Punti critici e possibili soluzioni della didattica a distanza

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Punti critici e possibili soluzioni della didattica a distanza

La collaborazione dei genitori, la progettazione, la restituzione, la documentazione... Ecco i "nodi" della scuola in periodo di Covid-19. Un confronto tra insegnanti. Di Maurizia Butturini

gruppo insegnanti disegno

Questa è una sintesi della diretta Facebook del 26 marzo 2020, quando ci siamo confrontati su questo:

Dopo le prime esperienze di relazione con i bambini e le famiglie e l’invio di proposte, come pensiamo di continuare? Come riusciamo ad accordarci tra colleghi? E con i Dirigenti?

Come tener conto dei bisogni dei bambini? E delle famiglie?

È possibile avere una traccia pensata? Quali sono le difficoltà che si rendono evidenti via via?

Quali riscontri abbiamo fino ad ora? E come documentiamo quello che stiamo facendo?

Ringraziamo tutti per la partecipazione e per la ricchezza di esperienze scambiate. Se volete leggere tuti gli interventi cliccate sul link.

Competenze professionali e stati d’animo

Molti insegnanti si sono immersi in questa “avventura” sperimentando quella che, come dice Iosa, dovremmo definire “pedagogia della vicinanza”, della cura delle relazioni e dei legami con i bambini e le famiglie e non “didattica a distanza”. Leggendo i commenti, si evidenzia la passione educativa che ci anima in questa emergenza che richiede di attivarsi superando resistenze e limiti legati a capacità ancora da consolidare nell’uso delle tecnologie; il buon equilibrio necessario nell’affrontare timori e dubbi, a volte sentimenti contrastanti nel mettersi quasi “a nudo” davanti ai nostri interlocutori, nel superare tante difficoltà nell’intento di raggiungere tutti i bambini o di soddisfare differenti richieste e bisogni sia degli alunni che dei genitori.

Un’esperienza che ha messo in movimento, prima in modo spontaneo e abbastanza improvvisato, via via in modo più pensato e condiviso nei gruppi docenti e con Dirigenti e famiglie, tante competenze professionali e umane: capacità intuitive e empatiche, abilità progettuali e di scelta, strategie didattiche e organizzative, spirito di ricerca e di comprensione. Siamo chiamati in questo momento a cambiare, a lasciare le nostre sicurezze, a rimetterci in gioco con la disponibilità ad apprendere attraverso l’esperienza stessa. Un aspetto molto importante e direi determinante è l’esistenza di un gruppo docente coeso e professionale; il collegio docenti ( e il gruppo di scuola) è il luogo del confronto e della condivisione di scelte, decisioni e azioni da intraprendere. Un gruppo che funziona da tempo trova più facilmente la possibilità di costruire una buona progettualità e di presentarsi in modo corale e coerente alle famiglie e ai bambini; condivide le fatiche, i dubbi, le soluzioni e trova forza per far fiorire la relazione educativa.

Modalità e proposte

Stiamo sperimentando una molteplicità di modalità per raggiungere i bambini: come uso di mezzi tecnologici, come scelta di proposte e attività, come scansione temporale e continuità nel contatto e nell’offerta. In questa fase ognuno ha utilizzato o sperimentato mezzi differenti, a seconda della realtà in cui si trova ad operare e dell’esperienza più o meno approfondita con le nuove tecnologie.

Dai racconti emerge infatti che usiamo: Whatsup per telefonate, videochiamate e chat sia tra docenti che con gruppi di bambini o di sezione, Skype, Telegram, pagine Facebook della scuola, e mail, sito dell’istituto, Istagram, canale you Tube, Google Meet, piattaforme, Padlet, Zoom, We School, Google Drive…

Le proposte sono ricche e mettono in luce l’attenzione ai bisogni dei bambini: i saluti personali, il dialogo in piccoli gruppi sulle emozioni e sulle esperienze che stiamo vivendo, i ricordi di scuola raccontati con foto e parole, i desideri che sentiamo…; le routine con canzoni e filastrocche, il calendario della settimana e il TG infanzia con notizie spiritose,  le storie raccontate audio e video; le attività espressive, creative e costruttive, i giochi da fare a casa con materiali semplici e occasionali; la condivisione di speranze e aspettative attraverso messaggi e azioni comuni; qualcosa da riportare poi a scuola, un diario, una raccolta, una scatola con varie cose… fatto e commentato insieme ai genitori.                

Riflessioni e questioni emerse

Vediamo alcuni aspetti emersi sui quali riflettere ulteriormente, a volte molto positivi, a volte critici o non ancora discussi e affrontati:

  • La collaborazione dei genitori: è un aspetto molto positivo laddove come rappresentanti o come famiglia si sono resi disponibili a cooperare e hanno espresso gratitudine e apprezzamento per l’impegno dei docenti; non tutti i genitori però hanno i mezzi o sanno usare le tecnologie, non tutti sono raggiungibili. In generale però si evidenzia un cambiamento nelle relazioni scuola-famiglia, una possibilità per i docenti di farsi conoscere meglio e riconoscere nel proprio ruolo, trovando comunanza e unione con i genitori.
  • Manca progettare con i bambini e non per i bambini: è significativo che gli insegnanti possano avvertire questa mancanza, vuol dire che a scuola non tutto è predeterminato dagli adulti e che si attivano processi nei quali i bambini sono protagonisti e non solo del fare ma anche dell’evoluzione dei percorsi di esperienza.
  • La richiesta di un feed back e la restituzione a tutti: in questo modo i bambini possono inviare pensieri e lavori fatti e gli insegnanti li valorizzano, restituendoli sotto forma di video o di power point che racconta qualcosa di tutti, recuperando anche il senso di appartenenza e di comunità. L’impegno dei bambini a volte risulta commovente e questo gratifica e onora il nostro essere docenti.
  • La valutazione: una questione temuta da alcuni insegnanti, sulla quale dovremo confrontarci e trovare la giusta via, intendendola come comprensione e attribuzione di valore all’esperienza condivisa.
  • La documentazione: tenere il diario, anche un semplice elenco ragionato di quello che stiamo facendo, ci permetterà a posteriori di recuperare e condividere tutto il percorso e di ragionare su quanto scelto e realizzato e sulle implicazioni educative e professionali.
  • Continuità col percorso di scuola e continuità educativa: è una questione aperta, sulla quale ci confronteremo, in relazione al tempo futuro, se dovremo restare ancora a lungo a casa da scuola. Tenere il filo di una continuità relazionale e esperienziale è possibile; sostenere i bambini che andranno alla primaria mette in gioco altre riflessioni e decisioni. È importante che il lavoro fatto in precedenza a scuola non venga disperso e dobbiamo aiutare i bambini ad affrontare i cambiamenti con delicatezza, mantenendo alcuni punti di riferimento.

L’impegno degli insegnanti

Una considerazione finale che riconosce l’impegno degli insegnanti, la loro fantasia, la capacità di flessibilità e adattamento, di reperimento di risorse e di idee, che qualcuno desidera siano “brillanti”: tutto questo viene realizzato con i mezzi che abbiamo a casa, usando oggetti e cose personali o reperite fortunosamente, senza i materiali che sono rimasti a scuola, con ore di lavoro e con “quello che c’è”.  Grazie davvero a tutte e tutti! 

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