Il bambino sordo-cieco. Che cosa si può fare per i problemi di comportamento?

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Il bambino sordo-cieco. Che cosa si può fare per i problemi di comportamento?

Sordocecità e manifestazioni aggressive. Il racconto di una insegnante di sostegno e la risposta di due esperti: la prima barriera da sconfiggere è l'incomunicabilità.
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Dipinto di Mirò, tratto dal sito fenice.forumcommunity.net

Il quesito


“Sono insegnante di sostegno di una classe prima elementare in cui è inserito un bambino sordo-cieco di 7 anni con residuo uditivo (si suppone che, attivata l’attenzione uditiva ora carente, possa discriminare una certa gamma di suoni e rumori, nonché la voce di chi parla) e con un certo residuo visivo (vede luci ed ombre ed oggetti dal contorno ben definito e ben illuminati).
Il problema più grande è rappresentato dagli atteggiamenti di tipo oppositivo (graffi, pizzicotti, calci) messi in atto per comunicare disagio o in situazioni fortemente eccitanti.


La tecnica dell’allontanamento non ha finora prodotto risultati e la mia richiesta riguarda l’esistenza di altre tecniche o procedure per evitare la comparsa di atteggiamenti problema che, con l’andare degli anni, potrebbero inficiare l’apprendimento e la socializzazione del ragazzo. Grazie.”   

Laura O., Roma
 


 


Rispondono

Edda Calligaris e Giampaolo Bulligan
Associazione Nazionale delle Famiglie dei Minorati Visivi - ANFAMIV
 

I casi di sordocecità sono veramente complessi. Le preoccupazioni in merito agli apprendimenti futuri di questi bambini sono fondate: la mancanza di un’efficace comunicazione può portare a manifestazioni aggressive verso gli altri, ma anche ad autolesionismo e infine a chiusura.

La prima barriera da sconfiggere pertanto è l’incomunicabilità. Bisogna lavorare innanzitutto per comprendere quale sia la chiave per entrare in comunicazione col bambino, per portarlo in una situazione di benessere. Per questo ci vuole l’azione congiunta con gli specialisti del caso, che non possono essere ricercati fra gli esperti della sola minorazione visiva, né fra quelli della sola minorazione uditiva. La sordocecità, infatti, non è la somma di due gravi menomazioni, ma una terza situazione ben più grave di ciascuna delle prime due.

 

Scarica l’articolo completo per saperne di più!

Edda Calligaris e Giampaolo Bulligan Associazione Nazionale delle Famiglie dei Minorati Visivi - ANFAMIV: 28 Dicembre 2016 Casi

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