Bambini, l'arte cambierà il mondo. E Matisse vi sorriderà

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Bambini, l'arte cambierà il mondo. E Matisse vi sorriderà

Elena Baboni ci racconta la storia e il segreto del successo di un bellissimo albo dedicato a Matisse: il pittore che ha saputo amare i colori in piedi e seduto, in salute e in malattia, sulla tela e con le carte. Perché l’arte ha il potere di rendere migliori gli uomini, di migliorare il loro modo di abitare il mondo.

copertina 3

Dal MoMa di New York alle librerie italiane

Nella primavera dello scorso anno, subito dopo la fiera del libro per ragazzi di Bologna 2015, la casa editrice Fatatrac del gruppo Giunti ha firmato un contratto di acquisto di diritti per la collana dei picture books, gli albi illustrati, del famoso e attivissimo Museo di Arte Moderna di New York, meglio conosciuto con il suo acronimo MoMA

Già da tempo il museo americano ha una notevole produzione editoriale e di recente ha deciso di potenziare anche il catalogo per i più giovani. Sono nati così gli albi illustrati del MoMA, che hanno come obiettivo quello di affiancare le grandi mostre del museo o di presentare artisti delle collezioni stabili del MoMA, collezioni straordinarie e in continuo divenire, essendo questo museo votato a una attività di acquisto di opere d’arte attento e costante.

Il primo libro pubblicato, e tradotto in Italia, è stato quello legato alla mostra THE CUT-OUTS su Matisse e la fase finale del suo lavoro artistico, quella dei collages. La grande mostra è stata inaugurata prima alla Tate Modern, successivamente portata al MoMA  è stata ampliata e in questa fase è stato prodotto l’albo illustrato.

Colori, colori, colori: dalla tavolozza alle carte

La carriera artistica di Matisse è stata curiosamente segnata da due eventi legati alla sua salute, uno in fase iniziale e uno alla fina. Figlio di una famiglia borghese di commercianti, Henri dopo gli studi in giurisprudenza inizia a lavorare come impiegato nella pubblica amministrazione. In seguito ad un attacco di appendicite, deve passare un buon periodo in convalescenza ed è qui che scopre il trasporto totale per la pittura e il disegno. Al punto di decidere di abbondonare la carriera intrapresa per una totale adesione all’arte, non senza la riprovazione del padre. Matisse insiste caparbamente, è certo della scelta, tant’è che il successo arriverà presto, diventerà il pittore, fauves, che tutti conosciamo e si dedicherà con grande impegno anche alla pratica dell’incisione, della scultura e dell’illustrazione grazie ad una vita longeva ed estremamente produttiva.

Nel 1941, in seguito alla diagnosi di un cancro e ad un intervento piuttosto invasivo, Matisse sopravvive ma è destinato a passare i suoi ultimi anni su una sedia a rotelle o a letto o comunque seduto. È in questo periodo che la sua poetica ha una importante mutazione: dovendosi adattare alla sua invalidità, l’artista passa dalla pittura al cavalletto al lavorare sempre da seduto. Al pennello si sostituiscono le forbici e alla sua amata tavolozza sgargiante subentrano le carte colorate altrettanto sgargianti quanto lo erano i suoi olii, spesso preparate dalle sue assistenti: nasce la fase dei collages e Matisse inizia a rappresentare un mondo vitale, essenziale, simbolico e sospeso.

Il racconto per immagini e parole

Il giardino di Matisse (Fatatrac, 2014, Bologna, titolo originale: Matisse’s garden) accompagna i lettori proprio nella narrazione e nella comprensione dell’ultimo periodo, quello dell’invalidità e del grande mutamento stilistico e poetico dell’artista. La storia è raccontata da chi conosce profondamente il lavoro di Matisse, Samantha Friedman, curatrice della mostra THE CUT-OUTS. Viene riportata in immagini, va detto con orgoglio, da un’illustratrice italiana, Cristina Amodeo. Cristina è stata sicuramente scelta per l’eco formale con Matisse, l’utilizzo del collage, diventata ormai la sua cifra stilistica fondamentale.

Il collage di Cristina entra in risonanza, ma non si confonde mai con quello del maestro: è un omaggio al genio di Matisse, piuttosto. E la soluzione trovata, di presenza armonica e distinzione al tempo stesso, diventa fondamentale visto che il libro è pensato sia come albo illustrato che come piccolo catalogo d’arte; sono presenti infatti, oltre alle illustrazioni legate alla narrazione, otto riproduzioni di opere di Matisse.

Il pittore seduto, la potenza dell’arte

L’invalidità dell’artista è raccontata tra le righe, con delicatezza. Sfogliando il libro lo si noterà sempre seduto. Emerge la potenza del creativo a tutto tondo, dell’arte che diventa mondo e che avvolge letteralmente l’ambiente in cui vive Matisse, così che dalla scoperta casuale della bellezza e del valore del primo ritaglio, degno di essere appeso al muro anche se inizialmente solo per nascondere una macchiolina, Matisse arriverà a rivestire completamente il proprio studio, ricreandosi attorno un giardino fluttuante, come a dire che la malattia può essere superata dal fare e dal rappresentare fino al punto di creare un ambiente esterno, e dell’anima al tempo stesso, in un interno, una stanza appunto. E qui sta il messaggio del libro: la potenza dell’arte non è solo “in potenza”, ma si fa atto e può creare grandi cambiamenti.

Il MoMA con questa collana non vuole celebrare il proprio operato, ma vuole fare molto di più: mostrare ai bambini la strada per il “fare artistico”, come a dire “anche tu puoi intraprendere questo lavoro, quello di fare arte”. Credo che il messaggio pedagogico, che sta in maniera evidente nel progetto editoriale alla base della collana, ha fatto sì che questo primo libro sia stato un piccolo grande successo, anche molto inaspettato, ma accolto con evidente piacere, dagli editori in Italia.

A tre mesi dalla prima uscita, ne è stata fatta subito una ristampa, complici la bella mostra e l’attività didattica svolte dal Laboratorio dei Servizi Educativi di Palazzo delle Esposizioni a Roma, così come l’ottima ricezione da parte di tante librerie indipendenti che si sono prodigate nel creare momenti di presentazione del libro, tra lettura animata e laboratori. E questo va sottolineato: Il giardino di Matisse possiede la magia di catturare chi lo legge o chi ne ascolta la lettura, per poi prenderlo per mano, invitarlo a sedersi davanti a un tavolo imbandito con forbici, molti cartoncini colorati e colla. Iniziare a ritagliare e a comporre con le forme ottenute diventa a questo punto un gesto quasi spontaneo. Un libro perfetto da mettere in pratica che sa sicuramente trascinare i piccoli lettori come i grandi.

Progetti per il futuro

Il sodalizio tra Fatatrac e MoMA sta proseguendo in maniera proficua. Il secondo libro uscito per i tipi italiani di Fatatrac, ispirato alla straordinaria figura di Lotte Reiniger, dal titolo La piccola Charlotte filmmaker è in libreria da qualche mese e subito dopo l’estate ci sarà la novità dedicata a Degas, ma di questi avremo occasione di parlare prossimamente.

Elena Baboni: 14 Luglio 2016 Articoli

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