Progettare insieme gli spazi

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I bambini di una scuola di Firenze hanno ripensato il cortile insieme con l’insegnante. Hanno coinvolto genitori, esperti, il Comune. Ora il cortile è uno spazio di autentica ri-creazione, con un bell’albero al centro. Ecco la buona pratica messa in vetrina da Barbara Manconi su “La Vita Scolastica” di febbraio

Ri-crezione (1)

Il cortile di una scuola usato come parcheggio, i bambini che passano la ricreazione in classe e poi… un’idea! Perché non invitarli a pensare ad un uso diverso per quello spazio così triste? Ma non come mero esercizio scolastico di scrittura di un testo: proprio con lo scopo di agire su quella realtà e trasformarla davvero. I bambini della scuola "Villani" (I.C. “Puccini” – Firenze) hanno cominciato così a tirar fuori idee attraverso un brainstorming condotto dalle insegnanti su questi tre aspetti: l’attività che avrebbero voluto svolgere in quello spazio, gli elementi naturali che vi avrebbero voluto inserire e gli spazi che avrebbero voluto delineare.

Da queste riflessioni sono nati i disegni, le planimetrie e i plastici che sono stati utilizzati per presentare il progetto al quartiere. Dall’analisi dei disegni sono emerse varie proposte: il cortile come spazio in cui gareggiare ma anche dove esibirsi come in una specie di teatro, un luogo dove rilassarsi passeggiando, leggendo o dove ritirarsi come in una sorta di pensatoio riparato. A questo punto il progetto non poteva che aprirsi al territorio: è stato sensibilizzato il quartiere che ha partecipato con entusiasmo alla raccolta fondi (Giugno 2015): un mercatino di fine anno con esposizione del progetto e raccolta di donazioni che hanno permesso l’acquisto dei materiali. A luglio è partita la realizzazione e sono apparsi i colori ed una campana disegnata a terra.

A settembre sono arrivate le strutture in legno e finalmente a ottobre c’è stata l’inaugurazione. Il merito della realizzazione va all’insegnante Alessia Scarponi, esperta in psicologia, che ha dato l’avvio, ai docenti e ai rappresentanti dei genitori che hanno messo in campo tutte le loro energie ma anche al contributo di Francesco Berni, urbanista presso l’Università di Firenze che ha proposto soluzioni a basso costo coinvolgendo l’intero quartiere e coordinando i volontari (tra i quali anche un gruppo di studenti di architettura).

Ora il cortile ha una zona centrale dove è stato piantato un albero donato dal Comune da cui si irraggiano come tante radici la zona orto, il “pensatoio” e le sedute e i bambini possono finalmente fare la loro ricreazione all’aperto come risultato della loro ri-creazione di quell’ambiente grigio e triste.

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