Costruire giocattoli sonori

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La magia e lo stupore dei bambini per il suono ricavato da materiali poveri: ce la racconta Giorgio Minardi, animatore musicale, esperto nella costruzione di oggetti sonori. Di Cecilia Pizzorno. 

Giorgio Minardi è un animatore musicale di Ravenna, esperto nella costruzione di oggetti sonori con materiale povero.

Raccontaci la tua esperienza in questo campo.

Da molti anni svolgo laboratori musicali con i bambini e tutte le volte che propongo attività di costruzione di oggetti sonori con materiali di riciclo riscontro sempre grande entusiasmo e interesse.
Credo che questo sia dovuto principalmente ad un fattore: la magia e lo stupore per il suono ricavato da materiali poveri e normalmente non utilizzati con questo scopo.
Quando il bambino ad esempio soffia in un tubo apparentemente inerte e senza alcuna attrattiva e sente uscire un suono, in quel momento il suo sguardo si riempie di stupore, la sorpresa è tale che vuole subito provare e riprovare per vedere se accade ancora.
L’oggetto ha preso vita, la magia è avvenuta e il bambino ne è l’artefice, è colui che l’ha fatta avvenire, con il suo fiato, con le sue dita o col suo gesto.
Come afferma Sachs nel suo famoso libro sull’origine degli strumenti musicali: “ Il suono, invisibile e inafferrabile, è più forte d’ogni altra qualità magica.” (Sachs C., Storia degli strumenti musicali, Milano, Mondadori, 1980, p. 29). 

Oltre a trovare il consenso dei bambini, questo tipo di attività presenta numerosi aspetti positivi:
-favorisce lo sviluppo della manualità;
-offre un momento di condivisione fra adulto e bambino;
-stimola la collaborazione e l’aiuto reciproco fra bambini;
- incentiva un uso creativo di materiali poveri.

Qual è la differenza fra oggetti e giocattoli sonori?

In questi anni di esperienza sul campo ho dato sempre più spazio alla decorazione degli oggetti realizzati con i bambini, ed è questa particolarità che ha prodotto il passaggio dall’oggetto al giocattolo sonoro.
Trasformando, infatti, i semplici oggetti in animali, personaggi, macchinine, ecc…, si ottiene un arricchimento della loro funzione ludica che apporta un grande valore aggiunto al risultato finale.
I giocattoli nati per creare suoni diventano anche altro e offrono al bambino più possibilità di interazione con esso; ora sono giocattoli che possono anche emettere un suono ma non solo.
Ho raccolto alcuni esempi di questi giocattoli sonori in un libretto autoprodotto “Costruire giocattoli sonori e come utilizzarli” realizzato insieme a Sara Maioli, scenografa teatrale che ha sviluppato l’aspetto legato alle decorazioni.
Si tratta di lavori molto semplici da realizzare e che non richiedono l’utilizzo di particolari attrezzi di falegnameria, facili e veloci da costruire anche in più esemplari.
Nessuno di essi è stato inventato da noi, sono stati appresi dalla lettura di libri o “sul campo” da chi in precedenza li aveva ideati o imparati a sua volta da qualcun altro, attraverso un passaggio di consegne fra maestro e allievo tipico delle botteghe artigiane di un tempo. In alcuni casi sono stati apportati caso mai solo piccoli aggiustamenti, modifiche e personalizzazioni.

Una volta costruiti i giocattoli sonori che attività si possono realizzare?

Oltre all’effetto sonoro e rumoristico, con i giocattoli sonori si possono anche svolgere attività più strutturate come sonorizzare filastrocche, storie e canzoni o creare paesaggi sonori.
Alcuni esempi di queste attività si trovano nella pagina facebook e nel canale youtube di
Giocattoli sonori.

Per saperne di più

Per avere informazioni sul libro scrivere a: giocattolisonori@gmail.com

 

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