Il senso della festa a scuola

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Rendiamo le occasioni buone, vissute, partecipate e condivise, in modo tale da divertirsi assieme e riuscire a superare criticità e incomprensioni che talvolta insorgono. Di Maurizia Butturini

fare festa a scuola dicembre 2018 (2)

Beatrice Soave ha scritto, durante la diretta FB del 13 dicembre scorso (vedi sotto): “Sono andata a guardarmi l’etimologia della parola festa e ho trovato due significati: il primo è gioia e il secondo, più antico, è accoglienza. Io pensa che le feste a scuola dovrebbero essere proprio questo”. 

Fare festa richiama alla mente molteplici aspetti collegati ad un evento che si discosta dall’ordinario: aspetti sociali, rituali e ricorsivi, gastronomici, legati ai modi di vestirsi o travestirsi, alle tradizioni o alle usanze, allo spazio e al tempo… In ogni caso la festa è un incontro che si vive partecipando e che si ricorda perchè legato a momenti importanti della vita e a fatti che proprio durante la festa si manifestano e ci arricchiscono di qualcosa che prima non avevamo o comunque lasciano in noi una traccia emozionale, simbolica, di cambiamento.

A scuola, abbiamo bisogno di fare festa e di ridare a questo evento un senso che non sia legato solo alle consuetudini, che si svincoli da logiche economiche/produttive di pressione, su adulti e bambini, perché si consumi, perché vi sia competizione a chi di più ha o possiede ciò che, secondo queste logiche, serve per fare festa.

Dobbiamo restituire alla festa il valore di divertimento, relazione, affettività, condivisione, espressione creativa…e possibilità di segnare momenti importanti del vivere insieme.

Le criticità del far festa

Fare festa a scuola è un tema sul quale riflettere perché vi sono parecchi elementi critici che tutti gli insegnanti vivono o hanno vissuto in relazione alle feste, ad esempio:

  • quando organizziamo le feste, soprattutto quelle importanti, i genitori hanno aspettative molto alte e questo crea una tensione forte negli insegnanti che si sentono quasi sotto giudizio;
  • siamo tutti nervosi, bambini e insegnanti, e spesso può capitare di dover interrompere tutte le attività per tanto tempo per preparare la festa;
  • ci sono feste che possono creare disagi in alcune famiglie e anche a scuola e nei bambini stessi (per motivi religiosi, perché bisogna indossare costumi o altro…);
  • facciamo a volte parecchie feste in un anno: chiediamoci cosa capiscono i bambini e cosa imparano da queste feste. Provo a fare un ipotetico elenco: festa dell’accoglienza, dei nonni, San Martino con la castagnata, Halloween, la festa di Natale, di Carnevale, della mamma, del papà, della primavera, di Pasqua, del saluto ai grandi, di fine anno… e potremmo aggiungerne altre, quelle interculturali ad esempio. Forse sono troppe?

Idee per dare un senso alla festa

Pensiamo a come dare senso alle feste per i bambini. Troviamo delle alternative alle solite feste e puntiamo soprattutto alla gioia e allo star bene:

  • organizziamo la festa come momento forte di un percorso, un laboratorio, una esperienza inserita nel curricolo. In questo modo non dovremo interrompere le attività progettate perché la festa ne fa parte. I bambini capiscono cosa stanno preparando e perché e partecipano attivamente; i traguardi di sviluppo e di competenza possono essere molteplici, sia in relazione all’organizzazione e ai vissuti collegati alla festa (appartenenza, identità, emozioni, autonomia, relazioni interpersonali…) sia collegati ai temi e ai contenuti scelti;
  • rendiamo condivisi e espliciti i simboli, i significati, i valori che caratterizzano la festa in modo che i bambini, e anche gli adulti, possano interiorizzarne il senso più autentico e profondo, allontanandosi dalle logiche commerciali;
  • esploriamo vari modi di fare festa (la recita, la mostra dei lavori, i giochi, la festa in giardino con laboratori per bambini e adulti, il pic-nic, i giochi tradizionali, il concerto…, uno spettacolo teatrale fatto dai genitori o da una compagnia, un’uscita…; o con il coinvolgimento del territorio e di iniziative culturali e sociali, di solidarietà…);
  • coinvolgiamo i genitori, secondo le loro competenze e il loro desiderio di dare una mano, potremmo scoprire risorse impreviste e bellissime; inoltre saremmo tutti dalla stessa parte, comprendendo meglio le fatiche e gli impegni;
  • facciamo festa anche solo tra di noi a scuola, per condividere momenti importanti e belli delle nostre esperienze di crescita (alla fine di un percorso o in occasione di eventi particolari come la giornata dei diritti, degli alberi…);
  • rendiamo le nostre feste inclusive: pensiamo, in modo creativo e originale, a come risolvere le difficoltà legate alla partecipazione dei bambini disabili, di bambini con difficoltà, dei bambini più piccoli, dei bambini di differenti paesi e culture; ma anche dei nonni, dei parenti, degli ex allievi che vogliono esserci…
  • utilizziamo dei criteri di sostenibilità ed ecologia, scegliendo di utilizzare materiali naturali e di scarto, di recuperare con l’aiuto delle famiglie quanto serve; non produciamo sacchi di rifiuti di plastica…

Poche o tante feste, ma buone, vissute, partecipate, condivise.

Per saperne di più

Antonio Di Pietro, due video con suggerimenti ludici per la festa di fine anno

Graziella Favaro, Il senso della festa

Graziella Favaro, Feste e intercultura. Con un pizzico di speranza

Mario Maviglia, Il senso della festa

 

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Maurizia Butturini: 22 Dicembre 2018 Articoli

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