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La proposta di una scala di osservazione per la valutazione dell’“Intelligenza numerica” per la classe prima primaria. Di Adriana Molin
bambina matematica primaria

Per una migliore comprensione delle abilità o dei comportamenti descritti in una scala di valutazione dell’“Intelligenza numerica”, si propone una sintesi che traccia, in modo operativo, lo sviluppo delle abilità di calcolo. È noto che all’origine delle abilità numeriche vi sono potenti meccanismi innati: il senso del numero che la ricerca neuropsicologica e comparata hanno ampiamente dimostrato. Oltre agli studi sperimentali, l’evidenza maggiore è data dal fatto che in tutte le culture del mondo esistono modi, parole e simboli per contare. Contare con l’ausilio di parti del corpo, come avviene fra i Papua della Nuova Guinea, o con l’aiuto delle dita, come fanno i nostri bambini, indica la propensione della nostra mente a ordinare e contare oggetti a fini adattivi, funzionali all’ambiente di vita.

Questi meccanismi però devono essere agganciati e sviluppati all’interno della cultura di appartenenza e tanto più complessa è la cultura, tanto più lo sviluppo sarà laborioso. Inoltre, non sempre l’ambiente di vita offre opportunità di crescita in linea con le richieste dell’apprendimento scolastico e il “numero” è così largamente usato che, a volte, appare mascherato all’esperienza del piccolo dell’uomo. Qual è il bambino di 4-5 anni che non sa dire o digitare il numero del canale televisivo dei cartoni animati? Tuttavia ciò non significa che quel bambino sappia anche contare o calcolare perché il numero con cui ha familiarità non rappresenta un numero cardinale. È logico che, per essere pronto per la scuola primaria, il bambino debba aver usufruito di esperienze tali da scoprire il “numero” inteso anche come cardinalità.
Il numero è il risultato di tre processi che avvengono in parallelo: semantici (rappresentazione analogica o astratta), lessicali (codici simbolici: verbale → uno, due…, visivo- arabico → 1, 2…), sintattici (struttura del numero, valore posizionale delle cifre per l’inizio primaria), che devono essere integrati per attribuire il giusto valore al numero. Le abilità di conteggio (counting) permettono al bambino, nella concretezza delle attività giornaliere, di confrontare e manipolare la numerosità e di comprendere il senso di parole come: “uno, due…”, “tanti”, “pochi”, “di più”, “di meno”, “nessuno”, “tutti”, “ogni”, “aggiungere”, “togliere” ecc. Il conteggio implica la capacità di andare oltre gli aspetti fisici degli oggetti e di non lasciarsi ingannare dalle dimensioni di grandezza degli stessi.
Con il calcolo a mente assistiamo allo sviluppo di strategie di calcolo sempre più rapide ed economiche, indispensabili per risolvere i calcoli scritti, che in più necessitano dell’apprendimento delle procedure, specifiche per operazione aritmetica.

 

Leggi l'articolo completo su Psicologia e Scuola n. 1 settembre 2018

 

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