Inglese alla primaria: prove Invalsi e aspetti da migliorare

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Inglese alla primaria: prove Invalsi e aspetti da migliorare

Quali spunti trarre dai risultati delle prove? Suggerimenti per una didattica sempre più efficace. Di Paola Traverso

parlare lingua inglese

Come sono andate le prove INVALSI d'inglese proposte per la prima volta alle classi quinte della scuola primaria? Che cosa ci dicono i risultati e quali riflessioni stimolano? Vediamo nei dettagli quanto emerso dai dati campionari raccolti in 5 macro aree territoriali: nord ovest, nord est, centro e due aree meridionali e insulari.

Differenze tra aree territoriali e tra scuole

Globalmente, il numero di studenti che raggiunge il livello A1 è piuttosto elevato, seppur con differenze nelle varie aree territoriali. Relativamente pochi sono coloro che non raggiungono il livello prescritto dalle Indicazioni Nazionali. Si notano differenze tra le prove d'ascolto e quelle di lettura. In particolare:
Listening
Aree settentrionali e centro, meno del 20% di studenti non raggiunge il livello A1.
Aree meridionali e insulari il dato è del 30%. In quest'area si rileva inoltre maggiore variabilità tra le scuole e le classi.
Reading
Le percentuali per aree territoriali scendono al 5% e al 10%.
I risultati sono decisamente più soddisfacenti rispetto alla scuola secondaria di secondo grado. La diversa somministrazione delle prove in quest'ordine di scuola (computer based test) ha ridotto sicuramente la possibilità di cheating rispetto alla somministrazione cartacea adottata per la scuola primaria. I dati permettono comunque osservazioni interessanti. Ad esempio il listening rimane l'abilità più critica per entrambi gli ordini di scuola.

Differenze di genere

I dati hanno mostrato differenze di genere già emerse in atre discipline e in altri ordini di scuola. Le femmine riescono meglio nelle competenze linguistiche e i maschi in quelle matematiche. Per quanto riguarda l'inglese, le bambine ottengono punteggi più alti sia nel listening che nel reading

Studenti immigrati

In inglese, a differenza di quanto accade per italiano e matematica, gli studenti stranieri vanno meglio degli italiani e a volte ottengono risulati migliori.
I dati probabilmente non avranno sorpreso i docenti d'inglese, che spesso hanno avuto modo di verificare il fenomeno nelle loro classi. Durante le attività d'inglese si parte alla pari con gli altri, la lingua è nuova per tutti. Inoltre, dal punto di vista cognitivo, gli alunni stranieri possono avere un certo vantaggio. Come sottolineato nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo, ogni lingua nuova che s'impara contribuisce infatti a potenziare le competenze linguistiche generali.

Risultati specifici per l'inglese

È sicuramente confortante rilevare che in tutte le aree, pur con le differenze territoriali già citate, la maggioranza degli alunni raggiunge il livello A1. Esiste però una differenza tra il listening e il reading. Nella primaria, come in altri ordini di scuola, le prove di ascolto risultano quelle più critiche. I punteggi sono sempre più bassi rispetto alle prove di lettura.
I dati specifici, oltre a documentare risultati migliori al nord e al centro, mostrano una costante interessante. Nelle varie prove gli studenti di Trento e Bolzano emgono per la loro performance. Da alcuni anni in queste zone è in atto un programma educativo denominato “Trentino trilingue”. Il programma, oltre a potenziare l'inglese e il tedesco, pone particolare attenzione ai progetti CLIL e sostiene la formazione dei docenti. Quale conclusione trarne? Una maggiore esposizione alle lingue e al loro uso veicolare, unitamente a metodologie efficaci, possono aver contribuito ad un buon risultato nelle prove INVALSI. Investire su formazione dei docenti, potenziamento delle lingue e CLIL è un format vincente che sarebbe utile estendere il più possibile. Nel frattempo, cosa possono fare i docenti per contribuire a rendere la scuola più efficiente ed equa?

Idee per la didattica in classe

Indipendentemente dalle aree territoriali, vale per tutti il discorso di migliorare le competenze di listening, che sono risultate quelle più deboli. Un primo passo possibile è quello di offrire alle classi più opportunità di ascolto, anche dal vivo, della lingua straniera. Per esempio: 

  • organizzare spettacoli per bambini di compagnie inglesi;
     
  • invitare parlanti nativi presenti sul territorio e far loro semplici interviste;
     
  • ospitare per brevi stage studenti universitari o del liceo linguistico;
     
  • coinvolgere la scuola in programmi Erasmus plus e scambi e-Twinning.
     

Last but not least, fare buon uso delle risorse multimediali: utilizzare in maniera intelligente Cd, video, risorse online. L'ascolto, se non è accompagnato da compiti specifici che mettono in moto abilità cognitive e linguistiche, da solo non basta. Occorre pianificare compiti d'ascolto stimolanti, in grado di portare ciascuno verso il raggiungimento delle competenze.
Per compiti stimolanti non s'intende compiti necessariamente difficili dal punto di vista linguistico o che mettono in moto altre abilità come quella del reading. Domande a scelta multipla sostenute da immagini possono essere efficaci nel valutare l'ascolto senza creare interferenze con processi di lettura. A questo proposito potrebbe essere interessante avere dati specifici sui vari task e verificare se gli studenti hanno fatto meglio nei compiti di ascolto con domande a scelta multipla sostenute da immagini, o se hanno trovato più difficoltà quando le risposte da scegliere erano espresse esclusivamente in forma scritta. Considerato l'alto numero di alunni DSA presenti nelle classi, la tipologia di prova è un fattore da non sottovalutare.

Nei risultati delle prove INVALSI, anche singoli dettagli possono fornire spunti di riflessione per permettere a tutti quanti di contribuire a migliorare la qualità dei sistemi educativi: docenti, formatori, dirigenti, decisori di politiche educative, esperti di valutazione e di problematiche d'apprendimento, autori di materiali didattici.

Leggi il blog dell'autrice, CLIL 4 Children

Clicca sulla copertina, sfoglia la rivista e scopri la didattica di Inglese su La Vita Scolastica (da pagina 90)

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