Curricolo per le abilità comunicative nell’allievo con disabilità: il linguaggio non verbale

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Curricolo per le abilità comunicative nell’allievo con disabilità: il linguaggio non verbale

Gli allievi disabili, in assenza di appropriati strumenti comunicativi, spesso si trovano nella necessità di emettere comportamenti problematici. In questo articolo viene proposto un curricolo per l’insegnamento delle abilità di comunicazione non verbale.
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È noto che la possibilità di comunicare adeguatamente col proprio ambiente è fortemente correlata con lo sviluppo e il benessere emotivo di ogni persona. Tale constatazione richiama la necessità di porre un’attenzione particolare alla promozione di competenze comunicative, nell’ambito degli interventi educativi e riabilitativi rivolti agli allievi disabili. La presenza di handicap gravi, infatti, può ostacolare pesantemente lo sviluppo di adeguate abilità di comunicazione e in particolare l’apprendimento del linguaggio verbale.

In passato, è stata spesso trascurata la possibilità d’insegnare modalità comunicative diverse, quali, ad esempio, quelle basate sui gesti. L’impossibilità di apprendere un qualsiasi sistema comunicativo, alternativo a quello verbale, comporta alcune fondamentali limitazioni per la persona in situazione di handicap: in primo luogo, le possibilità d’apprendimento vengono drasticamente ridotte, quando non addirittura annullate; l’integrazione sociale risulta compromessa in tutti i settori della vita quotidiana; infine, serie ripercussioni possono verificarsi anche sul benessere emotivo.

Infatti, in assenza di strumenti appropriati per comunicare, la soluzione intrapresa consiste spesso nel dar vita a comportamenti problematici, quale mezzo per richiamare l’attenzione altrui e per comunicare i propri bisogni o il proprio stato di disagio. Per questi motivi, negli ultimi anni si è assistito ad un crescente interesse verso la realizzazione di curricoli basati sull’impiego di modalità comunicative, quali la comunicazione pittografica o quella gestuale, alle quali è opportuno ricorrere quando la gravità dei deficit non consente l’apprendimento del linguaggio verbale.

Il programma presentato di seguito, elaborato a partire da un curricolo di M. Bender, intende offrire, a quanti operano nel settore dell’handicap grave, una sorta di guida all’insegnamento delle abilità di comunicazione non verbale. Nonostante l’itinerario proposto possieda molte delle caratteristiche d’efficacia che si richiedono a curricoli di questo tipo, le attività indicate per ciascun obiettivo possono essere modificate secondo le specifiche esigenze educative della persona disabile.

Il curricolo prevede un Obiettivo generale, articolato in 20 Obiettivi specifici. Per ognuno di essi, viene presentata una serie di attività finalizzate a promuovere l’abilità di volta in volta presa in esame.

Obiettivo generale

Il ragazzo utilizzerà i gesti per rispondere alle richieste provenienti dall’ambiente e per esprimere i propri bisogni e sentimenti in modo adeguato.

Obiettivi specifici

  1. Il ragazzo guarderà l’insegnante, che muove la mano per attirarne l’attenzione.
  2. Il ragazzo muoverà la mano per attirare l’attenzione dell’insegnante.
  3. Il ragazzo risponderà al segnale dell’insegnante, espresso mediante il movimento dell’indice (segno di NO), interrompendo l’attività in corso.
  4. Il ragazzo risponderà al segno di NO, espresso mediante il movimento del capo, interrompendo l’attività in corso.
  5. Il ragazzo guarderà l’oggetto o la persona indicata dall’insegnante.
  6. Il ragazzo indicherà gli oggetti e le persone di sua iniziativa.
  7. Il ragazzo indicherà il luogo dove intende recarsi.
  8. Il ragazzo, che deve recarsi al bagno, comunicherà tale bisogno indicando a gesti la parte bassa della pancia.
  9. Il ragazzo, che non è in grado di mangiare autonomamente, comunicherà di aver fame, movendo la mano dentro e fuori la bocca.
  10. Il ragazzo, che non è in grado di bere autonomamente, comunicherà di avere sete, imitando il gesto mediante il quale il bicchiere viene solitamente accostato alla bocca.
  11. Il ragazzo farà “CIAO” con la mano, in risposta al saluto dell’insegnante che sta andando via.
  12. Il ragazzo farà “CIAO” con la mano, quando starà per uscire.
  13. Il ragazzo, che non è in grado di raggiungere l’oggetto desiderato, comunicherà la volontà di afferrarlo, estendendo il braccio e la mano in direzione dell’oggetto.
  14. Il ragazzo indicherà che sta male, strofinandosi la parte del corpo che gli duole.
  15. Il ragazzo smetterà di parlare al gesto di silenzio, espresso mediante l’indice avvicinato alle labbra.
  16. Il ragazzo interromperà l’attività in corso, quando l’insegnante gli mostrerà il segno di ALT o STOP, espresso con la mano aperta e il palmo rivolto in avanti.
  17. Il ragazzo farà “SÌ” con la testa per indicare che desidera un oggetto mostratogli o che approva l’attività proposta dall’insegnante.
  18. Il ragazzo risponderà al gesto di “CIAO” con un gesto analogo.
  19. Il ragazzo si alzerà, quando l’insegnante glielo chiederà con l’apposito gesto.
  20. Il ragazzo si siederà, quando l’insegnante glielo chiederà con l’apposito gesto.

Di seguito vengono descritte le attività, connesse ai diversi obiettivi, cui l’insegnante potrà fare riferimento nella realizzazione dell’itinerario istruzionale.
 

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Donatella Tamburri (Università di Udine): 08 Marzo 2013 Comunicazione

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