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Per accogliere e star bene insieme, lavoriamo prima (e sempre) su di noi. Di Maurizia Butturini

scuola infanzia sorriso

In questo avvio d’anno abbiamo l’occasione di scherzare un po’ sulla fatica del ricominciare e del ritrovarci sommersi da buoni auspici per il nuovo percorso scolastico. È davvero sentito e importante questo momento, se da ogni parte arrivano battute, vignette, pensieri di incoraggiamento, auguri!

Un’avventura che si ripete

Partire da casa per andare a scuola, il primo giorno, è un’avventura che si ripete: sentiamo l’emozione dell’incontro con vecchi e nuovi colleghi; ci aspettiamo di trovare affinità di pensiero e di azione; d’altro canto, avvertiamo timori verso possibili delusioni e difficoltà; coltiviamo desideri di poter realizzare idee e percorsi interessanti…
Possiamo riflettere e mettere a fuoco alcuni orizzonti che ci accompagnino nell’impegno che ci aspetta, nel tempo che dedicheremo al nostro lavoro educativo, nelle speranze che poniamo di poter vivere bene assieme a tutti quelli che fanno parte della nostra scuola.

Punti di attenzione per noi insegnanti


Ecco alcuni punti che desidero condividere con voi tutti, sia che siate veterani o appena entrati in questo mondo:
Se vogliamo star bene con i bambini e farli star bene lavoriamo prima (e sempre) su di noi:
- Non è indifferente il modo in cui ci ritroviamo. Di solito quando arriviamo a scuola a settembre, entriamo in un ambiente abbastanza spoglio, ancora da sistemare. Facciamo sì che questo primo momento sia vissuto con cura. Bastano semplici gesti per renderlo piacevole e amichevole, un mazzo di fiori, un dolce, un buon caffè, un tavolo intorno al quale ritrovarci e guardarci in viso. Un tempo iniziale dedichiamolo alle chiacchiere; non è tempo perso, serve per togliere la tensione e per condividere qualche bel ricordo.
- Accogliamo chi arriva per la prima volta: questo richiede sensibilità reciproca e capacità di ascolto. Ognuno ha una storia che brevemente può presentare e noi possiamo raccontare chi siamo, il nostro percorso insieme, com’è la nostra scuola, quali sono i punti fermi e i riferimenti pedagogici e metodologici che abbiamo conquistato e dai quali possiamo ripartire assieme. È un primo passo nella conoscenza non solo personale ma di chi siamo come insegnanti, di che cosa pensiamo e crediamo, delle risorse che rappresentiamo per la scuola con le nostre esperienze e i nostri talenti.
- Nell’organizzare il tempo e le cose da fare, troviamo uno spazio di condivisione vera, non formale ma autentica. Cerchiamo di tenere assieme pensieri e azioni, scelte educative e gesti: solo così riusciremo a sostare in un terreno comune, a costruire assieme con senso e coerenza, nella fiducia e nel dialogo, la vita di scuola in tutta la sua complessità.
- Allarghiamo le possibilità di scambio e confronto anche al personale non docente, valorizzando il loro ruolo e la collaborazione; così potranno comprendere le richieste e le innovazioni che intendiamo realizzare e esserne partecipi.
Puntiamo molto sull’accoglienza delle famiglie
- Prendiamoci cura dei genitori considerandoli interlocutori preziosi per la conoscenza del bambino e per la realizzazione partecipata del progetto educativo. Il nostro lavoro di dialogo, di scambio e confronto, di coinvolgimento, nel rispetto dei ruoli e delle peculiari responsabilità, mira inizialmente a costruire la fiducia e la comprensione reciproca.
- Realizziamo “spazi di parola” (L.Mortari) e di ascolto. Adottiamo, nei colloqui personali, negli incontri di assemblea o laboratorio, modalità aperte e dialogiche, per conoscerci e rivelarci gli uni agli altri, per comprendere con quale sguardo consideriamo il bambino e la sua crescita, per sapere quali sono le preoccupazioni, i desideri, le intuizioni, le necessità che abbiamo e per trovare insieme possibili strade da percorrere.

La relazione è il fulcro

Consideriamo la relazione fulcro della vita educativa con i bambini
- Le relazioni e i modi di vivere le relazioni hanno bisogno di tutte le nostre energie, di sapiente esperienza, di comprensione e affetto, per potersi dispiegare in modo efficace nella trama dei giorni e dei vissuti educativi. La cura della relazione, rivolta sia al singolo bambino che al gruppo, determina il clima, l’atmosfera in cui ci troviamo a vivere, nelle sue molteplici sfumature.
- Per questo dobbiamo mettere le relazioni al primo posto, garantendo così al bambino e a noi adulti possibilità di incontro, apertura, conoscenza, condivisione di esperienze, di scoperte e visioni di noi stessi e del mondo.
- Diamo tempo all'ascolto profondo del bambino, in situazioni libere e quotidiane e in contesti pensati. Non sono le schede a farci conoscere veramente il bambino. Osserviamolo mentre gioca, quando sceglie un angolo, quando si relaziona, si isola, ha un conflitto, risolve un problema, prende iniziative… Cerchiamo di scoprire i suoi talenti e i suoi bisogni.

Questi punti di partenza manteniamoli lealmente in corso d'anno: fiducia e accoglienza vera, relazione, ascolto e cura dei potenziali individuali... verso i bimbi e verso gli adulti.

Tu tienimi
e io mi trasformerò in meraviglia
tra le tue mani,
al caldo,
quel caldo che di notte fa crescere il grano (…)

C.L.Candiani

Riflettiamo sempre assieme per capire e mantenere la rotta verso i veri obiettivi del nostro lavoro educativo: imparare a pensare, ad essere, a costruire sé stessi e il mondo. A stare bene insieme.
Noi di Scuola dell’infanzia vi saremo accanto per comprendere i vostri bisogni, per sostenervi ma anche per imparare dalle vostre esperienze. La rivista e questi spazi sul web desideriamo siano un luogo di incontro tra chi ama la scuola e l'educazione...tra chi la vive sul campo e chi con lo studio, la ricerca e l'esperienza diretta trova le parole per donare pensieri, idee, percorsi...

Buon inizio a tutti e a tutte, allora!

Ascolta l'audio di Maurizia Butturini:

Trovare l'equilibrio a scuola - “Pillole” per cominciare bene

 

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