Non amano leggere: che cosa posso fare?

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A scuola possiamo trovare bambini con difficoltà di decodifica, di comprensione del testo, di motivazione. Di Adriana Molin
libri lettura bambini leggere

 

Questa è la domanda da porci per riflettere sui bambini che non amano leggere o sembrano tali. È la loro traiettoria di sviluppo che ci chiama direttamente in causa: che cosa non funziona se il piacere di leggere viene meno proprio a scuola?

In prima istanza, dovremmo chiederci se non vi sia sottostante una difficoltà di decodifica. Leggere in modo rallentato e stentato produce un affaticamento mentale tale da abbandonare l’attività, non per mancanza di interesse e/o impegno ma per sovraccarico del sistema stesso. In seconda istanza, dovremmo chiederci se la comprensione del testo è assicurata. È ovvio che se sfugge il senso di ciò che si sta leggendo o si fatica a coglierne gli elementi significativi, non solo il significato globale è distorto ma, e soprattutto, non possono scattare interesse e piacere nella lettura. Infine, ma non ultimo per importanza, dovremmo chiederci se il ragazzo non vuole leggere in generale e se il rifiuto è legato ai testi antologici scolastici sui quali deve esercitarsi, pur avendo buone capacità di comprensione.

Sulle difficoltà di decodifica, molti passi avanti si sono fatti per superare il gap. Sulla comprensione del testo scritto, su cui poggia il processo di studio, per escludere difficoltà che compromettono il piacere stesso della lettura, useremo strumenti che consentono l’analisi delle abilità implicate, allo scopo di individuare quelle non sufficientemente sviluppate per leggere e comprendere in modo adeguato alle esigenze non solo scolastiche.

La motivazione


Infine, la condizione più complessa riguarda la motivazione a leggere e, precisamente, quei ragazzi che rifiutano di leggere adducendo i motivi più svariati. Questi ragazzi ci impongono un aggiramento del problema, centrato più sul “fare” che sul leggere per eseguire compiti.

Può essere un esempio organizzare un laboratorio di racconti per immagini. È indispensabile che tale proposta sia finalizzata alla produzione di qualcosa di tangibile: un racconto animato da proiettare in classe in cui immagini e testo siano integrati, per esempio. Per produrre il racconto saranno indispensabili una discussione per la scelta del topic da sviluppare e un intenso lavoro di ricerca e analisi di testi necessari alla progettazione e realizzazione del racconto stesso. I ragazzi potranno così percepire lo scopo e la riuscita dell’attività svolta. Imparare a produrre qualcosa di bello, interessante per sé e per i compagni, qualcosa di apprezzabile sarà la molla che aiuta ad andare oltre le attese legate tradizionalmente all’attività scolastica. Ciò è rilevante per tutti ovviamente, ma in particolare per chi spesso, per le sue problematiche comportamentali, emotive e scolastiche, si trova in una condizione di disagio, disinteresse per una conoscenza di cui al momento non riesce a comprenderne lo scopo, e prova un malessere che potrebbe acutizzarsi in età preadolescenziale, l’età della metamorfosi e delle nuove modalità di pensarsi e guardare il mondo che ci circonda.
 

Per saperne di più

Per la verifica delle abilità di comprensione del testo scritto: Nuove prove di lettura MT, Giunti Editore; per un intervento centrato sui processi implicati nella comprensione del testo: Nuova guida alla comprensione del testo,

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