Percorrere insieme le esperienze

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [TPZ3I4M7] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [P6WMXKBH] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [Z77MDYIX] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => it
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3
Quali contesti è necessario mettere a disposizione dei bambini? Quanti e quali materiali di gioco e di scoperta? 

L’ambientamento è concluso e gli educatori si accingono ad ipotizzare percorsi di esperienza. La necessità di prestare un ascolto autentico nei confronti dei bambini e uno sguardo attento verso le opportunità che loro ci suggeriscono, rappresentano i due cardini su cui poggiare una buona progettazione che si occupa principalmente di offrire delle opportunità allontanandosi dalla logica del raggiungimento di un risultato o di un prodotto. Ci troviamo di fronte alla necessità di saper provocare le preziose occasioni di sviluppo attraverso una continua, evolutiva, dinamica e a volte sorprendente, ricerca di oggetti, materiali e giochi. Saper sapientemente organizzare gli spazi e selezionare, collocare e predisporre i materiali e i giochi è un impegno quotidiano a cui sono chiamati gli educatori perché solo così riusciamo a rispondere in maniera costruttiva ai bisogni di sviluppo dei bambini, ai loro desideri di scoperta e di esplorazione, al loro desiderio di conoscere.

Una delle sfide più grandi per gli educatori è dunque quella di uscire dalle proposte stereotipate e preconfezionate, e ricercare quei particolari e quei dettagli che possono evocare un gioco: un gioco che rimanda alla quotidianità, che suggerisce le trame, che chiama alla curiosità di indagare, di stare in relazione con l’altro, di indagare il pensiero. Dobbiamo domandarci se gli oggetti presenti per il gioco assecondano il naturale comportamento ludico dei bambini, se li incoraggiano a fare progetti, se danno luogo a percorsi e opportunità inaspettate. In questa dimensione assume un valore centrale il materiale naturale e di semplice uso quotidiano che si presta ai possibili usi e trasformazioni reali e fantastiche dei bambini e che permettono loro di provare davvero, di fare, di costruire, ma anche di disfare con tutte le possibili evoluzioni personali.

Sono allora necessarie sia la quantità che la qualità dei materiali e dei giochi con una giusta dose di familiarità e provocazione; accessibilità e sfida; conoscenza e impertinenza il tutto ponderato, selezionato e organizzato in una dimensione armoniosa che apre all’inatteso e alla meraviglia. Ecco cosa dovrà guidarci: il modo con cui i bambini prestano attenzione ai dettagli, lo stupore nelle loro scoperte, l’attenzione alle piccole cose che incontrano, il tempo disteso e concentrato che viene dedicato all’esplorazione di un oggetto, la ricerca del perché accadono le cose, l’immaginazione che accompagna i loro giochi e la creatività con cui si relazionano con le cose e con il mondo. Solo così daremo il giusto riconoscimento alla pluralità dei linguaggi propria dei bambini che da vita ad una ricchezza dei possibili itinerari di scoperta che può nutrire la professionalità di in una prospettiva costituita prima di tutto di continui rilanci. In fondo capita spesso che siano i bambini a dovere spiegare le cose agli adulti…

“Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre eternamente costretti a spiegar loro le cose”.
Antoine de Saint Exupery

 

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola