Per vero e per finta

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Basta un gesso per giocare a "Il Ponte d'Avignone". Tra finzione ludica, regole e maschere.  Di Gianfranco Staccioli

staccioli gioco

Ogni gioco infantile contiene, per definizione, elementi di finzione. Il gioco è sempre un “come se”, anche quando non ci sono streghe o supereroi. I giochi di finzione hanno all’inizio un carattere ludico individuale, ma appena i bambini sono capaci di collaborare con altri coetanei, iniziano a dire “giochiamo a…”. Allora alla finzione si unisce il rispetto della regola e, contemporaneamente, la condivisione (e la costruzione) delle regole stesse.

Il Ponte di Avignone

San Benedetto ricevette l’incarico (si dice divino) di costruire un ponte sul Rodano. Era il 1177 e il ponte fu costruito con ventidue campate. Era lungo 915 metri e rappresentava la frontiera fra lo Stato della Chiesa ed il Regno di Francia. Passarono su quel ponte poveri e nobili, ricchi e contadini, fanciulle e vecchie, principesse e pastorelle. Tutti sfilavano secondo il loro modo di vestirsi, di camminare, di muoversi… Quel ponte fece nascere storie e canzoni, ed anche giochi. In Francia ancora oggi i bambini conoscono il gioco de Il ponte di Avignone.

Il gioco

Si disegnano per terra con il gesso due linee parallele che rappresentano la strada di un ponte sulla quale devono passare i giocatori. Ad una estremità del ponte c’è un giocatore che sta di fronte a tutti gli altri e indica il modo di attraversarlo (è il “doganiere”). Dice: “Chi vuol attraversare ed entrare nel mio territorio, deve camminare come…” (e indica un personaggio, un animale o altro).

Al Via, tutti si muovono secondo le condizioni indicate. Il giocatore che viene scelto diventa il nuovo doganiere.

Per finta e per vero

La finzione ludica ha un grande pregio: consente di far vedere qualcosa che, allo stesso tempo, non è quella che appare. Quella signora grassa che attraversa il Ponte, quel vecchietto che cammina trascinando i piedi… non sono quei bambini che agiscono i personaggi. Eppure dietro ai personaggi appare questo o quel bambino. Tanto è vero che ognuno interpreta il personaggio a suo modo.
La maschera copre in parte la persona ed in questo la protegge. È per questa protezione che i giochi di finzione nascono presto nei bambini che vorrebbero poterli giocare, sempre in modo diverso e sempre uguali, anche quando sono più grandi.

Entrare in gioco

Per giocare, adulti e bambini, un’occasione speciale si incontra a Verona. Dal 13 al 16 settembre 2018 c’è il Tocatì. La città si trasforma in un parco ludico, con giochi della tradizione italiana e internazionale. Nelle strade e nelle piazze dimostrazioni di giochi, incontri, manifestazioni. Il programma a questo link


 

Foto: in apertura, foto di Gianfranco Staccioli.
Avignone: Wikipedia, Chimigi
Tocatì: dal sito del festival

Sfoglia il booklet dedicato al gioco: 

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