Diversamente in danza: “siamo pezzi unici di un grande puzzle”

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Diversamente in danza: “siamo pezzi unici di un grande puzzle”

Differenti dotazioni personali si incontrano danzando: un'insegnante di scuola dell’infanzia e mamma di una bambina “particolarmente dotata” racconta. Di Monica Garatti.

diversamente in danza

Sono arrivata a Diversamente in Danza per accompagnare mia figlia Alice. Quando sono entrata la prima volta nella sala, ho visto subito che non c'erano solo ragazzi "come Alice", c’erano tante persone diverse tra loro, per età, abilità, carattere ed esperienze di vita. In quel momento ho pensato che forse anche alla sorella Giulia sarebbe piaciuto fare quel tipo di attività. E poteva essere l'occasione buona perché facessero qualcosa insieme, come fanno tutte le sorelle. Per loro è un po' più difficile perché... Giulia ed Alice sono molto diverse.
Eppure, già dal nome dell'Associazione, "Diversamente in Danza", si capisce che la diversità è la parola-chiave. Nelle scuole di danza, solitamente, i gruppi vengono organizzati nel modo più omogeneo possibile: stessi anni di studio, stessa età, stesse potenzialità. La selezione è quasi naturale e spesso essere brave non basta, bisogna anche essere "dotate di natura".
Ma dotate di cosa? Beh, Alice di suo è particolarmente dotata. Così dotata da avere addirittura un cromosoma in più! È dotata di un'eleganza innata e di una capacità di girare su se stessa pari a quella di un sacerdote Sufi. È dotata di un sottile senso dell'umorismo e di una capacità di osservazione così spiccata da saper riprodurre il modo di muoversi di chiunque. Inoltre, è dotata di tanta, tanta voglia di danzare.
Anche Giulia, a modo suo è dotata. È dotata di una sorella maggiore speciale e di un fratellino molto vispo. È dotata di una grande elasticità del corpo per cui riesce a fare evoluzioni ginniche mozzafiato. È dotata di tanti capelli ricci e biondi.
Sono entrambe molto dotate, ma dotate di cose diverse. Eppure con Diversamente in Danza hanno trovato la possibilità di condividere le loro doti diverse, conoscerle, lasciarle fluire, farle crescere, vederle fiorire. Insieme. Nello stesso spazio, nello stesso momento. Sullo stesso palcoscenico, durante lo stesso spettacolo.

Essere DiDanzatori: tutti a lezione!

Quando per la prima volta ho assistito ad una lezione, ho sentito nella sala di danza un'energia così forte e ho letto una gioia così grande negli occhi degli altri partecipanti, che anche dentro di me è nata la voglia di danzare. Come madre, forse sono più portata a riconoscere le doti nei miei figli, ma anche dentro di me c'è tanto da far crescere, maturare, fiorire. La lezione successiva, mi sono presentata con le calze antiscivolo ai piedi e mi sono unita al gruppo. Il gruppo più "strampalato" che si possa immaginare di trovare in una sala di danza.
Sì, perché le nostre lezioni si svolgono in una scuola di danza meravigliosa, che dal 2009 ospita, assieme agli altri corsi di danza, anche il progetto "Diversamente in Danza". Forse è anche questo a renderla un'esperienza unica e speciale: non si tratta di una attività per disabili, ma di un percorso artistico, che si svolge in spazi dedicati all'arte, e che nasce dall'idea di trasformare il limite (che ognuno di noi ha) in risorsa per il processo creativo.
In questo senso, la danza torna alla sua forma originale, di espressione naturale, forma di comunicazione tra le persone, canale per rendere visibili le emozioni nello spazio e nel tempo. Già dai primi del Novecento, molti danzatori hanno cercato di "spolverare" la danza dalla patina di tecnicismo di cui l'aveva ricoperta il Romanticismo, per riportarla a contenuti più vicini alla concretezza della vita. E se Isadora Duncan le ha restituito forme più naturali e spontanee, Pina Bausch per prima l'ha resa alla portata della gente, inserendo persone "senza esperienza" nei suoi spettacoli. Su questa onda di cambiamento, negli anni 80, Alito Alessi ha sviluppato la DanceAbility, una tecnica di danza contemporanea, studiata per integrare abilità differenti nella danza.
Questa è la tecnica principale che la nostra insegnante Giorgia Panetto, colei che 15 anni fa ha creato "Diversamente in Danza", utilizza a lezione. Condita con tutte le attenzioni, i pensieri e le ricerche legati all'unicità e particolarità di ognuno di noi.
E ognuno di noi ha una sua particolarità, o come diciamo noi DiDanzatori, un suo "pentolino".

“Abbiamo tutti un pentolino”

L'espressione nasce dal libro per l'infanzia "Il Pentolino di Antonino", la storia di un bambino che si sente diverso (o che gli altri fanno sentire diverso?) perché ha sempre con sé un pentolino. Per fortuna, Antonino incontra delle persone speciali che gli fanno scoprire modi nuovi e creativi di rendere il suo pentolino interessante e utile a superare le difficoltà. Con un gruppo di bambini e di mamme che frequentano "Diversamente in Danza", anche io, Giulia, Alice e il loro fratellino Lorenzo, abbiamo creato un spettacolo dal titolo "Abbiamo Tutti un Pentolino" ispirato alla storia, ma che racconta dei nostri pentolino/limiti.
Portiamo questo spettacolo nelle scuole dell'Infanzia e primarie e in tre anni abbiamo danzato per centinaia di bambini. Ballare nelle scuole mi fa uno strano effetto perché lo sguardo dei bambini è più attento, critico e privo di filtri di quello dei grandi. Spero che questo spettacolo possa rendere i bambini più consapevoli che la vera ricchezza la troviamo incontrando le nostre piccole e grandi diversità. Trasformare il proprio pentolino in uno spettacolo - racconta mia figlia Giulia - dimostrando a tutti che ognuno di noi ha delle difficoltà e che si possono superare, mi riempie di speranza e di coraggio. Una nostra compagna, Sara, speciale per la sua sindrome genetica rara, racconta che ama danzare nello spettacolo "Abbiamo Tutti un Pentolino" perché può mostrarsi per quello che è veramente, davanti ai bambini e ai suoi coetanei.
Credo sia proprio questa libertà di sentirci noi stessi e di sentirci speciali ed importanti nel nostro essere pezzi unici di un grande puzzle, che mi fa stare bene con Diversamente in Danza. Condividere questa esperienza con i miei figli, ci aiuta a superare le difficoltà quotidiane dell'essere una famiglia, ritagliandoci momenti di condivisione e di divertimento. Come me, ci sono tante altre mamme che frequentano i Laboratori di DanceAbility insieme ai loro figli, abili e disabili, grandi o piccini. E altre sorelle, come Giulia ed Alice.

Per saperne di più

I danzatori che partecipano ai corsi organizzati da Diversamente in Danza sono circa 80, divisi in 5 diversi gruppi. Ogni gruppo è ospitato da una scuola di Danza, in un paese diverso della provincia: Colognola ai Colli, Lugagnano, Grezzana, Fumane e San Massimo. Siamo un'associazione molto social, anche perchè cerchiamo di parlare soprattutto ai giovani: per conoscerci meglio, potete sbirciare la nostra Pagina Facebook, il canale Youtube o il profilo Instagram "diversamenteindanza" e così sarete aggiornati sui nostri spettacoli (che sono davvero tantissimi!) e su tutte le nostre iniziative
 

Monica Garatti: 15 Aprile 2018 Articoli

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Commenti

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    pgame

    7:17, 26 Novembre 2018
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