“Sei bellissima”

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L’ombra del senso di inadeguatezza si può combattere grazie a relazioni autentiche e non giudicanti
sei bellissima

Sei bellissima, il libro illustrato di Janna Carioli e Vittoria Facchini, è stato pubblicato quest’anno da Fatatrac e racconta la metaforica e intensa passeggiata di Lea verso la scuola.

Come l'ombra

 

La piccola protagonista ha un’ombra, la sua ombra, che la segue. Inizialmente è alta e sottile, proprio come Lea vorrebbe essere. E può diventare così, le dice l’ombra, è facile: «Basta mangiare una lisca di pesce, […] masticare dieci semi di cocomero ed è fatta». Ma l’ombra si ripresenta a Lea, questa volta morbida e rotonda, e Lea vorrebbe essere uguale a lei. Anche in questo caso, non è difficile trasformarsi: «Basta mangiare una teglia di melanzane, […] nove salsicce, dieci fette di melone ed è fatta». L’ombra continua ad aspettare Lea. Questa volta è filiforme, inconsistente, libera. Lea, quando la guarda, capisce di voler essere proprio in quel modo: «Basta mangiare un volteggio di aquilone, […] dieci fiocchi di nuvole ed è fatta».

La salvezza degli amici

 

Lea non vorrebbe più incontrare l’ombra, per questo esce di notte. Ma la luce della luna ecco che fa tornare l’ombra in agguato, questa volta gigantesca e guerriera. Proprio come Lea vorrebbe diventare. E del resto «Basta mangiare una collina, divorare due rotaie, […] bere l’Oceano Pacifico ed è fatta». Lea però non ne può più e cerca di scappare, però l’ombra la segue. Allora si butta in mare, ma non sa nuotare.
Saranno gli amici a salvarla: «Uno le prende un braccio, uno l’altro braccio, uno la tira per una gamba e assieme la riportano a riva». A quel punto l’ombra è sotto ai suoi piedi, vergognosa e invidiosa: «Vorrei essere bella come te», dice a Lea. «Non è difficile», le risponde quest’ultima, «Basta un sorriso, due parole gentili […] dieci amici che ti vogliono bene per quello che sei, ed è fatta».

Lo spettro della perfezione 

 

Il libro, con la calzante metafora dell’ombra, riesce a raccontare poeticamente i vissuti di tutti i bambini e le bambine (ma non solo) che si sentono costantemente inadeguati, “non abbastanza”, e che sono inseguiti dallo spettro della perfezione, del giudizio degli altri, della paura di non andare mai bene. Questi bambini purtroppo sono tanti, ma probabilmente si sentono inadeguate prima di tutto le loro famiglie, desiderose a loro volta di rispondere a un modello ideale che poco ha a che vedere con la sostanza effettiva della vita. Una sostanza che Lea ci insegna a ritrovare, e che rappresenta un nutrimento differente da tutti i vari cibi che la sua ombra le propone. Si tratta dell’amicizia, di mani che si tendono, di abbracci e coccole.

Relazioni autentiche che “curano”

 

Le relazioni autentiche e non giudicanti sono una cura per i disturbi alimentari (che il libro, pur non nominandoli, di certo “cita”) e anche per qualsiasi altro disagio psicologico che può accompagnare la crescita. È bene ricordarselo, soprattutto se si è coinvolti in percorsi educativi e relazioni d’aiuto con bambini, adolescenti e giovani adulti. Spesso ce ne dimentichiamo, convinti che i tecnicismi e i protocolli siano l’unica cosa che conta, quando innumerevoli evidenze hanno dimostrato che la fiducia e il senso di sicurezza dato da una relazione affettiva, in molti casi, fanno almeno la metà del risultato.
Sei bellissima fa venire in mente i toccanti versi del poeta salentino Angelo De Pascalis, che vorrei dedicare a Lea e a tutte le persone che, come lei, hanno bisogno di sentire di andare bene così come sono e proprio perché sono così, con i loro difetti, le loro idiosincrasie e i loro tanti inciampi: «Sei bella. / E non per quel filo di trucco. / Sei bella per quanta vita ti è passata addosso, / per i sogni che hai dentro / e che non conosco. […] Sei bella / e non importa che il mondo sappia, / sei bella davvero, / ma solo per chi ti sa guardare».

 

Leggi anche: "Sei bellissima", una lettura per sconfiggere insieme l'anoressia

 

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