“Fammi giocare solo per gioco”

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Per la giornata dei diritti dei bambini vogliamo soffermarci sul diritto al gioco, che ci coinvolge come educatori. Di Anna Lia Galardini

Nella giornata dei diritti dei bambini ci piace soffermarci sul diritto al gioco, perché in quanto educatori ci coinvolge con precise responsabilità. Il gioco ha un ruolo decisivo per la buona crescita del bambino, rappresenta “il suo modo peculiare di stare al mondo”.
I bambini usano il gioco per comprendere il mondo, per esplorare i ruoli sociali, per alimentare il pensiero creativo, per esprimere l’affettività. Nel gioco imparano a superare le difficoltà, esercitano la tenacia e la perseveranza, si impadroniscono delle regole, sperimentano l’amicizia e il confronto con gli altri.

Eppure le statistiche ci dicono che i bambini oggi giocano poco, giocano in casa, giocano soli, ci dicono anche che spesso fanno i conti con una presenza intrusiva degli adulti. Da ciò la nostra responsabilità di educatori nel sottolineare il diritto al gioco.
 

Per giocare i bambini hanno bisogno di spazio, diverso dalla camera dei giochi, di uno spazio libero dove si possa agire con il corpo e con la mente. Hanno bisogno di tempi vuoti, lenti e lunghi per sperimentare, esprimere i propri vissuti, fantasticare.

Gli atteggiamenti dei genitori hanno una grande influenza sui bambini, ma non è necessario giocare con loro, è importante dare valore e riconoscimento emotivo alle attività ludiche.
Certo è una sfida per i genitori resistere alle sirene consumistiche, orientate alla sovrabbondanza di giocattoli che addormentano del desiderio di gioco, come per gli educatori essere davvero capaci di fare del gioco una dimensione importante nella quotidianità del nido e della scuola.
Il questa giornata ci vogliamo prendere insieme la responsabilità di riconoscere il gioco come condotta vitale per il bambino.


 

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