ritrovare domande e commenti, ecco alcune riflessioni, tra le moltissime che potremmo condividere. Dobbiamo aver fiducia di poter aiutare i bambini, a partire da aspetti quotidiani e adottando degli atteggiamenti che cambiano la relazione: l’ascolto attento e sensibile; la cura della relazione empatica e autentica; la capacità di accogliere e di restituire al bambino la sua parte buona e costruire con lui a partire da quella; la capacità di scegliere e adottare strategie di aiuto, di sostegno, di incoraggiamento, utili al singolo e al gruppo.

Suggerimenti di cura

Il contesto: per i bambini in difficoltà a volte ci sono troppi elementi di distrazione nell’ambiente, stimoli curiosi e interessanti che possono distogliere da quello che c’è da fare o che non aiutano a mantenere l’attenzione e la concentrazione. Occorre tenerne conto e creare delle condizioni per lavorare con tranquillità, anche interrompendo il lavoro per breve tempo e poi riprenderlo, se è il caso. Oppure ci sono bambini che per svolgere un gioco o un’attività hanno bisogno di un contesto molto strutturato, quando hanno difficoltà ad organizzarsi e a portare avanti ciò che stanno facendo. Del contesto fanno parte molti altri elementi, come essere in un piccolo gruppo, lavorare con accanto l’adulto, utilizzare mezzi per ricordare ciò che si deve fare e come… possiamo aiutare molto i bambini stimolandone il coinvolgimento e la motivazione, facendoli sentire protagonisti, all’interno di situazioni routinarie, riconoscibili e prevedibili che consentano a loro la percezione di poter gestire ciò che succede.

Le routine: sono momenti, gesti e vissuti che si ripresentano nell'arco della giornata in maniera costante e ricorrente, caratterizzati da cura, benessere, intimità, relazione affettiva. I bambini con difficoltà nel comportamento e nella gestione delle emozioni hanno difficoltà ad immaginare in anticipo le conseguenze delle proprie azioni. Le routine li aiutano molto in questo, nel prevedere quanto sta per accadere. È importante che ognuno percepisca attenzione da parte dell’insegnante verso se stesso, le sue emozioni, la sua libertà di movimento e di scelta.
La cura dei più piccoli dettagli, il modo che abbiamo noi adulti nello stargli vicino, il nostro aiuto delicato, il modo di sostenerlo verso nuove esperienze, lasciandogli gradualmente maggiore possibilità di fare da solo, connotano le routine in senso educativo.
Le routine inoltre le possiamo pensare in modo evolutivo, partendo dalla soglia potenziale del bambino. Gradualmente, all’interno di tali situazioni possiamo introdurre giochi e compiti nuovi, di maggiore complessità, che possono essere affrontati solo attraverso un attivo controllo sul proprio modo di agire e di comportarsi. I bambini devono essere e sentirsi attivi e partecipi; possono imparare delle strategie e sviluppare capacità di regolazione attraverso l’utilizzo di materiali concreti, il lavoro di gruppo, le attività di automonitoraggio; rinforzare positivamente l’idea di sé, attraverso esperienze affrontabili, di durata limitata e avere gratificazioni e riconoscimenti positivi per l’impegno e i progressi che fanno.
Innanzi tutto ricordiamo che è essenziale cambiare lo sguardo sul bambino e vedere in ognuno non le mancanze ma le risorse e le potenzialità; inoltre affrontare ogni situazione insieme, nel dialogo e nella collaborazione tra docenti, con le famiglie e con eventuali esperti.
 

Per saperne di più

Consulta il sito di Psicologia e Scuola

Leggi l'articolo Il ben-essere inclusivo di Elisabetta Ghedin su Scuola dell'Infanzia n. 10 2017/2018, pag. 30.

Fine prima parte - nel prossimo post prosegue la riflessione

 

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