L’arte per i bambini? Passa da mente, corpo e cuore

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L’arte per i bambini? Passa da mente, corpo e cuore

Mauro Speraggi, fondatore di Artebambini, spiega l’importanza dell’arte “da toccare con mano” a ogni età

artebambini arte copertine

Pedagogista, fondatore di Artebambini insieme a Paola Ciarcià, direttore editoriale della rivista DADA: Mauro Speraggi ha un osservatorio privilegiato sull’arte per i bambini e fatta dai bambini.

Come spiegare ai bambini che cos’è l’arte?

L’arte, o meglio, le arti sono esperienze allo stato puro che coinvolgono la mente, il corpo e il cuore. Per questo “spiegare” l’arte in senso letterale, e quindi dirla solamente a parole e a date da imparare a memoria, è una modalità tanto diffusa quanto controproducente. L’arte va raccontata come una storia appassionante (e, di fatto, lo è!) e soprattutto va fatta toccare con mano, deve essere esperienzale. Come spesso viene ricordato, “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”.

A volte si pensa che l’arte sia una materia da esperti, o “da grandi”. È così?

Per ben osservare da adulti, per far nascere l'amore per l'arte, per aver voglia di creare, bisogna avere la fortuna di ricevere già da piccoli delle “chiavi” che permettano di aprire porte meravigliose e l’arte è una di queste. Pensare che sia materia per esperti sarebbe come confinarla in territori inaccessibili, significherebbe dire che solo pochi eletti sono predisposti alla sua comprensione.
Ma non è così: chi la frequenta, chi la prende a pretesto, chi gioca con l'arte sa a quale immenso giacimento di conoscenze, relazioni e connessioni essa predisponga. L’arte diventa un pre-testo per scoprire le culture, per conoscere, per raccontare, per inventare e diventare.

Esiste il talento artistico “innato”?

È un discorso molto complesso, ed è difficile stabilire con certezza questo aspetto dei processi cognitivi, che sono ancora in parte insondabili perfino per gli scienziati che si occupano di questa ricerca da moltissimo tempo. Ci sentiamo di parlare più che altro di predisposizioni, ponendo l’accento sull’ambiente: è fondamentale, infatti, che ai bambini vengano offerte occasioni per far emergere queste eventuali predisposizioni, passando in primis per attività che possano affascinarli, che li appassionino. Come ambienti parliamo naturalmente di scuola, ma non solo. Durante i laboratori, ci capita ogni tanto che gli insegnanti o qualche compagno di classe ci indichino un bambino dicendo “lui è bravissimo a disegnare!”, ma la bellezza dell’arte è la sua varietà di tecniche e possibilità, le quali la rendono un campo d’azione estremamente democratico. Riprendendo le considerazioni di Loris Malaguzzi all’interno di I cento linguaggi dei bambini, l’apprendimento non è questione di quantità di informazioni, ma di capacità di rielaborare conoscenze e informazioni in modo non standardizzato, di esserne protagonisti attivi. Non c’è una sola arte così come non c’è una sola matematica, e quanto più l’ambiente (la scuola, la famiglia) riuscirà a fornire occasioni che favoriscano l’utilizzo e la padronanza di una molteplicità di linguaggi, tanto più il bambino sarà protagonista del suo stesso apprendimento, arrivando così a esprimere al meglio le proprie potenzialità.

Esiste un’età più indicate per fare arte?

Noi di Artebambini lavoriamo anche con le mamme in attesa, quindi… per noi no! È chiaro che le applicazioni e le attività devono essere calibrate sulla fascia d’età di riferimento per essere effettivamente godibili e inserite in un orizzonte di senso, ma siamo convinti che l’arte aiuti a crescere, qualsiasi sia l’età. Crescere significa innanzitutto sperimentare, modificare, ripetere, provare, osare, costruire nessi, riprovare. Gli ambienti e le attività per i bambini dovrebbero predisporre, fin da piccolissimi, all’esperienza, essere portatori d’interessi, suscitare e facilitare le scoperte. Anche i tempi dell’educare dovrebbero adattarsi ai bisogni e al desiderio dei bambini di conoscere e di sperimentare.

Un consiglio a insegnanti ed educatori.

Utilizzare l’arte come risorsa educativa significa cercare di immettere nei processi intellettuali, immaginativi e creativi dei giovanissimi idee, paradigmi, metafore e repertori simbolici desunti e suggeriti dall’esperienza artistica. Gli educatori (insegnanti ma anche genitori, operatori museali…) possono utilizzare le risorse simboliche dell’arte per costruire insieme pensiero, sensibilità e conoscenza. Gli insegnanti – di ogni materia e ambito disciplinare – possono trovare spunti visuali per affrontare problemi, idee e snodi concettuali che l’arte, con i linguaggi che le sono propri, condivide con tutto ciò che chiamiamo sapere e cultura.

Mauro Speraggi sarà a NOW! 2019


 

Chiara Tacconi: 26 Gennaio 2019 Articoli

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