Ecosostenibile e a misura di bambino: ecco come sarà la nuova scuola di Guastalla

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Ecosostenibile e a misura di bambino: ecco come sarà la nuova scuola di Guastalla

Il terremoto del 2012 ha privato Guastalla (RE) dei suoi due nidi. Mario Cucinella ha realizzato il progetto per il nuovo edificio, a basso impatto ambientale e dedicato a stimolare l’interazione del bambino con lo spazio circostante.

MCA_Nido d'infanzia Guastalla_render 1_by Cristian Chierici CC79

Il terremoto del maggio 2012 ha reso inagibilii i due nidi comunali dell’infanzia (Pollicino e Rondine) di Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Il progetto per la nuova scuola è stato affidato all'architetto Mario Cucinella, che ha pensato a un edificio ecosostenibile e a “misura di bambino”.

Saranno 120 i piccoli accolti nel nuovo plesso, ispirato nella forma alla balena di Pinocchio. Ecco in esclusiva per voi l'intervista a Mario Cucinella.

Quali sono i criteri seguiti nella progettazione?

Innanzi tutto il rapporto dell'edificio col contesto. La scuola sarà costruita su una zona dove ora c'è un grande piano, e per questo abbiamo pensato di costruire una sequenza di setti di legno, stabilendo un rapporto diretto con l'ambiente di partenza ed evitando contemporaneamente lo stereotipo della scuola con aule tagliate corridoi e così via.

Abbiamo pensato a uno spazio che non fosse limitante per il bambino, che non lo facesse sentire chiuso dentro una serie di "scatole". Dentro la nuova scuola di Guastalla, che avrà una forma ispirata alla balena di Pinocchio, i bambini si sentiranno protetti e contemporanemente in movimento insieme all'ambiente tutto intorno, avranno la possibilità di muoversi liberamente dentro grandi spazi intervallati da diaframmi e di usufruire della luce naturale.

L'altro criterio che ha guidato il nostro lavoro è stato quello della sicurezza, sismica e ambientale. La scelta del legno come materiale va in questa direzione, e ribadisce che gli edifici scolastici non sono solo "infrastrutture", ma luoghi di apprendimento, che specie nei primi anni passa attraverso il contatto con gli spazi, la loro forma, il loro modo di accogliere e di farsi accogliere dall'ambiente circostante. Il cuore di questo progetto sta proprio qui: nell'amalgamare sicurezza e qualità degli spazi, nel far convivere la bellezza degli spazi e loro massima usabilità e godibilità da parte dei bambini e degli insegnanti...

Gli insegnanti e i bambini della scuola di Guastalla hanno avuto un qualche ruolo nella preparazione del progetto?

Certamente, il dialogo con gli insegnanti delle due scuole distrutte dal sisma è stato anzi un momento essenziale del lavoro. Nella fase iniziale di disegno del progetto abbiamo parlato delle routine della scuola, di come venivano svolte, quali fossero le soluzioni migliori per accompagnare i momenti dell'accoglienza, del pranzo e così via.

Ai bambini e ai genitori abbiamo presentato il progetto il 12 aprile 2014. Proprio per i bambini, per dare concretezza alle parole che andavamo dicendo sul progetto, abbiamo creato dei modellini in legno degli ambienti.

Appena inizieranno i lavori, avvieremo inoltre un'attività, "Cantiere-scuola": i bambini verranno a vedere come si lavora in cantiere, armati di caschetto e di tutta l'attrezzatura necessaria a una visita senza rischi. In questo modo, se da una parte prenderanno direttamente contatto con un ambiente di lavoro particolare, dall'altra vedranno nascere la loro scuola, parteciperanno alla sua costruzione, potranno dire cosa pensano di quel che avviene in cantiere.

Pensa che un progetto di questo tipo sia replicabile in Italia o altrove?

Ogni ambiente ha le sue caratteristiche e se c'è qualcosa di replicabile in questo progetto è la sua idea di fondo, di cui parlavamo prima: il fatto che gli spazi dialoghino con l'ambiente in cui s'inseriscono, e che la qualità dell'apprendimento è proporzionale alla qualità dell'ambiente, sempre ma specialmente nei primi anni di vita a scuola.

Nella scuola di Guastalla i bambini entrano come dentro una favola (di qui l'ispirazione a Pinocchio), a un grande gioco serio ma sereno che coinvolge tutto il loro corpo e che ha a che fare sia con lo spazio interno in cui si trovano, sia con l'ambiente di fuori.

Ovviamente se dovessimo pensare a una scuola a Milano secondo questi criteri dovremmo fare scelte diverse. Prendo un esempio concreto: il progetto che stiamo curando di una scuola a Gaza, che sarà per 800 bambini. Qui l'ambiente molto compromesso ci ha suggerito una tematica di fondo come il riciclaggio dell'acqua. Ma ancora una volta, anche in questo caso, il suggerimento è stato accolto sulla base dell'idea di fondo che qualità dell'ambiente e qualità dell'apprendimento vanno insieme, che gli ambienti stessi, il loro modo di porgersi, sono momenti essenziali nel percorso formativo del bambino.

Il progetto

(a cura dello staff MCA)

Nido d’infanzia a Guastalla. Sostenibilità e sicurezza in spazi all’avanguardia a misura di bambino

In seguito alla gara di evidenza pubblica di appalto integrato per la progettazione e realizzazione del nuovo Nido d’Infanzia, che sorgerà nel Comune di Guastalla (RE), il progetto MCA è risultato primo classificato.

La struttura sostituirà due nidi comunali dell’infanzia (Pollicino e Rondine) danneggiati dal terremoto del maggio 2012 e ospiterà fino a 120 bambini e bambine tra 0 e 3 anni. Il progetto di MCA è pensato per stimolare l’interazione del bambino con lo spazio circostante secondo una visione “pedagogica” in cui nulla è lasciato al caso, dalla distribuzione delle aree didattiche alla scelta dei materiali di costruzione, fino all’integrazione tra ambiente interno ed esterno.

La struttura prevede l’uso di materiali naturali o riciclati a basso impatto ambientale. La struttura portante sarà costituita da telai di legno: un materiale sicuro e ideale per mantenere l’isolamento termico dell’edificio. L’elevata coibentazione, la distribuzione ottimale di superfici trasparenti, il ricorso a sistemi all’avanguardia per il recupero dell’acqua piovana e l’inserimento in copertura di un impianto fotovoltaico, consentiranno di ridurre al minimo il ricorso a impianti meccanici per soddisfare i fabbisogni energetici dell’edificio.

Per saperne di più

3 Giugno 2014 Articoli

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Commenti

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    hwork

    4:45, 13 Febbraio 2019
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