Oltre i confini delle discipline

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Giochi linguistici, animali geometrici, ventagli e macchie di colore... Creatività e arte nelle attività quotidiane in classe. Di M. Concetta Messina 

Concetta Messina  ventaglietti1 (2)

Anche a scuola a volte capita di “stupirsi con effetti speciali”. Quando ho bisogno di farlo, so con certezza che maestra Aurora non mi deluderà.
Quattro anni fa maestra Aurora, dopo aver lasciato una quinta, mi pregò con veemenza di non chiederle di cambiare disciplina e di consentirle il continuare ad insegnare matematica anche nella sua nuova prima. Da allora è stata capace di scardinare in me una certa prospettiva stereotipata sulle discipline.
Appena si entra nella sua aula, che ormai ospita una quarta, si viene immersi in una giungla di animali geometrici parlanti accompagnati da strani insetti dalle disparate fogge e si assiste ad un balletto di tutù variopinti e plissettati che aleggiano leggiadri per l’aere. Tutto avrei pensato, prima, tranne che una tale profusione di creatività potesse scaturire dallo studio dei numeri e della geometria in classe.

 

Matematica e non solo...

Invece questo è quello che Aurora fa ancora tutti i giorni con rinnovati amore e passione. Prima che i bambini conoscano i numeri, propone loro sudoku alla frutta di stagione che allenano la mente al ragionamento, e quando arriva al concetto di decina allestisce per tutti un braccialetto di bottoni che funge da abaco “a portata di mano” (è talmente versatile che può essere confezionato anche per la festa della mamma). Siccome tutto questo mi incuriosisce non poco, mi faccio spiegare che i ventaglietti colorati servono a rafforzare il concetto di “angolo” e che le figure sinuose chiamate “nomostri”, questo sono i bambini stessi a dirmelo, non sono altro che creazioni nate dalla scrittura in simmetria, del nome in corsivo di ciascuno di loro. (Nome+Mostro=Nomostro)
Sempre la simmetria produce macchie cromatiche alle quali vengono attribuiti nomi e caratteri e la conoscenza delle prime forme geometriche passa attraverso l’invenzione di animali fantastici. Il tutto è sempre accompagnato, è necessario dirlo, da giochi di lingua e filastrocche che rendono vive queste invenzioni.

  
 

Intrecci di linguaggi e menti libere

La conoscenza di Aurora mi ha consentito di riflettere su quanto siano versatili le discipline, anche quelle più apparentemente rigide come la matematica, e su quanto siano affascinanti gli intrecci di linguaggi e contenuti capaci di rendere molto più motivanti ed incisive le attività scolastiche. In un momento in cui la scuola primaria rischia di tendere verso una sorta di “compartimentazione” e “parcellizzazione” eccessiva dei saperi, (manifesta nel numero dei volumi scolastici di cui dispone ciascun alunno: a volte più di uno per materia), l’insegnamento di maestra Aurora mi sembra veramente importante e controcorrente al punto giusto.
Pur salvaguardando la specificità di ogni disciplina e lo statuto epistemologico di ciascuna, il fatto infine che siano proprio elementi quali il gioco, la fantasia e l’arte a romperne gli argini e a tracciarne profili più flessibili, ci fa auspicare la formazione di menti coraggiosamente libere, divergenti e critiche.
È ora che chieda ad Aurora di fare italiano: è più pronta di quanto non creda.

 
 

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