Potenziare l’autostima nei bambini appartenenti allo spettro autistico

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Potenziare l’autostima nei bambini appartenenti allo spettro autistico

L’autostima è una dimensione emozionale molto importante in ambito scolastico. Alunni che partono da condizioni cognitive simili hanno facilità e velocità diverse nel raggiungere gli obiettivi, e questo potrebbe dipendere molto dal loro livello di autostima. Nei primi anni di scuola gli insegnanti sono in una posizione privilegiata per determinare il livello di autostima degli allievi.
Autismo supereroe

Immagine tratta dalla pagina facebook Autism Spectrum Disorder

Le mete realistiche

La stima di sé di un bambino dipende dai suoi pensieri, dalle sue aspettative e dal rapporto con l’ambiente circostante e quindi anche con noi adulti. Per aiutare gli allievi, in particolare quelli appartenenti allo spettro autistico, a potenziare la propria autostima, si può intervenire guidandoli a stabilire delle aspettative realistiche e a fissare degli obiettivi raggiungibili concretamente.

Quando ci rapportiamo a un bambino, insegniamogli che non siamo tutti uguali e che ognuno di noi ha delle capacità e delle difficoltà diverse. Per questa ragione non è utile confrontarsi con gli altri ma solo con se stessi, nel senso che un obiettivo ragionevole non è scrivere o imparare le prime operazioni matematiche come i compagni di classe, ma farlo meglio del mese precedente. Insegniamo quindi al bambino a confrontarsi con le sue prestazioni passate.

Uno dei metodi per fare questo è aiutarlo a utilizzare un dialogo interno efficace, cioè a parlare in maniera adeguata con se stesso. Quando commette un errore, infatti, potrebbe attivare nella sua mente un dialogo interno negativo che potrebbe abbassare irrimediabilmente la sua autostima.
Un bambino che sta imparando le somme e commette alcuni errori o non si ricorda il procedimento può dirsi (ad alta voce o interiormente) per esempio: “Ho sbagliato. Lo dicevo che sono poco intelligente. Avrò sempre difficoltà”. Aiutiamolo a modificare il suo dialogo in: “Ho imparato a contare, a riconoscere i numeri, adesso sto imparando a fare la somma. Faccio qualche errore ma può succedere. Rispetto a un mese fa ho imparato più cose sulla matematica”.

Sosteniamo il bambino a darsi delle autoistruzioni proponendoci noi come modello. Nel caso della somma, per esempio, sbagliamo di proposito l’operazione matematica e diciamo: “Ah! Ho sbagliato. Può succedere!” e ripetiamo ad alta voce il procedimento della somma attraverso istruzioni in prima persona.

Le opportunità di successo

Un modo per aumentare le opportunità di successo del bambino è rappresentato dal programmare alcune modifiche dell’ambiente. Usiamo, per esempio, strumenti in grado di compensare e quindi di facilitare l’apprendimento in presenza di difficoltà di esecuzione di compiti automatici derivanti da disturbi specifici, chiamati “strumenti compensativi”.

Immagine tratta da Autismo come e cosa fare con bambini e ragazzi a scuola

 

Apprendimento senza errori

Un altro metodo che aumenta le possibilità di raggiungere buoni risultati negli obiettivi didattici e comportamentali da parte del bambino è l’apprendimento senza errori. Si tratta di favorire l’apprendimento inserendo alcuni suggerimenti delle risposte esatte per poi attenuarli progressivamente.

Questo metodo si differenzia da quello per prove ed errori dove il bambino prova inizialmente a dare una risposta (a volte anche a caso) e se questa risposta è esatta viene premiato o rinforzato, altrimenti no. Se tutto va bene, i feedback positivi che noi gli restituiremo lo porteranno a dare sempre più risposte giuste. Non sempre, però, va in questo modo, soprattutto nel caso in cui il bambino ha delle difficoltà di apprendimento. Può succedere, quindi, che gli errori continuino a essere frequenti generando sia nel bambino che in noi stanchezza e frustrazione. Quello che possiamo fare in questo caso è, prima che dia la risposta sbagliata, suggerirgli la risposta giusta e premiarlo. Man mano che ripetiamo l’operazione diminuiamo l’aiuto e continuiamo a rinforzare le risposte giuste del bambino.

Tutto questo ha un impatto positivo sul livello di autostima, perché il bambino ha la possibilità di sperimentare continuamente un senso di autoefficacia.
 

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