La storia - Un bambino con problemi di iperattività e di letto-scrittura

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La storia - Un bambino con problemi di iperattività e di letto-scrittura

Il lavoro presenta l’intervento multifocale realizzato con Mattia, bambino con difficoltà di attenzione/iperattività e di apprendimento della letto-scrittura, coinvolgendo i suoi insegnanti e i genitori. 

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storia_iperattivita_lettoscrittura

Fonte: www.qeegsupport.com

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) è un disturbo del comportamento caratterizzato dalla difficoltà nel mantenere la concentrazione, il controllo degli impulsi, e da una eccessiva irrequietezza motoria. Questo disturbo è abbastanza diffuso nella popolazione scolare (ne sarebbe affetto il 3-5% degli alunni). Attualmente è una delle sindromi infantili più studiate al mondo: si consideri che negli ultimi decenni sono state pubblicate circa 6000 ricerche sull’argomento.

L’interesse per il disturbo è dovuto, oltre che alla sua larga diffusione nella popolazione infantile, anche alla ripercussione che ha in ambito scolastico. Molto spesso, infatti, i problemi che i bambini con ADHD incontrano a scuola si definiscono come vere e proprie comorbilità. Alcuni dei disturbi che si associano più frequentemente a tale sindrome sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), che si manifestano con significative difficoltà nell’acquisizione e uso di abilità quali la lettura, la scrittura e il calcolo, in presenza di buone competenze cognitive generali.

In questo articolo viene presentato il caso di un bambino che, oltre a problemi comportamentali, mostra anche problemi importanti nell’acquisizione dell’abilità di lettura e scrittura. Il tipo di lavoro svolto, che ha coinvolto bambino, scuola e famiglia (approccio multifocale), ha permesso di ottenere dei buoni risultati sia sul comportamento del bambino a casa e a scuola sia sulle abilità di lettura e scrittura.

INTRODUZIONE

Mattia è un bambino di 7 anni che frequenta la classe seconda della scuola primaria. I genitori, su consiglio degli insegnanti, chiedono una valutazione completa in merito agli apprendimenti a causa della lentezza presentata dal bambino nell’acquisizione della letto-scrittura. Vengono inoltre segnalate notevoli difficoltà di attenzione e iperattività.

IL COLLOQUIO CON I GENITORI (RACCOLTA ANAMNESTICA) 

Al primo colloquio sono presenti i genitori del bambino. Entrambi sono giovani e lavorano; la madre ha scelto un lavoro part-time in modo da poter seguire i figli al pomeriggio (Mattia ha un fratello più piccolo).

Dall’anamnesi emerge che Mattia è nato prematuro. Le principali tappe dello sviluppo sono state completate nei tempi previsti, fatta eccezione per il linguaggio, acquisito all’età di tre anni. Il bambino ha sempre avuto problemi ad addormentarsi e ad acquisire dei buoni ritmi di sonno-veglia. Inoltre, fin dalla prima infanzia, ha manifestato una certa preferenza per i giochi movimentati, in particolare all’aria aperta; se impegnato in attività che richiedevano una certa quantità di attenzione, passava di continuo da un gioco all’altro lasciandoli tutti incompleti. 

L’inserimento alla scuola dell’infanzia è stato molto difficoltoso; negli ultimi anni, su consiglio dell’insegnante, i genitori hanno iscritto il bambino a un corso di psicomotricità, che Mattia ha frequentato per due anni. Nonostante questo il bambino appare scoordinato nei movimenti (nella motricità grossolana e fine), non ha buone abilità grafiche (non ama disegnare), non è riuscito a imparare ad allacciarsi le scarpe e ad andare in bicicletta. Negli ultimi due anni ha frequentato lezioni di nuoto, pur presentando una certa difficoltà nel coordinare gli arti superiori e inferiori. 

Mattia socializza facilmente con i coetanei ma spesso viene escluso dai giochi e non viene invitato alle feste di compleanno.
Per quanto riguarda i tratti di familiarità, il padre di Mattia afferma di avere una calligrafia incomprensibile e di avere sempre avuto difficoltà a scuola, in particolare nella letto-scrittura e nello studio, mentre la madre dice di rivedere sé stessa nel bimbo, descrivendosi come iperattiva e disattenta.

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Martina Pedron, Anna Maria Re (Università di Padova): 03 Ottobre 2014 Casi, Disturbi, Intervento

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