“La musica è un tutto!”. Un adeguato percorso musicale come strumento privilegiato di inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

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“La musica è un tutto!”. Un adeguato percorso musicale come strumento privilegiato di inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Quali vantaggi può apportare l'educazione musicale agli studenti con Bisogni Educativi Speciali? L’esperienza sonora stimola lo sviluppo intellettivo, motorio e relazionale dell’individuo. Concorre anche allo sviluppo della percezione fonologica del linguaggio, con ripercussioni positive sull’eloquio e sulle abilità di lettoscrittura. L’educazione al suono può costituire, inoltre, un canale privilegiato di educazione interculturale.   

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musica

Immagine tratta dal sito mediterraneosiamo.altervista.org

La Musica è un tutto! La definizione di Daniel Barenboim (2013) non si pone come adesione aprioristica e dogmatica a una passione personale; essa coglie, piuttosto, l’essenza del mondo sonoro, considerandolo a ragione un complesso di elementi che assumono significato nella loro organicità (Barenboim, 2013).

I parametri del linguaggio musicale, quali la melodia, l’armonia, il ritmo sono fra loro interdipendenti e richiedono una grande capacità di analisi e controllo sia da parte dell’esecutore sia ad opera dell’ascoltatore.

La dissertazione di Barenboim non è solo diretta a un livello professionistico, ma assume una forte valenza anche nell’esperienza individuale e nel contesto scolastico; in quest’ultimo la finalità dell’educazione musicale non è quella di creare musicisti, ma di favorire una crescita equilibrata dell’individuo, ponendo le basi dell’inclusione sociale.

Le Indicazioni Nazionali per il Curricolo descrivono la Musica come componente fondamentale e universale dell’esperienza umana, in grado di stimolare la creatività, la conoscenza e le competenze relazionali. Alla stessa stregua, nel Documento dei Saggi viene sottolineata la capacità dei suoni di attivare la logica, il movimento, la retorica, abilità trasversali ad ogni ambito esperienziale.

Come sostiene Middleton (2001), l’uso della musica fa parte della pratica sociale non meno della produzione; rispetto ai nostri alunni, l’educazione sonora può divenire sia un momento di fruizione condivisa sia uno strumento di evoluzione dell’esperienza e delle competenze individuali, capace di produrre risonanze, ovvero cambiamenti nelle abilità personali.

L’osservazione delle performance musicali

Viceversa, l’osservazione delle performance musicali può essere utile per rilevare difficoltà non emerse in altri contesti: se uno studente mostra particolare lacune nella tenuta del ritmo, nella sua sincronizzazione con il linguaggio o nella percezione degli andamenti dei suoni, vi è un’alta probabilità che presenti svantaggi anche nelle performance linguistiche, logiche e operative.
Parallelemente agli screening tradizionali, eventuali difficoltà/disturbi dell’apprendimento possono essere rintracciati precocemente mediante il canale musicale.

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Carmelo Farinella (Docente, Formatore, Musicista): 25 Luglio 2016 Espressione, Integrazione, Relazioni, Strumenti

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