Imparare attraverso l'intuizione: quando e come è utile

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Imparare attraverso l'intuizione: quando e come è utile

Partire dalle proprie intuizioni spontanee può facilitare l’apprendimento? In questo articolo si trova una risposta a questo quesito e un questionario da somministrare agli studenti per renderli più consapevoli del loro stile di pensiero preferenziale: seguono di più un approccio intuitivo o analitico? 

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Intuito

Immagine tratta da www.repubblica.it/scienze

In genere, si ritiene che un contenuto sia veramente appreso quando lo studente è in grado di analizzarlo in tutte le sue componenti, di giustificare i rapporti tra di esse e di esporlo in maniera completa. Per esempio, possiamo dire che un allievo ha imparato quali siano state le cause dello scoppio della Prima Guerra Mondiale se ha compreso che vi sono stati vari fattori scatenanti [...] e sa individuare i nessi tra questi fattori. Il sapere di tipo intuitivo, in cui un concetto è sì colto, ma senza che si sappia esplicitarlo in maniera sistematica e argomentata [...] in genere non è particolarmente apprezzato.

L’INTUIZIONE: UN APPROCCIO SOSPETTO

I docenti hanno frequenti occasioni di rilevare che, prima di affrontare molti dei temi proposti nei curricoli scolastici, bambini e ragazzi hanno già maturato una serie di concezioni ingenue in merito, spesso basate su intuizioni. Queste credenze, se sono errate o parziali, richiedono di essere emendate attraverso una ristrutturazione concettuale.

Anche qualora l’intuizione portasse a concezioni corrette, queste ultime, nella misura in cui non si è in grado di articolarle e analizzarle rendendo trasparente il loro fondamento, non sarebbero comunque riconosciute come vere conoscenze, in quanto lo studente non è in grado di provare con argomentazioni la loro veridicità e trasmetterle ad altri, esplicitando il processo attraverso il quale si può dimostrare la loro fondatezza. Quindi l’intuizione non dovrebbe avere molto spazio nell’apprendimento.

Occorre tuttavia rilevare che in altre culture l’intuizione è particolarmente valorizzata. È il caso di certe popolazioni nomadi di pastori che, per valutare la mancanza nel gregge di qualche capo, insegnano ai giovani non tanto a contare gli animali (procedura matematica analitica), quanto a lanciare un’“occhiata” al gregge (procedura intuitivo-visiva). In alcune culture anche i giochi infantili insistono sullo sviluppo di capacità di questo tipo; per esempio, in certe zone africane uno dei passatempi preferiti nell’infanzia consiste nel costruire mucchi di sassi per poi determinare “a occhio” la loro numerosità: vince il bambino che si è avvicinato maggiormente al numero esatto di sassi ammucchiati.

Pratiche di questo genere erano comuni anche in Europa, nel Rinascimento, quando per esempio veniva coltivata la capacità di stimare a colpo d’occhio la quantità delle merci, non essendo sempre possibile per i mercanti contare uno a uno i pezzi che veniva proposto loro di acquistare, per valutare la bontà dell’affare.

Senza voler negare l’importanza del sapere sistematico e argomentato, si può riconoscere all’intuizione un ruolo nell’apprendimento, osservando che essa può talvolta facilitare la comprensione della realtà e la costruzione della conoscenza.

 

Se sei abbonato puoi scaricare l'articolo completo e il questionario "Seguo un approccio intuitivo o analitico?" nella sezione Approfondimenti che trovi in cima a questa pagina. Per abbonarti clicca qui!

Alessandro Antonietti, Manuela Cantoia: 04 Aprile 2018 Apprendimento, Metacognizione

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