Nuove visioni della disabilità

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L’ICF-CY (Classificazione Internazionale della Funzione, della Disabilità e della Salute - Versione per Bambini e Adolescenti) propone una nuova visione di diversa abilità che supera il concetto di handicap come “perdita” e “mancanza”.

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Fonte: www.disabili.com

Il convegno internazionale “ICF-CY. A common language for the health of children and youth” tenutosi a Venezia nell’ottobre 2007 ha presentato l’ICF-CY (International Classification of Functioning, Disability and Health - Children and Youth: Classificazione Internazionale della Funzione, della Disabilità e della Salute - Versione per Bambini e Adolescenti) proponendo ufficialmente un modello di classificazione realizzato per documentare le caratteristiche di sviluppo dei minori diversamente abili in relazione all’influenza “ambientale”.

Tale versione deriva dal modello dei classificatori funzionali dell’ICF (OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità, 2001), e si qualifica per avere evidenziato l’adattamento anche per bambini e adolescenti del documento inizialmente rivolto a soggetti in età adulta.
L’ICF indicava un modello di analisi del funzionamento, della disabilità e della salute delle persone diversamente abili, che, seppur in maniera lenta, sta divenendo un significativo supporto alla classificazione diagnostico-medica dell’ICD-10 (International Classification of Diseases, 10th Revision)1, nella valorizzazione degli aspetti “funzionali” di vita di un soggetto portatore di malattie e di minorazioni sensoriali, integrandone l’aspetto prettamente clinico.

È necessario però premettere che l’ICF e l’ICF-CY non possono essere intesi come strumenti sostitutivi della valutazione diagnostica di tipo medico: questa resta fondamentale per analizzare le caratteristiche di personalità, i limiti, la patologia del diversamente abile. L’applicazione dell’ICF al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza è finalizzata a fornire un linguaggio comune per chi opera con i minori, in relazione alla definizione di bisogni, di fattori personali e ambientali, di barriere che si possono incontrare: l’ICF-CY può consentire effettivamente un discorso univoco sulla salute e sul benessere di bambini e adolescenti attraverso pratiche, politiche e ricerche che si avvalgono di una struttura concettuale condivisa.

IL MODELLO ANTROPOLOGICO DELL’ICF-CY E LA DIVERSA ABILITÀ

È in quest’ottica che nasce la nostra attenzione verso il modello antropologico, il quale sottolinea il concetto di salute, inteso non come assenza di malattia ma come unione armonica di tutte le componenti fisiche, psicologiche, cognitivo-comportamentali, interpersonali e di apprendimento di un bambino e di un adolescente, che possono coesistere anche in presenza di una patologia o di una diversa abilità certificata.
Riteniamo quindi opportuno partire in questo lavoro proprio dalle definizioni del modello ICF2, prestando attenzione peculiare ad un prototipo di Diagnosi Funzionale che orienti la riflessione del lettore verso l’importanza della qualità dell’integrazione del bambino diversamente abile, attraverso lo sviluppo di una rete di interventi scuola-famiglia-territorio atta a sostenere un’influenza favorevole di fattori relazionali e ambientali.

 

Per saperne di più scarica l'articolo completo che trovi nella sezione "Approfondimenti" in cima a questa pagina.

Adele Bianca Schiavulli, Maria Rita Esposito (Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Napoli): 22 Agosto 2013 Disabilità, Integrazione

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