L’accoglienza del bambino appartenente allo spettro autistico

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L’accoglienza del bambino appartenente allo spettro autistico

I primi giorni di scuola è importante fare attenzione a rassicurare gli allievi appartenenti allo spettro autistico perché l’ingresso o il ritorno in un ambiente diverso da quello abituale porta con sé un insieme di vissuti complessi, legati al distacco dai familiari e all’incontro con contesti e situazioni nuove.
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Fonte: www.societa.panorama.it

Il nuovo anno scolastico è appena iniziato. In questi primi giorni di scuola è importante fare particolare attenzione a rassicurare gli allievi appartenenti allo spettro autistico perché l’ingresso o il ritorno in un ambiente diverso da quello abituale porta con sé un insieme di vissuti complessi, legati al distacco dai familiari e all’incontro con contesti e situazioni nuove. È essenziale prestare ascolto e rispondere agli specifici bisogni dei bambini, per creare per loro un ambiente accogliente e di fiducia.

IL PRIMO INCONTRO

Prima di incontrare un allievo che non si conosce ancora è utile dedicare del tempo alla raccolta di informazioni su di lui (vedi la griglia di raccolta informazioni). Attraverso un atteggiamento empatico e rassicurante si possono porre alcune domande ai genitori, anche tramite un colloquio telefonico, riguardanti:

  • i giochi e/o i giocattoli preferiti dall'allievo;
  • i giochi e/o le attività che non ama;
  • le cose che gli fanno paura;
  • il tipo di comunicazione o il linguaggio che utilizza e che comprende;
  • le persone e gli atteggiamenti che preferisce;
  • i comportamenti particolari come fare del male a se stesso o a qualcuno, scappare, urlare ecc.

Le informazioni raccolte saranno utili per preparare un ambiente fisico e relazionale confortevole, adatto al bambino. 

Si può predisporre il primo incontro con lui in un luogo diverso dalla classe o in un angolo della classe. Sarebbe meglio organizzarlo prima dell’ingresso di tutti gli altri alunni (10/15 minuti) o dopo. È utile comunque predisporre un cantuccio con i giochi che a lui piacciono, mettendo su un tavolino le cose che sa fare (puzzle, incastri, schede di pregrafismo ecc.). Per rendere questo momento più rassicurante e familiare ci si può procurare, attraverso i genitori, gli stessi giocattoli o gli oggetti preferiti dall'allievo e posizionarli prima del suo arrivo sul tappetino o sul banco. L’obiettivo fondamentale di questo primo incontro è fare in modo che il bambino stia bene.

QUANDO IL BAMBINO RITORNA

L’accoglienza è importante naturalmente anche quando il primo giorno di scuola riguarda bambini già seguiti in precedenza. In questo caso sarebbe importante mantenere la stessa aula ed evitare di apportarvi vistose modifiche.

Si può predisporre un angolo gioco all’interno del quale accoglierlo appena arriva. In questo angolo si può collocare una scatola con dentro tutti quei giochi che il bambino sa fare e predilige, disegni e fotografie di lui con i suoi compagni realizzate in occasione di feste, gite o momenti che sono stati particolarmente significativi. Apriamo la scatola e tiriamo fuori uno ad uno questi oggetti, con un atteggiamento di sorpresa e attesa. Sul banco o nell’angolo del lavoro individuale si possono proporre ai bambini i compiti-gioco relativi alla motricità fine, alla percezione visiva, alla combinazione di forme, colori e immagini, preparati per lui gli anni precedenti e nei quali è riuscito facilmente. 

Alla fase di accoglienza seguirà l'osservazione del bambino che ci permetta di riconoscere cosa possiamo fare e come possiamo comunicare con lui, e di compilare la prima parte del Piano Educativo Individualizzato, quella relativa alla situazione di partenza. 

Se ne parlerà nel prossimo post di questo blog. 

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