Comprendere: il filo conduttore dell’attività didattica

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Comprendere: il filo conduttore dell’attività didattica

La comprensione del testo è un’abilità che si costruisce e si affina con l’esperienza di lettore e ascoltatore. Di Adriana Molin 
libri libreria

 

Potrebbe un lettore immedesimarsi nei personaggi di un racconto ed entrare nel loro modo di sentire se non ci fosse una profonda comprensione del testo? Potrebbe ragionare e integrare, ampliandole, le informazioni provenienti dal testo se non avesse un ruolo attivo mentre legge? E ancora, proverebbe piacere e voglia di continuare a leggere se il testo non avesse sollecitato la sua curiosità? Comprendere in modo approfondito il testo, allora, è il filo conduttore che dovrebbe guidare la nostra attività di docenti nel perseguimento degli obiettivi scolastici.

La comprensione del testo è un’abilità che si costruisce e si affina con l’esperienza di lettore e ascoltatore. E’ come risolvere un indovinello perché chiede al lettore di interpretare le informazioni provenienti dal testo integrandole con le conoscenze possedute allo scopo di costruire un modello mentale del testo, coerente e organizzato. Non sono sufficienti lettura fluida e abilità linguistiche per una buona comprensione, poiché sono altrettanto necessari abilità di natura visuo-spaziale e metacognitiva. Queste ultime, poi, permettono un continuo monitoraggio dell’attività di lettura (sto comprendendo?), e guidano nella scelta di ipotesi interpretative, strategie di lettura adatte allo scopo del lettore (leggo per informarmi) e, soprattutto, consentono una sintesi critica del testo letto, riferita al proprio bagaglio culturale.

Sono gli obiettivi di natura complessa e strategica quelli che dovrebbero guidarci nell’attività didattica sulla lettura. E ciò perché la tendenza del lettore è quella di risolvere automaticamente incongruenze o ambiguità, previlegiando interpretazioni semplificate e abituali del testo, a volte travisandolo o non cogliendo spunti insoliti o rari. L’attività, quindi, oltre a promuovere l’uso di strategie differenziate, dovrebbe volgersi a sviluppare attenzioni interpretative e sensibilità al testo che potrebbero in modo implicito originare tracce impreviste, interessanti e stimolanti per chi legge. Potenziare, quindi, il riconoscimento di passi che aprono orizzonti, o che sono contradditori e/o ambigui, per rifletterci e scoprirne il senso significa non solo comprendere bene il testo, ma anche saperlo usare per un arricchimento personale. La ricerca di senso, ovviamente, talvolta si deve fermare facendo ammettere al lettore che il passo è oscuro e/o inintelligibile per lui. Questa capacità di modulare il processo va implementata fin dalla scuola primaria affinché il bambino, nel suo processo di crescita, diventi un lettore strategico, che decide liberamente di leggere o non leggere un testo ma con la consapevolezza del perché lo abbandona, se lo ha compreso o no, se stimola interessi o no, e, infine, se lo affascina o no. Perché il lettore di ogni età, in fondo in fondo, vuole essere rapito da ciò che legge: sensi, cuore, intelligenza uniti nella dimensione dell’immaginazione. E sono proprio i testi più complessi e articolati quelli che aiutano in questo senso. 

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