Un bambino litigioso in classe

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Cosa può fare l'insegnante quando le dinamiche del gruppo classe sono alterate? Di Paola A. Sacchetti
bambino arrabbiato pugno aggressivo

Insegno in una classe quarta primaria e ho alcune difficoltà a gestire M., un nuovo allievo appena trasferitosi da un’altra città. Litiga con tutti i compagni, anche per motivi futili. I genitori non riportano di problematiche simili nella precedente scuola. Noi insegnanti siamo molto preoccupate, perché in un solo mese di scuola questi comportamenti stanno alterando le dinamiche del gruppo e minando il clima di classe.

Maestra Laura

 

Gentile Laura,
la vostra preoccupazione è giustificata, un bambino litigioso può senz’altro alterare le dinamiche di un intero gruppo classe. Cosa fare dunque? Innanzitutto, riproporre le regole della classe, condividendole e spiegandole di nuovo, e le sanzioni per chi le trasgredisce. Se non presente, inserite una regola per affrontare i litigi. Per esempio, che quando si litiga è importante fermarsi e parlarne. L’insegnante è un po’ l’arbitro della lite, non deve esserne giudice, né deve prendere le parti di uno o dell’altro: deve guidare gli allievi a un confronto più pacato e sostenerli nell’esprimere ciò che pensano e provano. Senza dare soluzioni. Perché i bambini imparino a gestire i conflitti, sono loro a dover trovare un accordo. Se la lite avviene durante la lezione, dovrete valutare se è utile fermarsi per affrontare subito la questione o se è meglio rimandare, per esempio: “M. e L. ora finiamo la lettura del brano, poi, mentre gli altri rispondono alla domanda 1, noi tre parliamo di questa lite”, proponendo una mediazione che consenta loro di esprimere le proprie ragioni, comprendere quelle altrui e riconoscere le emozioni provate.

È però essenziale capire perché M. metta in atto questo comportamento. Osservandolo nelle diverse situazioni, potrete individuare se ci sono eventi specifici che innescano i litigi. Emergono soprattutto nei momenti di pausa o quando è richiesta maggior concentrazione? È il solo modo che ha trovato per interagire con i compagni o con qualcuno ha scambi più tranquilli? Litiga quando si sente ignorato dagli altri o quando è al centro dell’attenzione? Capire se una certa dinamica di gruppo in M. ha un effetto destabilizzante può aiutare a trovare soluzioni adatte a permettergli di parteciparvi serenamente. Inoltre è utile riparlare con i genitori, per comprendere come stia vivendo il trasferimento, se è litigioso anche a casa, se è un bambino che fa fatica ad adattarsi ai cambiamenti: i bambini infatti non sempre riescono a verbalizzare ciò che provano e possono esprimere le difficoltà di trovarsi in una nuova città, in una scuola diversa, con altri compagni in modo aggressivo. In questo caso, può essere utile sostenere maggiormente l’inserimento di M. in classe, per esempio, organizzando lavori in piccoli gruppi a turnazione, così da permettergli di lavorare in situazioni più contenute, e cercando di valorizzare le abilità di M., per consentirgli di entrare in relazione con i compagni in modo positivo, evitando quindi che assuma il ruolo di “rompiscatole”.

Invia la tua domanda per la dottoressa Sacchetti alla redazione:
email Redazionepsiscuo@giunti.it

Per saperne di più


d’Alonzo, L. (2017). Come fare per gestire la classe nella pratica didattica. Firenze: Giunti EDU.
Novara D. (2019), «Litigare con metodo», Psicologia e scuola, 3, 30-35.
Novara D. (2014), «Litigare bene. Insegnare ai bambini a gestire i conflitti», Psicologia contemporanea, 210, 54-59.

 

 

 

 

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