"Mio fratello rincorre i dinosauri", la grandezza della diversità

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [9GWKP34U] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [SJF9K5WQ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [TSPXJ6EI] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

"Mio fratello rincorre i dinosauri", la grandezza della diversità

Il film è un viaggio leggero e profondo nel rapporto fra due fratelli e nel mondo del bambino con sindrome di Down. Di Enrico Zoi 
mio-fratello-rincorre-i-dinosauri-cover

Alla base del film Mio fratello rincorre i dinosauri (Stefano Cipani, 2019) c’è il caso letterario dell’omonimo libro di Giacomo Mazzariol, il quale, con trasparenza e voglia di verità, un giorno sceglie di raccontare la storia sua, del fratello minore Giovanni, down, e dell’intera famiglia, comprendente, oltre ai genitori, le sorelle Alice e Chiara. Il suo testo è un viaggio leggero e profondo nel rapporto fra due fratelli, all'insegna della scoperta e della grandezza della diversità.

Il film entra in questa vicenda particolare e universale (sono tante le famiglie che devono affrontare un’altra visione della realtà) in modo delicato e fresco. Come le pagine da cui proviene. Il regista tratta il tema della sindrome di Down e dei due fratelli Jack e Gio senza tradire l’imbarazzo di un’accettazione difficile e lo spirito del libro e delle problematiche legate a quel cromosoma in più che rende speciali le persone che lo detengono.

Si tratta di riconoscere stile, pensieri, sentimenti e capacità dei bambini con sindrome di Down. In Mio fratello rincorre i dinosauri, il percorso è affidato al fratello maggiore a partire da quando è molto piccolo, quindi con una visione del mondo a suo modo eccentrica e resa fantastica dall’età e dai racconti fiabeschi di un padre e una madre pure alle prese con una realtà che imprime un’ardua svolta alle loro esistenze. Ne nasce un bel groviglio, una di quelle trame che solo la vita reale, nella sua complessa linearità, sa scrivere.
Se il testo di partenza ha il dono della verità esperienziale e fa interiorizzare anche al lettore le tappe di un cammino di negazione e accettazione, vergogna e sano orgoglio, guerriglia dell’anima e perseguibile armonia, il film ne rispetta dunque l’impostazione e la rende fruibile al grande pubblico.

L’opera di Cipani ne esce bene, proponendo con chiarezza i dubbi e le angosce di Jack, la personalità di Gio, le relazioni fra loro, all’interno della famiglia e nel contesto di amici e possibili amori. Lo aiutano la bravura degli attori: Isabella Ragonese (Katia, la madre), Alessandro Gassmann (Davide, il padre), Francesco Gheghi (Jack), Lorenzo Sisto (Gio) e Rossy De Palma (la zia Rock).
Se contenuti e freschezza del libro sopravvivono alla trasposizione sullo schermo, che dunque consoliderà valori e temi della diversabilità, dell’accettazione, della verità e dell’onestà intellettuale nei rapporti umani di ogni età, temi che tanto hanno appassionato i lettori, il film avrebbe forse potuto dare qualcosa di più: la sua narrazione cinematografica sceglie la via più facile, assecondando stili, modi, linguaggio e inquadrature già visti in molti altri film e serie tv adolescenziali (da Scialla! a Quanto basta, passando per il repertorio per teenagers anche della sola Netflix). Un po’ di coraggio in più e di standard narrativi in meno avrebbero rafforzato e reso più efficaci dialoghi, personaggi e tematiche.
In ogni caso, missione compiuta!

 

 

Conosci le riviste Giunti Scuola? Apri questo collegamento e scopri le offerte dedicate a La Vita Scolastica, Scuola dell'Infanzia, Nidi d'Infanzia e Psicologia e Scuola, oltre alla nostra Webtv!

Enrico Zoi: 11 Settembre 2019

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola