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È utile alla scuola la ricerca sulla memoria di lavoro?

Il contributo del concetto di “Memoria di lavoro” è rilevante perché aiuta a capire meglio come funziona la mente umana o perché essa non funzioni, ed è utile agli insegnanti che possono tradurre i risultati della ricerca in applicazioni didattiche. Di Cesare Cornoldi
cervello memoria di lavoro

Qualche volta gli insegnanti avvertono una distanza fra psicologia dell’apprendimento, da un lato, e pratica concreta a scuola, dall’altro. In questi casi le loro prime reazioni sono quelle di allontanarsi dalla ricerca psicologica o di chiedere, con un po’ di stizza, a che cosa serve la Psicologia, quali sono le implicazioni per il loro mestiere.

La ricerca sulla memoria di lavoro

 

Un esempio di questa distanza è rappresentato dall’imponente sforzo di ricerca dedicato dagli psicologi alla Memoria di lavoro, la capacità cioè di tenere a mente in maniera temporanea delle informazioni ed eventualmente di operare su di esse. Per comprendere quale sia stata la portata innovativa del costrutto di “Memoria di lavoro” l’insegnante si va magari a prendere un Manuale di Psicologia su cui aveva eventualmente studiato qualche decina di anni prima, scoprendo che nemmeno se ne parlava. Come può fare allora per capirne la rilevanza?

La rilevanza del costrutto “Memoria di lavoro”

 

Io credo che la rilevanza di un concetto psicologico non si possa valutare solo andando a vederne l’applicabilità in ricette didattiche. Non mi stancherò mai di ricordare che normalmente gli insegnanti sono molto più bravi degli psicologi dell’apprendimento nel creare nuove soluzioni didattiche perché sono abituati a fare questo e a sperimentarlo nella pratica quotidiana. Quello che le Scienze Psicologiche possono dare non è a quel livello di applicazione didattica, ma sul piano della comprensione di ciò che fa la mente e della documentazione di quanto accade sulla base di dati scientifici. Se il concetto di “Memoria di lavoro” aiuta a capire come funziona la mente o perché essa non funzioni, secondo me il contributo del concetto è rilevante e, prima o dopo, risulterà senz’altro utile agli insegnanti.

Aspetti emersi dalla ricerca con ricadute pratiche

 

Vorrei già ricordare brevemente alcuni aspetti emersi dalla ricerca sulla Memoria di lavoro che possono avere anche ricadute pratiche:

  • Tutti gli esseri umani hanno dei chiari limiti nella capacità di tenere a mente informazioni e di lavorarci sopra, ma non sempre ne tengono conto.
  • Gli studenti che hanno difficoltà nella memoria di lavoro quasi sicuramente incontreranno difficoltà di apprendimento: se si tratta delle componenti fonologiche le difficoltà riguarderanno soprattutto lettura, scrittura e memorizzazione aritmetica, se si tratta delle componenti visuospaziali i problemi si noteranno in rappresentazioni matematiche, nel disegno, nella coordinazione visuomotoria, se si tratta delle componenti di controllo, problemi emergeranno nella comprensione del testo, nella espressione scritta, nel ragionamento matematico.
  • I limiti della Memoria di lavoro possono comunque essere affrontati sia con esercizi specifici, sia con strategie di aggiramento, sia con strategie esterne.

Mi limito a questi piccoli spunti, ma spero di avere suscitato un po’ di interesse e di curiosità in quei miei lettori che non hanno familiarità con questo concetto.

 

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