Imparare a imparare l’arte: un'esperienza di scuola dell'infanzia

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Imparare a imparare l’arte: un'esperienza di scuola dell'infanzia

Alla “Tortorelle” (Agrigento) i bambini e le bambine incontrano mostre e artisti contemporanei. Di Ausilia Venturella, insegnante.

scuola infanzia tortorelle arte

Nell’ambito dell’evoluzione infantile arte e creatività svolgono un ruolo fondamentale. Nelle sue forme più varie, l’arte difatti coinvolge tutti i sensi del bambino e ne amplia le competenze cognitive e socio-emozionali. La scuola dell’infanzia Tortorelle dell’ Istituto Comprensivo Fontanelle di Agrigento, collocandosi in un ambito territoriale privilegiato, interconnessa a musei e gallerie d’arte, ha inteso operare in un’ottica che tenta di avvicinare il mondo dell’infanzia a quello dell’arte, nello sviluppo e definizione di una didattica non più frontale, ma museale, laboratoriale e creativa, dentro e fuori le mura scolastiche. La scuola dell’infanzia Tortorelle ha fatto dell’arte un linguaggio privilegiato e non è nuova a queste esperienze.

Imparare a... imparare l'arte contemporanea

Le Fabbriche Chiaramontane di Agrigento costituiscono un luogo dove è possibile apprendere “Arte”, con un approccio di tipo sperimentale, quindi concreto, esperienziale, di libera scoperta e di autonomia. Le FAM (Fabbriche Chiaramontane di Agrigento) sia in termini di proposte (Trame del novecento, Andrea Di Marco Endemico, Astrazione Siciliana 1945/1968, Guccione Il Mediterraneo, Trademarck Pino Pinelli…) sia in termini di accoglienza son divenute il nostro luogo dove imparare ad imparare l’arte: un luogo dove i bambini hanno imparato ad andare oltre i bordi o gli spazi bianchi da coprire.
L’ allestimento presso le FAM di un percorso espositivo dedicato a Giovanni Leto, artista siciliano che vive a Bagheria, è stata occasione per coinvolgere i bambini in una esperienza che ha consentito direttamente di vivere l’arte contemporanea. L’attività è stata preceduta, come da sempre, da un attento sopralluogo delle docenti, per valutare l’opportunità della visita in conformità alle percezioni che un bambino di quell’età può elaborare.
L’artista Giovanni Leto affronta tra pittura e scultura diverse tematiche legate alla globalizzazione: dal mondo smaterializzato dei social network, al confronto tra arte e mass media, coordinato ad un’analisi costante dell’influenza del passaggio dal supporto libro al giornale fino ai touch screen attuali (le opere sono spesso la risultante di assembleaggio di carta, cartoni, riviste, quotidiani, pellicole fotografiche…). Argomenti e temi troppo pretenziosi, si direbbe, per dei bambini della scuola dell’infanzia. In realtà noi stessi insegnanti abbiamo rilevato che l’arte ha sempre qualcosa da dire, condividere, suscitare, scoprire se c’è qualcuno pronto a coglierla. L’artista, nondimeno, esprime nella sua produzione una forte necessità di discutere sulle nuove responsabilità sociali legate alla trasmissione del “sapere”, il quale si presenta apparentemente democratico (nella definizione di L. Bruni) ma soprattutto ha la presunzione di rendere quell’amore di scoperta e conoscenza vitree informazioni e dati del passato e del presente. La scuola in tal senso ha rilevanti responsabilità, tanto quanto un sistema che predilige il calcolo alla creazione, la rigidità all’opinione.

 

Giocare con i giornali

Cosi la scuola, ancora una volta imbarcandosi in uno di quei progetti “folli”, progetti che celano la possibilità di “naufragare” senza i giusti mezzi, strumenti, agevolazioni che hanno bisogno e che puntualmente svaniscono, appellandosi alla semplice idea che la scuola vera non è a scuola, è riuscita a salpare verso le FAM per scoprire cosa l’arte stessa poteva trasmettere, a noi insegnanti e ai bambini, dimostrando che il concetto di ars gratia artis è un’utopia di chi non ha i giusti occhi per vedere, il giusto cuore per sentire.
Il quadro che ci ha accolto, Orizzonte in orizzonte, ha subito parlato ai bambini con un linguaggio nuovo, che da soli sono stati in grado di decodificare. Hanno letto e interpretato la materia cartacea dei “quotidiani” lavorati e compressi in se stessi nella maniera più fantasiosa e creativa: ogni opera incontrata ha stupito, sorpreso, stimolato e se un bambino non trovava la parola per spiegare una percezione, ne inventava una egli stesso. È il caso di A., che per tradurre che l’artista aveva “giocato“ con la carta dei giornali e vi aveva poi dipinto sopra, con uno sforzo creativo ha esclamato che il pittore aveva pinturato!
Il significante di pinturato è indubbiamente più importante del suo (inedito) significato: da un lato rappresenta una meravigliosa sintesi di tagliato, accartocciato, stropicciato, incollato, assemblato, dall’altro la capacità innata di creazione di fronte all’emozioni e di leggere la realtà con occhi sempre diversi, con interpretazioni sempre rinnovate. Che quegli occhi, poi, siano di un bambino, ciò rende ancor più evidente la responsabilità del ruolo e della scuola nello sviluppo estroso e razionale dell’individuo, che purtroppo si affievolisce proprio nel momento in cui dovrebbe dirompere. Di questa priorità la scuola deve farsene ancora carico, evidentemente.

 

La mostra come luogo del  “fare per capire”

La mostra ha rappresentato certamente per i bambini che l’hanno visitata il luogo per eccellenza del “fare per capire”, una palestra mentale, dove educare ad osservare la realtà nei suoi molteplici aspetti. È con l’arte parlata, con la passione dietro ogni lavoro, con la fatica che ogni opera dichiarava, che i bambini hanno colto l’artista e tramite esso se stessi, in modo nuovo, originale. Il nostro lavoro non è riflesso che di un umile desiderio, di compiere cioè la più difficile pretesa, che non si smette mai di imparare. E c’è sempre un modo nuovo per vedere il mondo attorno a noi. Nella fiducia che, forse, nei bambini, in modo spontaneo e costante, si impari ad imparare.

Per saperne di più

La scuola dell'infanzia Tortorelle è stata premiata per il progetto "L'arte di... imparare": Segnalazione di Buon esempio per la sezione apprendimento e formazione, da parte del Comitato scientifico della V Edizione del Premio Persona e comunità del Centro studi cultura e società
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Ausilia Venturella: 17 Aprile 2018 Articoli

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