Atelier e laboratori al nido, per dare spazio all'immaginazione

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Atelier e laboratori al nido, per dare spazio all'immaginazione

Contesti di gioco e di apprendimento: come progettare le esperienze? Qualche proposta per attrezzare gli spazi e scegliere i materiali. Di Sabrina Gori. 

I bambini sono piacevolmente disponibili a investire il loro tempo in giochi o attività che possono prevedere un loro attivo coinvolgimento fatto di scoperta, nuove opportunità, sfide e relazioni. Il laboratorio si presenta come luogo per eccellenza per mettere i bambini in contatto con linguaggi diversi che tengono insieme: attività sensoriali, tattili, percettive, corporee, espressive. Aattività che si presentano sempre come particolarmente affascinanti e alimentano curiosità e interesse. Il tempo passato in laboratorio è spesso un tempo intriso di pensieri e azioni. La domanda che spesso ci poniamo è: come attrezzare questi spazi affinché si possano mettere in dialogo ambiti diversi del gioco, lasciando i bambini liberi di esprimersi?

Attrezzare gli spazi

Partiamo da cosa non può mancare negli spazi adibiti alle esperienze, siano essi angoli attrezzati per le attività, oppure veri e propri atelier. Gli scaffali che arredano lo spazio, meglio se a giorno, sono organizzati con i materiali di diversa natura, sono presenti alcuni oggetti utili alle attività e non mancano gli strumenti di uso ed i supporti di vario genere. Sono gli educatori che possono decidere se mettere a disposizione gli oggetti che ritengono possano stare alla portata dei bambini e che possano creare delle connessioni di gioco. Per questa ragione è necessario che siano presenti anche mobili contenitore per i materiali che prevedono un utilizzo con la supervisione degli adulti. Non mancano i cavalletti della pittura che possono essere sostituiti anche da rotoli di carta appesi ad un rullo al muro; le mensole ed i piani di appoggio. Non possono mancare i tavoli, vasche per i travasi e carrelli attrezzati. I materiali sono collocati in modo da presentarsi come facilmente visibili e riconoscibili per i loro usi orientando da subito i bambini nelle possibilità del fare. Particolare attenzione viene data all’accessibilità da parte dei bambini ai materiali che si presentano ordinati e classificati per tipologia. Pigne, tappi, conchiglie… farina, sabbia, sementa … rulli, pennelli, spugne, mattarelli... imbuti, colini, bottiglie, vasetti … tubi di cartone, forassite, rondelle, cubi di legno… giornali, carta, cartone…. Stoffe, trine, lana, fili, … foglie, legni, frutti.
Come sostenere l’esperienza? In uno scaffale è necessario che possano esserci materiali che suggeriscono delle connessioni e possono dare luogo a giochi interessanti, spesso investiti dai pensieri dei bambini in modo del tutto inaspettato. Possiamo prestare attenzione alla possibilità di dare ai bambini piani per il gioco: dovremo allora prevedere, vicino allo scaffale dei materiali, piani dove poter giocare e fare esperienza trasferendoci ciò che può utile al gioco. I piani di appoggio possono essere i tavoli, ma possono andare bene anche piccole pedane o tappeti che rispondono comunque al bisogno di contenere e definire lo spazio. Un’altra attenzione possiamo darla ai supporti su cui si gioca: quando proponiamo un’attività e diamo ai bambini un pezzo di creta, argilla o pasta da manipolazione potrebbe essere proposta su una base che può essere una tavoletta di legno, una cornice, un pezzo di plastica dura, un plexiglass: tutti supporti utili a creare suggestioni per ispirare la creatività.

  

Quali materiali?

Sarebbe opportuno prediligere gli strumenti di uso comune che richiamano la realtà: utensili, mestoli, frullini, macinini per il caffè, fruste a mano, contenitori di varie dimensioni. Tutti gli oggetti di uso comune si prestano a richiamare gli interessi dei bambini e possono anche stimolare il gioco simbolico richiamando la quotidianità e favorendo la narrazione dei pensieri. I materiali destrutturati e naturali risultano essere particolarmente preziosi nel creare connessioni tra linguaggi diversi; si prestano facilmente a varie combinazioni suggerendo domande, interrogativi, scoperte che prevedono un investimento attivo da parte del bambino. In queste esperienze spesso il gesto si combina alla parola, le sperimentazioni grafiche danno luogo ai racconti, i materiali si assemblano e diventano costruzioni, gli oggetti si trasformano in strumenti di suono e così via.

  

Curiosità e immaginazione

In laboratorio dunque si deve assecondare un gioco libero che inviti tutti a guardare in maniera diversa alle esperienze strutturate, dando spazio alla possibilità dei bambini di incuriosirsi spontaneamente attraverso la ricerca di ciò che risulta interessante, che coinvolge attivamente e che spinge a provare e riprovare, a costruire ipotesi intervenendo sugli oggetti con immaginazione e creatività, dove l’obiettivo rimane la possibilità di creare forme diverse, pensieri liberi e occasioni ricche di apprendimento.

“Gli atelier: luoghi dove le mani dei bambini anziché annoiarsi possono con grande allegria riconversare con la mente”.
Loris Malaguzzi

  

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