Bullismo: il sostegno dalla classe!

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Il progetto “Bullismo: il sostegno dalla classe” si pone l’obiettivo di contrastare, attraverso laboratori esperienziali che prevedono anche la manipolazione dell’argilla, il fenomeno del bullismo e i conflitti nel gruppo classe.

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bulli

Immagine tratta dal sito www.bullismoedoping.it

Il presente progetto è stato ideato per un intervento nelle classi prime di istituti secondari di secondo grado con ragazzi di età compresa tra i quattordici e i sedici anni. Gli incontri si sono susseguiti in tre lezioni da due ore ciascuna. Obiettivo di tale progetto è quello di contrastare il fenomeno del bullismo e i conflitti nel gruppo classe.

Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/a o di un adolescente, definito “bullo/a” (Fonzi, 2011).

La parte esperienziale si formula mediante una metodologia a stampo gestaltico e gli incontri si conducono cercando di far diventare i partecipanti consapevoli del proprio stato in riferimento a se stessi e poi al gruppo.

FINALITÀ

Affrontare il tema del bullismo a scuola, e dunque di una delle forme di abuso che può avvilire l’esistenza di una persona, può dare l’incipit per la denuncia da parte dei ragazzi di ogni altra forma di illecito che un giovane può subire, cosa per altro avvenuta nel corso di una delle realizzazioni di questo progetto.

È necessario intervenire nei primi momenti di formazione del gruppo per agevolare la fase di conoscenza, incentivando una maggiore accettazione dell’altro. Spesso il contatto con il nuovo - specie se questo caratterizza il doversi integrare in un contesto con più persone - può far si che all’interno dei suoi membri si sviluppino fenomeni di angoscia, derivanti dal timore provocato dall’incertezza e dalla nuova situazione ignota.

La paura di non piacere, di non essere all’altezza, così come la paura di percepire queste dinamiche dell’animo umano, possono mutuare nell’individuo l’assunzione di atteggiamenti difensivi come l’estrema assertività che può debordare nella violenza verbale e non solo, provocando nel gruppo lo sviluppo di meccanismi primitivi di difesa.

Lavorare sul concetto di identità propria dell’individuo rispetto al gruppo, in relazione - e non in opposizione - a esso, aiuta il gruppo “classe” a divenire una società in cui potersi fidare reciprocamente (Berdondini, 2001).

Parte del lavoro consiste nell’esaminare approfonditamente con i ragazzi quali siano i dinamismi che agiscono tra le loro stesse relazioni, invitandoli a una consapevolezza emotiva ancor prima che intellettuale, accrescendo in loro l’intelligenza emotiva (Goleman, 1995) costrutto elaborato nella letteratura scientifica da Gadner (1983) che deriva dai precedenti concetti di intelligenza sociale e intelligenza personale.
 

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Gabriele Dimitrio: 19 Settembre 2016 Comportamento, Intervento, Strumenti

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