Il senso educativo delle routine

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Mantenere il tempo della giornata scandito dalle routine quotidiane risulterà d’aiuto non solo alla famiglia ma agevolerà il bambino nel momento del rientro nei servizi educativi. Anche in questo caso si crea una continuità tra nido e famiglia. Di Michela Romano e Luciana Bianchini

Nei servizi all’infanzia, il progetto educativo ha al centro il bambino e i suoi bisogni evolutivi. In un ambiente di vita strutturato e attraverso uno stile educativo connotato da disponibilità e accoglienza, da attenzione e cura, egli ha modo di crescere e diventare autonomo. La giornata al nido si costruisce lungo il ripetersi ogni giorno di routine ad alto valore formativo ed affettivo. Questi momenti ricorsivi sono molto importanti, non solo perché rispondono ai bisogni fisiologici del bambino (pranzo, cambio, sonno), ma possiedono una valenza importante di organizzazione e di orientamento rispetto ai tempi e al succedersi delle diverse situazioni nella giornata al nido; inoltre, potenziano molte competenze di tipo personale (aumenta la sicurezza e la fiducia in sé stessi), comunicativo, espressivo, cognitivo. La scelta dei servizi educativi è quella di promuovere un modello educativo che punta sulla partecipazione attiva dei bambini nei vari momenti di vita quotidiana, incoraggiandoli e sollecitandoli alle buone pratiche.

 

A che servono le routine?

L’educazione comincia alla nascita ed è cruciale nel periodo dai 0 ai 6 anni, Maria Montessori, all’interno della sua opera Il segreto dell’infanzia, pose molta attenzione a quello che definisce il periodo sensitivo dell’ordine, non solo per quanto concerne l’ambiente esterno, ma anche riguardo l’esecuzione di procedure, la scansione dei tempi e l’organizzazione delle giornate nei servizi educativi.

L’ordine nell’ambiente e nelle routine giornaliere permette al bambino di orientarsi a livello spaziale, relazionale e temporale, sviluppando quella sicurezza interna necessaria per agire nel mondo. Nei servizi all’infanzia, l’educatore predispone l’organizzazione delle attività di cura nell’ottica dell’autonomia, creando quelle condizioni perché il bambino possa imparare a fare da sé, a coniugare l’azione con il pensiero “Oggi faccio io” e il pensiero con l’emozione “Ce l’ho fatta!”: il bambino costruisce quel pensiero operativo che sostiene il sentimento della sua efficacia personale e della propria realizzazione personale, nella condivisione del lavoro con i compagni.

In questo periodo con i tempi dilatati dentro casa e con l’assenza delle uscite all’esterno trascorrere il tempo dietro a questi compiti, che Maria Montessori definì “attività di vita pratica”, è molto vantaggioso per tutti. Instaurare delle routine, ridefinendo modi e ritmi sulle capacità del bambino, è importante per svariate ragioni:

  • aiuta il bambino a capire cosa sta per accadere nei vari momenti della giornata, stimolando l’autonomia;
  • genera sicurezza interiore;
  • facilita le transizioni tra un momento e l’altro della giornata;
  • permette alla “mente assorbente” del bambino di costruire un certo ordine;
  • permette al bambino di orientarsi.

Anche nel gioco svilupperà la capacità di autogestione se viene dato spazio a questa sua voglia di provare a fare da solo. Sarà quindi importante anche in casa prevedere un angolino tutto suo, dove si possa sentire a suo agio con giochi e oggetti di sua proprietà, dove si possa isolare e provare ad iniziare a scoprire il piacere di giocare da solo. Così l’autonomia crescerà e rappresenterà un trampolino di lancio nel faticoso rientro al nido e in particolare se coincide con il passaggio ad una nuova scuola, dove le richieste saranno più esigenti e le attese dei risultati più alte.

 

Perché parlarne

Abbiamo pensato, come educatori, che poteva essere un messaggio di sostegno ai genitori in un momento come questo che stiamo vivendo. Quindi, non è solo importante per l’autonomia del bambino ma anche per dare più respiro ai genitori e per organizzare al meglio le lunghe giornate che si trovano a trascorrere insieme. Un tempo preziosissimo non dimentichiamolo, ma che va gestito e organizzato per il benessere dei bambini e dei genitori. Le routine diventano una costante. Al nido come a casa e a casa come al nido ritroveranno questi momenti che scandiscono la giornata restituendo sicurezza e fiducia al bambino. Mantenere il tempo della giornata scandito dalle routine quotidiane risulterà d’aiuto non solo alla famiglia ma agevolerà il bambino nel momento del rientro nei servizi educativi. Anche in questo caso si crea una continuità tra nido e famiglia.

 

Cosa fare? Alcuni suggerimenti per i genitori


Per rendere più consapevole il bambino della sequenza delle azioni che ogni routine giornaliera porta con sé è possibile ricorrere all’aiuto offerto dagli albi illustrati. I libri dotati di immagini chiare e semplici, possono essere di supporto e dunque oltre a trascorrere un momento piacevole insieme a loro, possono stimolarli nell’acquisire e rafforzare le proprie esperienze.

Naturalmente, ogni famiglia avrà il suo sistema di routine su misura delle proprie abitudini e necessità. Di certo gli impegni quotidiani possono risultare un ostacolo, ma è bene sapere che ciò che conta non è l’orario e la successione di questi momenti bensì essere continui nella loro attuazione. Queste abilità si imparano solo nella ripetizione, inizialmente il risultato può essere molto approssimativo ma importante è rassicurarlo e continuare ad offrire opportunità di mettersi in gioco. Diventare capace nelle azioni non è frutto di un addestramento severo, quanto di una maturazione interna che passa attraverso un ambiente adeguatamente preparato, un costante aiuto dato dall’adulto e da una attenta scelta degli oggetti messi a disposizione. Infine, per aiutare il bambino ad interiorizzare lo schema delle routine, può risultare utile offrire un altro tipo di supporto visivo, attraverso delle targhette che mostrano le varie attività giornaliere, es.: alzarsi, lavarsi, fare colazione, vestirsi ecc. Queste possono andare a costituire il diario della sua giornata oppure, essere inserite su di un pannello e contrassegnate una volta eseguite.

 

Conclusioni


I servizi educativi sono luoghi di esperienze pratiche e di relazioni che fanno crescere e diventare “grandi”. Questo cammino evolutivo carico di tutta una densità di implicazioni affettive che si porta dietro, la famiglia lo condivideva con il nido, ora si è trovata sola. Supportare i genitori in difficoltà, aiutarli a capire meglio il percorso impegnativo che il loro figlio sta compiendo, suggerendo strategie di sostegno, incoraggiandoli ad attendere con rispetto e fiducia che ogni bambino superi le fasi di sviluppo nei tempi e modi che lo caratterizzano.

Far sì che i bambini svolgano da soli gran parte delle attività  (quando possibile, ovviamente) aiuta a farli maturare e a renderli responsabili. Il senso di una maggior indipendenza, del piacere della scoperta, dell’apertura verso il nuovo, dello scambio reciproco vanno a vantaggio di una crescita psicologica armoniosa.

È necessario che i genitori trovino il modo giusto per sostenere i propri figli, che siano bambini o adolescenti, per favorire il ritorno ad una quotidianità fatta di scuola, di “impegni” e di richieste oltre, a promuovere una nuova alleanza familiare.

 

Bibliografia

  1. Montessori, il segreto dell’infanzia, Garzanti.
  2. Montessori, Educazione alla libertà, Mondadori.

 

Di seguito vi proponiamo una serie di libri che hanno come tema l’autonomia dei bambini. Adatta a grandi e piccini.

Alemagna B., Che cos’è un bambino, Topopittori.

Amant, Anna si lava i denti, Clavis

Amant, Anna impara a usare il water, Clavis

Amant, Anna dorme senza ciuccio, Clavis

Amant, Non si dorme, Anna!, Clavis

Amant, Non si picchia Anna!, Clavis

Ashbe J., A più tardi, Babalibri.

Bordet-Petillon S. e Nille P., Imparo a fare da solo, Turbillon

Brezovec C. J. e Corson K., Faccio da sola!, Clavis.

Cavallaro F. e Paglia I., E’ bello sentirsi grande, Arka

Costa N., Una giornata di Giulio coniglio, Franco Cosimo Panini.

Del Gobbo L., Dai, faccio io, Lapis.

Kathleen A., A nanna con Gugo, Clavis.

Marlow L. e Stewart A., Passo dopo passo, Valentina edizioni.

Maudet M., Io vado!, Babalibri.

Mack, Riprova! ce la farai!, Clavis.

Oud P., Luca usa il vasino, Clavis.

Pirrone F., Il piccolo libro della gentilezza, Clavis.

Sepulveda L., La gabbianella e il gatto, Guanda.

Simon J., Un piccolo passo, Zoolibri.

Tessaro G., Il fatto è, Lapis.

Trzpil M. F., Roarrr! ruggiti pericolosi, Sinnos.

Villemin C. N., Il ciuccio di Nina, Il Castoro.

Yoshitake S., Non si toglie!, Salani.

17 Aprile 2020

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