I bambini piccoli, quando giocano, non hanno bisogno di competere

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I bambini piccoli, quando giocano, non hanno bisogno di competere

“Le rane nello stagno”, un gioco con regole malleabili, per una “cittadinanza attiva” da acquisire attraverso le emozioni e il piacere. Di Gianfranco Staccioli

staccioli gioco delle rane

I bambini piccoli, quando giocano, non hanno bisogno di competere con altri. Il loro piacere sta nel movimento del proprio corpo, sta nel riuscire a raggiungere un qualche scopo (arrivare ad una meta, costruire una torre…), sta nel provare a se stessi che si è capaci di fare (o di provare a fare) una determinata cosa. Anche certi giochi di competizione possono essere proposti, ma occorre che siano semplici e che consentano di confrontarsi. Competere deriva dal latino cum petere, che vuol dire chiedere insieme qualcosa. I bambini chiedono di giocare, hanno bisogno di coetanei per misurare le proprie capacità. I compagni sono lo strumento per potersi scoprire e per poter valutare le proprie forze. La loro presenza è un “cum”, che, appunto, non significa mettersi contro gli altri, ma chiedere aiuto agli altri di giocare insieme, per sperimentarsi.

“Le rane nello stagno”

Questo è un gioco che viene dal nord della Germania. Per farlo occorre tracciare un piccolo cerchio per terra. Il cerchio rappresenta lo stagno. Dentro si sistemeranno 3 “cicogne”. Attorno al cerchio delle cicogne, si traccia un secondo cerchio, più grande, all’esterno del quale c’è il “lago”, dove si sistemeranno 4 o 5 bambini che rappresenteranno le “rane”. Lo spazio fra il cerchio piccolo e quello grande rappresenta il “prato”. Le rane cercheranno di arrivare allo stagno. Le cicogne dovranno uscire dallo stagno per prendere le rane.
Naturalmente un gioco come questo ha decine di varianti: se una rana arriva allo stagno, diventa cicogna; le cicogne si devono muovere con le gambe rigide; le rane saltellano… Le varianti del gioco servono a calibrare le difficoltà, a seconda delle età dei bambini. Anche l’ambientazione può cambiare: in Honduras il gioco si chiama “l’astronauta” perché gli astronauti (che stanno nell’universo, fuori dal cerchio) devono attraversare lo spazio per arrivare al cerchio centrale che rappresenta la luna.

L’elasticità delle regole 

“Le rane nello stagno” è un gioco regolamentato, ma non c’è un modo preciso ed unico per farlo. La malleabilità delle sue regole ha un duplice scopo: consente agli adulti di calibrare la proposta ludica e consente ai bambini di capire che le regole non sono necessariamente rigide. Le regole servono ai bambini e agli adulti. Capire che si possono cambiare le cose, cercando di costruire regole adeguate alle persone che ci sono in quel momento, è un apprendimento che riguarda, oltre tutto, una “cittadinanza attiva” acquisita attraverso l’emozione e il piacere.

Incontri ludici

A Cormano (Milano) c’è la Fabbrica del Gioco dove si fanno laboratori ludici tutto l’anno. È collegata anche al Museo del Giocattolo e del bambino.
www.bilafabbricadelgiocoedellearti.it

Nell’Hangar Bicocca a Milano si gioca a scoprire l’arte. Anche i più piccoli possono avvicinarsi, divertendosi alle attività che vengono proposte da un personale attento e preparato.
www.hangarbicocca.org/kids/


 

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Commenti

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    jsamy

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