Tempi e spazi per dormire

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Il riposo pomeridiano è una routine che richiede attenzione perché è garanzia di benessere. Come organizzarsi per aiutare i bambini a dormire a scuola? Di Anna Lia Galardini. 

nidi infanzia dormire lettino riposo

La giornata a scuola si scandisce con routine che corrispondono a esigenze importanti dei bambini che fanno riferimento anche ai suoi bisogni fisiologici. Il riposo pomeridiano è una di queste e richiede attenzione perché è garanzia di benessere. Costituisce una pausa necessari a affinché i l bambino non si affatichi, non consumi un'attività dopo l’altra in un ritmo troppo serrato e possa rientrare a casa non troppo stanco. Spesso i bambini non capiscono che nervosismo e pianto sono effetti della loro stanchezza; è perciò compito dell'adulto prevedere tempi e luoghi che consentano pause più o meno brevi. Rispetto al riposo e al sonno, ogni bambino ha bisogni diversi, in riferimento all’età e alle caratteristiche soggettive. Per i bambini di tre anni il sonno pomeridiano è una esigenza fisica, perciò è necessario che la scuola sia pronta a rispettarla. Per i più grandi possiamo parlare di bisogno di relax, il che significa prevedere uno spazio morbido e confortevole per rimanere in silenzio, ascoltare una storia, per guardare libri illustrati o fare giochi sedentari.

Regole e alternative

Ci sono bambini per i quali l'obbligo di dormire può diventare motivo di ansia tale da determinare il rifiuto della scuola. In questi casi le regole della scuola non possono prevaricare il bambino, è quindi necessario prevedere alternative ragionevoli. In ogni caso, anche per il momento del riposo e del sonno, un momento che rimanda ad aspetti molto legati all'individualità di ogni bambino, l'organizzazione dello spazi o e delle relazione socia li gioca un ruolo decisivo. Oltre ai lettini, sono da prevedere altri arredi come scaffali o cestini per gli oggetti personal i e giocattoli appropriati: animali di peluche, carillon, libri, un tappeto con tanti morbidi cuscini.

Dolce dormire? 

Questo spazio non deve essere utilizzato unicamente per la pausa pomeridiana, ma può essere una risorsa in momenti diversi della giornata per attività tranquille o che richiedono ambienti oscurati dove potere giocare.
I tempi del riposo debbono essere ben programmati, né troppo brevi, né troppo lunghi, con cadenze regolari anche se rispettose dei ritmi di ogni bambino; se tutti insieme ci prepariamo per il riposo è necessari o prevedere che i bambini si possano svegliare i n orari diversi e trovare nella scuola i'accoglienza opportuna. Un'attenzione particolare deve essere posta ai rituali di preparazione. Il rituale è quella serie di azioni che vengono compiute in sequenza prima e dopo il compimento di un'attività, sono il frutto della regia educativa del!' adulto e rendono un'esperienza ben riconosci bile dai bambini.

Verso l'autonomia

In maniera ordinata si ripetono ogni giorno gesti e azioni che rendono il bambino sempre più autonomo e consapevole delle proprie capacità e delle proprie esigenze: togliersi le scarpe e gli indumenti che non consentono di sentirsi comodi, ricercare un proprio oggetto, lasciarsi andare a piccoli giochi che precedono il sonno.
L'adulto in questa circostanza è una presenza rassicurante che aiuta i bambini ad addormentarsi o a trovare una condizione di relax attraverso i l racconto di una storia, il canto di una ninna nanna, una musica di sottofondo...
È anche questo un momento di benessere, di intimità e di amicizia che rende la scuola un luogo di vita i n cui i bambini crescono nella capacità di essere in relazione positiva con sé e con gli altri.

La stanza del sonno

Nella stanza del sonno, ogni bambino deve avere il suo posto e potere trovare quegli oggetti che gli danno sicurezza e che lo accompagnano mentre si addormenta. La stanza del sonno deve essere accogliente, calda, in penombra, non spoglia ma accurata nella predisposizione degli arredi, per non comunicare al bambino una sensazione di trascuratezza che certamente non lo rassicura e non lo incoraggia a rilassarsi.
I lettini debbono essere sistemati in modo che ogni bambino si possa assopire secondo il suo ritmo, sono uno spazio personale che conferma l'identità di ciascuno e il riconoscimento nella scuola di esigenze e di storie personali.
 

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