"Facciamo finta che...": il gioco libero nel bambino

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"Facciamo finta che...": il gioco libero nel bambino

Il gioco libero e non strutturato è fondamentale per lo sviluppo neurologico del bambino; per sviluppare competenze sociali, risolvere difficoltà, elaborare esperienze.  

Per un bambino non c'è niente di più “serio” e coinvolgente del gioco. Il bambino giocando trasforma la realtà, la reinventa, creando un mondo immaginario che riflette le sue fantasie, i suoi desideri, le sue emozioni e le sue paure.
Il gioco del bambino deve svolgersi in piena libertà e va rispettato. Ovviamente il bambino non vorrebbe mai smettere e spesso è così assorto che “non ascolta” i richiami del genitore.
Per i bambino il gioco non è solo piacere o divertimento ma un vero e proprio lavoro che sviluppa le sue capacità intellettuali.

Libero corso all'immaginazione

E' fondamentale permettere al bambino di dare libero corso alla sua immaginazione perchè il gioco diventa una valvola di sfogo per tutte le ansie le paure e le frustrazioni che si presentano nel corso della sua crescita.
Nel “fare finta che” il bambino diventa regista e attore in un continuo scambio delle parti che gli permette di dominare e trasformare la propria realtà.
Lo psicanalista Bruno Bettelheim scrive:

Tutti i bambini incontrano ogni giorno difficoltà che ai loro occhi si presentano come problemi di vita. Agendoli nel gioco il bambino può riuscire a far fronte passo passo a problemi di grande complessità.

Ed ecco che “far scontrare le macchinine” diventa un modo per sfogare la propria rabbia...

Gioco tra pari

Il gioco getta le basi per la socializzazione e favorisce l'acquisizione di nuove abilità.
Il gioco tra bambini della stessa età permette di imparare i ritmi della reciprocità: quando dominare e quando cedere.
Nel secondo anno il bambino impara dagli altri bambini per imitazione.
Il gioco è PARALLELO, giocano fianco a fianco e sembrano non guardarsi mai; in realtà vengono messe in atto intere sequenze di gioco imitandosi e imparando nuove abilità.

Primi amici

L'incontro con i coetanei per un bambino è spesso difficile. I bambini sono egocentrici e non riescono ancora ad adattarsi alle esigenze dell'altro come avviene invece con l'adulto che si adegua alle sue richieste ed esegue i suoi comandi “io ti sparo e tu muori!”; al contrario vogliono dirigere i gioco o fare ciò che gli viene in mente in quel momento.
Sono però queste piccole frustrazioni che permettono al bambino di iniziare a cercare mediazioni imparando il gioco delle relazioni.
Per favorire il gioco con i coetanei è importante creare una abitudine negli incontri frequentando sempre lo stesso luogo e gli stessi bambini dove possa scegliere i propri amici.
In queste dinamiche il genitore dovrebbe cercare di non intervenire in alcun modo perchè i rapporti possano nascere in modo spontaneo e non forzato.

Momenti di isolamento

E' possibile che un bambino preferisca stare ogni tanto da solo isolandosi dal gruppo e magari sfogliando un libro o giocando con le costruzioni. Per questi bambini è un piacere crearsi un angolino privato per seguire le proprie fantasie e la propria immaginazione per poi ributtarsi nel gioco con i compagni magari con nuove proposte.
E' molto importante non etichettare questi bambini come “timidi” o “poco socievoli” ma va anzi apprezzata la loro confidenza con la solitudine che spesso invece fa paura agli adulti e rifiutata.

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