“Fai come me”: i giochi di imitazione

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [7M1YJC3M] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [FH53NDLL] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [11WD28MT] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

A tutti i bambini piace imitare quello che fanno gli altri, adulti o compagni. Il gioco simbolico si basa proprio sul ripetere comportamenti e abitudini che hanno visto. Di Gianfranco Staccioli

mamma bambino canto

A tutti i bambini piace imitare quello che fanno gli altri, siano essi adulti o compagni. Il gioco simbolico si basa proprio sul ripetere comportamenti e abitudini che essi hanno visto. Nel riprodurre di nuovo qualcosa, i bambini ci mettono sempre del loro. I giochi di imitazione contengono variazioni, alterazioni e invenzioni. Ogni ripetizione si mescola con le conoscenze, i pensieri, le emozioni che sono sempre personali, irripetibili ed arricchenti.

I giochi di imitazione cominciano prestissimo, quando i bambini sono ancora di pochi mesi e ripetono un sorriso, un gesto della mano, un suono. Nella tradizione dell’infanzia, in tutti i paesi si incontrano giochi di imitazione dove c’è un adulto o un bambino che dicono: “Guarda e fai come me”.

Mestieri, eventi, filastrocche...

Nella tradizione ludica infantile si trovano molti giochi che chiedevano ai bambini di ripetere i gesti specifici di un mestiere (il ciabattino, la lavandaia, il mugnaio), di un evento storico (come Era la sera battaglia di Magenta) o venivano inseriti in filastrocche cantate (come La donnina che semina il grano). Forse non c’è bisogno di riproporre oggi attività che i bambini non hanno visto o che non conoscono, ma si può prendere spunto da questi giochi per inventarne altri, magari utilizzandone le melodie.
Alcuni di questi giochi imitativi risultano comunque ancora oggi interessanti per i bambini (come Sopra il ponte di Avignone, che abbiamo ricordato in un precedente post) o come Facciamo il giro dell’albero (dove si imitano le azioni della giornata). In quest’ultimo gioco ogni bambino può proporre un’azione che tutti dovranno ripetere, mentre cantano la melodia. (Cfr. Staccioli G.-Ritscher P., Facciamo il giro dell’albero, Edizioni Kaleidos).

Quali giochi?

I giochi del “Fai come me…” possono essere semplicissimi o difficilissimi. Ecco alcuni esempi.

Tutti in fila. Si forma una fila di bambini ed il primo (all’inizio è l’adulto) cammina scegliendo un’andatura (lenta, veloce, saltellata, a zoppino…) o una postura (a quattro zampe, a occhi chiusi, piegato in avanti …). Il percorso può essere silenzioso o accompagnato da suoni, lineare o zigzagato. Le prime volte i giocatori imitano tenendosi staccati dagli altri compagni della fila, poi possono eseguire i movimenti camminando collegati (toccando la spalla del compagno davanti, mani sui fianchi…).

Cerca il capo. Si può giocare seduti o in piedi, in un piccolo o grande gruppo (a seconda delle età dei bambini). Un giocatore si allontana e gli altri scelgono un “capo” che indicherà, volta a volta, i gesti da compiere. Quando chi si era allontanato rientra nel gruppo, lui dovrà scoprire chi sta guidando le azioni. Un’azione può essere ripetuta più volte e cambiata, nel momento in cui il giocatore che deve scoprire il capo non lo sta guardando.

Naso, naso, naso, bocca. I giochi di imitazione possono raggiungere complessità che metterebbero in difficoltà anche gli adulti, come nel gioco giapponese Hana, hana, hana. Kuchi (“naso, naso, naso, bocca”). Un bambino dice tre volte le tre parole e si tocca il naso, alla quarta si tocca la bocca. Tutti lo imitano. Ma, successivamente, se dopo aver dette le stesse prime tre parole (toccando tre volte il naso) dice la parola “piede” (mentre si tocca la fronte), tutti devono toccarsi il piede. Vale ciò viene detto, non ciò che viene fatto. Se poi si inverte la regola e “vale ciò che viene fatto, ma non ciò che viene detto”, allora le cose si complicano.

 

Incontri ludici

Torna Tocatì, il festival internaizonale dei giochi di strada: dal 12 al 15 settembre 2019 a Verona. Per informazioni e  programma: https://tocati.it/
 

Condividi

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola