Le dinamiche interattive nel sistema-classe

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Le dinamiche interattive nel sistema-classe

Il contributo avvia una riflessione sulle dinamiche interattive messe in atto in classe tra docenti e allievi, per rispondere alla domanda: come possiamo rendere i ragazzi agenti partecipi dei loro apprendimenti e fornire loro le competenze necessarie a una cittadinanza matura e consapevole?

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Immagine tratta dal sito www.wheninromeschool.com

In tutto il mondo, oggi, l’agenda delle politiche scolastiche pone al centro delle sue preoccupazioni il tema della qualità dei sistemi educativi e scolastici.

Un buon numero di azioni, a questo proposito, si è concentrato sulla valutazione dei livelli di apprendimento, misurati sul piano internazionale con i test OCSE-PISA e sul piano nazionale attraverso le prove INVALSI. Pur con i limiti che queste misurazioni presentano, analizzati fra gli altri da alcuni importanti commentatori (Bottani, 2013; Nussbaum, 2013), offrono uno spaccato sul grado di acquisizione delle competenze giudicate essenziali per far fronte ai problemi e ai compiti che si possono incontrare nella vita quotidiana.

Con alcune eccezioni, relative per esempio alle capacità di problem-solving (in cui gli studenti italiani rivelano buone performance), e tenendo conto di una tendenza positiva verso il miglioramento (dimostrata dal confronto fra i risultati del 2009 e quelli del 2012), il sistema scolastico italiano si colloca in una posizione abbastanza arretrata soprattutto rispetto ad alcuni indicatori, quali quello riguardante la soglia minima (un’ampia fascia di studenti mostra un basso livello nell’acquisizione delle competenze) e le disuguaglianze in base all’origine sociale.

Alcune scelte politiche, tra cui i continui tagli ai finanziamenti alle scuole pubbliche e la riduzione fino alla completa scomparsa dell’obbligo formativo dei docenti, sono indubbiamente responsabili di questa situazione critica. Quest’ultimo aspetto in particolare è in controtendenza rispetto alle scelte più lungimiranti di altri Paesi europei che hanno invece progressivamente investito di più sulla formazione docente, e che proprio alla competenza del docente attribuiscono una parte importante del “miracolo” che ha portato alcuni Paesi scandinavi a competere con quelli asiatici emergenti nella classifica PISA (Niemi, Toom e Kallioniemi, 2012).

La qualità dei processi di istruzione

Al di là della sfera di azione politica, di cui non ci occupiamo, è possibile avanzare altre considerazioni, di ordine psicologico, che aiutino a comprendere le ragioni di alcune criticità della scuola italiana e ad aprire una riflessione sul potenziale di miglioramento della qualità dei processi di istruzione.

 

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Luisa Molinari (Università degli Studi di Parma): 17 Gennaio 2017 Comunicazione, Relazioni

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