Funzionamento Intellettivo “Limite”: che cosa indica? Come si valuta?

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Funzionamento Intellettivo “Limite”: che cosa indica? Come si valuta?

in questo articolo il Prof. Di Nuovo illustra i criteri per la diagnosi di “Funzionamento Intellettivo Limite” e presenta alcuni risultati sulla discriminazione degli stati limite sia dal ritardo mentale che dallo sviluppo intellettivo tipico.

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Roberto Weigand

Immagine tratta dal blog di Enzo Montano

Nelle valutazioni degli alunni con difficoltà di apprendimento e con problemi di rendimento e di adattamento, o con vere e proprie disabilità, esiste una tendenza a lasciare nel “confine” le aree di incertezza diagnostica, creando così incertezze e incomprensioni anche sul piano della didattica e del sostegno da prestare a questi alunni “al limite”.

In particolare, la diagnosi e il trattamento dell’area definita nella letteratura internazionale “Borderline Intellective Functioning” (BIF) – in lingua italiana “Funzionamento Intellettivo Limite” (FIL) – pongono problemi molto delicati con cui spesso l’insegnante, sia curricolare che specializzato, deve confrontarsi senza avere il necessario supporto teorico e applicativo.

Differenti sono infatti i criteri standard proposti per questa diagnosi di “stato limite” dalle classificazioni internazionali (ICD, DSM), e molteplici sono gli strumenti e i conseguenti indicatori utilizzabili per la diagnosi nosografica.

Il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association, 2000) pone come criterio per la definizione del FIL un quoziente intellettivo (QI) da 71 a 84, trascurando, già in questa definizione, il margine tecnico di errore di 5 punti nella misurazione del QI stesso, previsto come “errore standard” nei test intellettivi che pervengono alla quantificazione del QI; il che comporta che un punteggio di 80±5 è il punto centrale di un range di punteggi reali che va da 75 (FIL) a 85 (normale)!

Dunque, prendendo come riferimento un QI minore di 71 come soglia per il Ritardo mentale (oggi definito Disabilità intellettiva) lieve, e un QI maggiore di 84 come soglia del funzionamento nella norma, in base alla curva di distribuzione “normale” dei QI dovremmo attenderci teoricamente nella fascia del FIL circa il 14% dell’intera popolazione; invece l’incidenza effettiva delle diagnosi di FIL va dall’1% fino a un massimo del 7% della popolazione secondo i diversi criteri (Ivancich Biaggini, 2004).

Per spiegare queste discrepanze numeriche bisogna tener conto, oltre che di quel margine citato di ± 5 punti nella misurazione del QI da nessuno in realtà considerato ai fini pratici, del fatto che il vero funzionamento “al limite” va differenziato sia dai disturbi dell’apprendimento senza ritardo evolutivo, che dai gravi svantaggi socioculturali che riducono inevitabilmente la prestazione al test intellettivo.

 

Se sei abbonato puoi scaricare l'articolo completo nella sezione "Approfondimenti" che trovi in cima a questa pagina.

 

Per saperne di più... clicca qui e leggi l'articolo sul Funzionamento Intellettivo Limite pubblicato su Psicologia e scuola n. 43!
 

Santo Di Nuovo (Università di Catania): 02 Dicembre 2015 Diagnosi, Difficoltà

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